Donazioni da record nel 2025: i dati della Fondazione Comunitaria del Lecchese

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fondazione comunitaria del lecchese 2026

Nel 2025 le donazioni superano la soglia dei 4 milioni di euro e aumentano in numero del 77%

Raccolti 279mila euro per ricostruire il monastero della Bernaga

LECCO – Donazioni da record e una comunità che mostra fiducia: questo è ciò che è emerso durante la conferenza stampa tenutasi oggi, mercoledì 21 gennaio, dai rappresentanti della Fondazione Comunitaria del Lecchese presso l’Officina Badoni di Lecco. Attualmente, la Fondazione ha in corso circa 120 progetti di durata variabile, ai quali lavora con un’ottica di cooperazione e alleanza.

Tre dati principali sono emersi, a dimostrazione del profondo radicamento della Comunità sul territorio e della partecipazione crescente dei cittadini. Essi riguardano l’entità delle donazioni, il numero delle stesse e l’ammontare complessivo delle erogazioni da parte dell’ente filantropico. “Nel 2025 abbiamo superato la soglia dei 4 milioni di euro di donazioni, pari al 19,7% in più rispetto allo scorso anno. Si tratta di un record, perché cifre del genere erano state raggiunte solo durante la pandemia.” ha dichiarato Amalia Morano, responsabile amministrativa della Fondazione.

“Il dato più interessante riguarda però il numero di donazioni. Nel 2025 siamo arrivati a 2774 donazioni, contro le 1564 del 2024, con un aumento del 77%. Le donazioni, che spaziano da poche decine di euro a qualche migliaio, provengono da una platea differenziata di donatori, di cui le aziende corrispondono al 40,9%, gli enti pubblici al 18,9%, gli enti no profit al 16,6% e le persone fisiche al 23,6%. Ciò a dimostrazione del fatto che sono molte le categorie di persone che donano alla Fondazione. Questo ci sta permettendo di erogare di più, grazie anche al contributo di Cariplo” ha aggiunto Morano.

Paolo Dell’Oro, segretario generale della Fondazione, è intervenuto per sottolineare come la generosità sia la chiave del funzionamento dell’ente, nonché la spinta che muove molti donatori. “Spesso le donazioni giungono prive dei dati dei donatori. Quando riusciamo a contattarli, allo scopo di rilasciare una ricevuta e di informarli dei benefici fiscali a cui hanno diritto, ci rispondono spesso che il loro gesto è nato dal cuore e non necessita di riconoscimenti” ha dichiarato.

Quattro linee di tendenza sono state individuate in merito all’evoluzione del ruolo della Fondazione sul territorio. Innanzitutto, essa viene riconosciuta come piattaforma territoriale e soggetto di garanzia; secondariamente, sta aumentando la vicinanza alle comunità territoriali; infine, si sta verificando un incremento del coinvolgimento della comunità anche a livello decisionale. Il rapporto tra Fondazione e territorio è stato favorito, quest’anno, anche dal ruolo di “volano” dello spazio di Officina Badoni.

“Stiamo assistendo al riconoscimento da parte dei cittadini e delle aziende come una piattaforma territoriale, non tanto come soggetto erogatore di contributi ma come partner. Oggi, su 10 colloqui, 8 o 9 avvengono con enti che chiedono partnership” ha sottolineato Dell’Oro.

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L’intervento di Marta Greppi, responsabile della segreteria, ha illustrato il modello dei fondi della Fondazione. “Nel 2025 abbiamo aperto 12 nuovi fondi su un totale di circa 100, che sono quelli attualmente attivi”. Come chiarito durante l’intervento, essi sono raggruppabili in tre categorie. I fondi con obiettivi mirati hanno uno scopo preciso e una durata limitata. Sono stati utilizzati, ad esempio, per il sostegno delle celebrazioni del centenario degli Alpini e il restauro del teatro parrocchiale di Primaluna. Una seconda categoria include i fondi nati dall’ascolto dei bisogni del territorio, a cui ambiscono a dare risposte chiare. In questo ambito si colloca il fondo Bergamini.

“La terza categoria di fondi è quella a sostegno delle famiglie. Dietro ciascuno c’è una storia. Negli ultimi anni stiamo osservando una nuova sensibilità soprattutto nei luoghi di lavoro” ha spiegato Greppi.

Durante la conferenza, particolare attenzione è stata dedicata al fondo Acma Onlus, che, come chiarito da Greppi, “sostiene il percorso di cura di Vittorio, un bambino di 2 anni e mezzo affetto da una rara deformazione degli arti inferiori. Il fondo contribuisce ad aiutare i genitori di Vittorio a coprire le spese”.

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L’operatore di comunità Simone Buzzella ha invece illustrato la specificità dei fondi di comunità, un’altra tipologia di servizio con la caratteristica di avere un radicamento forte nei territori. “Ad oggi ci sono 13 fondi attivi nel lecchese e coprono gran parte della provincia. Sono distribuiti sui tre poli territoriali: ci sono i 2 fondi dell’ambito di Bellano, che sono Premana e Introbio, e ce ne sono 11 nell’ambito di Lecco. Particolarmente attivo quello di Laorca e Malavedo, grazie al quale è stata organizzata una serata in occasione del restauro del cimitero di Laorca.”

Come sottolineato da Buzzella, si tratta di strumenti in costante crescita, in quanto la vicinanza è l’elemento che permette di realizzare interventi rapidi. A tal proposito, è stato citato il recente incendio del monastero della Bernaga, in seguito al quale l’intervento da parte del fondo di comunità della Valletta Brianza è stato celere. Tale fondo, aperto il 13 di ottobre, ha finora raccolto 279mila euro, allo scopo di ricostruire l’edificio.

Durante il suo intervento, Dell’Oro ha anche annunciato che la Fondazione lancerà una campagna sui lasciti, prevista per fine marzo. “L’obiettivo è permettere agli individui di selezionare delle realtà del territorio come parte del proprio lascito” ha spiegato.

La conferenza di oggi si è chiusa con l’intervento di Maria Grazia Nasazzi, presidente della Fondazione. “Il ringraziamento della Fondazione contiene dentro di sé i concetti di relazione e comunità. Osare e rischiare non è mai facile, e come Fondazione siamo grati alla generosità del territorio, che si sta dimostrando appassionato e attento, rendendoci una fucina di progettualità per il suo sviluppo e la sua crescita”.