Merate. Furti stabili, meno rapine e truffe: i dati sulla microcriminalità nel 2025

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Carabinieri in piazza a Merate (foto archivio)

I dati sono stati snocciolati ieri sera in Consiglio comunale dal sindaco Mattia Salvioni

Sicurezza al centro del dibattito con l’interrogazione presentata da Prospettive per Merate

MERATE – “Non dobbiamo abbassare la guarda e non lo faremo. Del resto sulla sicurezza non ci siamo mai tirati indietro e lo dimostrano gli investimenti fatti finora e quelli in programma”. Ha risposto così il sindaco Mattia Salvioni all’interrogazione presentata dalla consigliera Paola Panzeri per il gruppo di minoranza Prospettive per Merate a seguito degli episodi di disturbo alla quiete e all’ordine pubblico registrati lo scorso fine settimana in centro.

Un argomento importante che ha fornito al primo cittadino l’occasione di snocciolare ieri sera, martedì, in Consiglio comunale i dati sull’andamento della microcriminalità in città forniti dalla Prefettura di Lecco. “Per quanto riguarda i furti il numero è nella media degli ultimi tre anni: siamo intorno ai 275 casi mentre nel 2022 erano stati 328. Ricordo che nel dato del 2025 sono comprese anche le denunce, pari a circa 50, per i furti subiti al cimitero lo scorso autunno, quindi il numero, volendo guardare bene, sarebbe più basso”.

Salvioni ha poi registrato con soddisfazione il dato relativo ai furti negli esercizi commerciali scesi a 17 contro i 33 del 2024 e quello delle rapine, pari a 5 (come nel 2024 mentre nel 2023 erano state il doppio), di cui nessuna nella pubblica via. In decremento anche le frodi e le truffe, passate dai 116 casi del 2023 ai 73 dello scorso anno. In diminuzione anche i danneggiamenti pari a 43 (nel 2023 erano 46 e nel 202 erano 56).
“Tutte cifre che confermano la bontà delle politiche intraprese sul fronte della sicurezza con l’introduzione, così come annunciato in campagna elettorale, dei servizi con la vigilanza privata. E’ un supporto in più e abbiamo di recente rimodulato gli orari per adattarli alle nostre esigenze”.

Il primo cittadino ha poi ringraziato le forze dell’ordine per il costante e proficuo rapporto di collaborazione, sottolineando come sugli episodi di venerdì notte (con la sottrazione del tricolore da piazza degli Eroi e il disturbo alla quiete pubblica) siano in corso delle indagini, aggiungendo che la maggior parte dei ragazzi coinvolti non sono di Merate.

Quanto ai controlli sul territorio, con riguardo agli orari di chiusura dei negozi (dopo il caso del truffatore in azione in due bar e del ladro in gioielleria), Salvioni ha rimarcato la possibilità di svolgerli con costanza grazie al recente innesto di nuove forze nell’organico della Polizia locale, evidenziando anche la bontà del servizio svolto con il controllo di vicinato.

L’assessora alle Politiche giovanili Valeria Marinari ha invece risposto per quanto concerne il collegamento, definito “delicato, ma legittimo” tra politiche giovanili e sicurezza, parlando degl investimenti messi in atto in questi primi anni di mandato.

“Siamo convinti che non basti solo la repressione, ma serva un investimento educativo costante. Mi guida una citazione del cardinale Martini, che diceva che il frutto non è garantito e non è immediato, ma se non si semina di certo non ci sarà raccolto”.

Rimarcando di aver ricevuto una eredità scarsa sul fronte delle politiche giovanili, ha sottolineato la volontà di cambiare passo, potenziando gli investimenti passati da 10mila a 15mila euro. Non solo. Tra i progetti indicati come fiori all’occhiello quello di creare un polo giovanile nell’area Cazzaniga (ormai pronto) grazie allo stanziamento di 30mila euro e di introdurre, da febbraio, gli educatori di strada, per andare direttamente dai ragazzi.

Dal canto suo la consigliera Panzeri si è detta di fatto insoddisfatta della risposta ottenuta: “Nello scritto siete bravissimi – ha riconosciuto, dopo aver ringraziato le forze dell’ordine per il prezioso lavoro svolto -. Date risposte copiose e apparentemente soddisfacenti, ma la realtà è che quello che avete fatto finora non è sufficiente. Basterebbe parlare con i cittadini, i commercianti e i giovani che non hanno la sensazione che la città sia migliorata. Ci vuole tempo, certo, ma non è accettabile una risposta così, perché nessuno vuole strumentalizzare gli episodi successi. I casi ci sono, sono molto gravi e provocano insicurezza nelle persone”.