Caro vita 2025 a Lecco: spesa in aumento di 402 euro all’anno per famiglia

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Lecco città

I dati dell’Unione Nazionale Consumatori basati sull’inflazione Istat del 2025

In testa alla classifica c’è Bolzano con +730 euro, mentre Brindisi chiude come città più conveniente con +197 euro

LECCO – Lecco si colloca a metà della classifica nazionale delle città più care d’Italia nel 2025, con un aumento medio della spesa pari a 402 euro annui per una famiglia tipo e un’inflazione dell’1,4%. È quanto emerge dallo studio diffuso dall’Unione Nazionale Consumatori, basato sui dati Istat relativi all’inflazione media dello scorso anno, che misura l’impatto reale del caro vita confrontando il 2025 con il 2024.

Il capoluogo lariano condivide la stessa posizione e gli stessi valori di Mantova, attestandosi ben lontano sia dalle città che guidano la graduatoria dei rincari sia da quelle considerate più virtuose. In testa alla classifica nazionale si conferma Bolzano, dove l’inflazione media del 2,2% si traduce in una stangata da 730 euro annui a famiglia. Seguono Siena, con 649 euro e un’inflazione del 2,4%, e Rimini, che chiude il podio con 606 euro di maggiore spesa. All’estremo opposto Brindisi, la città più “risparmiosa”, limita l’aggravio a 197 euro con un’inflazione dell’1%.

Il dato di Lecco fotografa una situazione di sostanziale equilibrio: l’aumento del costo della vita risulta superiore alla media delle città più convenienti, ma inferiore rispetto a molti altri centri del Nord e del Centro Italia. Un quadro che riflette dinamiche già note nel tessuto economico locale, dove il peso dell’inflazione si fa sentire ma senza gli strappi registrati altrove.

Sul piano regionale, la Lombardia si posiziona all’ottavo posto nella classifica delle regioni più costose del Paese, con un rincaro medio di 384 euro annui per famiglia e un’inflazione dell’1,3%, leggermente al di sotto della media nazionale fissata a 376 euro e 1,5%.

In vetta si colloca il Trentino-Alto Adige, con un aggravio di 587 euro, seguito dal Friuli Venezia Giulia e dal Veneto. La regione più conveniente resta il Molise, dove l’aumento si ferma a 213 euro.

Il report dell’Unione Nazionale Consumatori, diffuso nella mattinata di oggi, offre così una fotografia dettagliata delle differenze territoriali del caro vita, restituendo a Lecco l’immagine di una città che, pur non essendo tra le più colpite, non è immune dall’erosione del potere d’acquisto che ha segnato l’ultimo anno.