Le minoranze hanno contestato la controdeduzione basata su uno studio privato al momento inesistente, tuttavia anche la modifica effettuata alla controdeduzione non garantisce la sopravvivenza della “casa civile”
LECCO – Il Consiglio comunale di Lecco ha approvato questa mattina (dopo la sospensione della discussione chiesta e ottenuta ieri sera), a larga maggioranza, un’integrazione alla controdeduzione relativa all’osservazione 143.02 del nuovo PGT, introducendo una modifica che avrebbe dovuto incidere direttamente sul destino della “casa civile” situata all’interno del complesso del Maglio della Panigada, in località Rancio. Dovrebbe, in quanto in tutta evidenza, non sembra garantirne la sopravvivenza.
L’esito finale della votazione ha portato a riformulare il giudizio sull’osservazione presentata da Carlo D’Alessio, membro dell’Associazione Giuseppe Bovara: non più come “non accolta”, ma “parzialmente accolta”. Osservazione, quella di D’Alessio, con la quale si chiede di “conservare anche la ‘casa civile’ fondata tra fine Seicento e inizio Settecento dalla famiglia Ceresa”, oltre alla roggia esterna richiesta formulata in un’altra osservazione (143.01).
L’importanza storico, culturale e artistica di tutto il sito, dove insiste anche la “casa civile” in questione, lo aveva fatto ben intendere, nel marzo dello scorso anno, “Officina Gerenzone”, quando aveva acceso i riflettori candidando il Maglio della Panigada come Luogo del Cuore FAI. Con quell’azione Officina Gerenzone è riuscita in accordo con tutti gli attori in gioco ad evitare la demolizione del salone del Maglio, con tutto il sistema di canali aerei in pietra e di spostare i percorsi pedonali per rendere fruibile la zona.
Quel luogo, composto non solo da Maglio, ma anche dalla “casa civile” stessa, e da altri immobili, è definito un unicum nel panorama non solo archeologico industriale, ma anche artistico e paesaggistico del lecchese, sinora protetto da un vincolo comunale apposto dal Piano di Governo del Territorio vigente, risalente al 2014.
A far rizzare i capelli ieri sera alla minoranza, è stata la controdeduzione in risposta all’osservanza di D’Alessio, con la quale si dice che “uno studio propedeutico alla progettazione dell’area ha già dimostrato l’inconsistenza del valore storico del fabbricato evidenziato in osservazione”.
La situazione è precipitata quando si è emerso che lo studio propedeutico non è stato presentato dai redattori del PGT, bensì sarebbe stato presentato dalla proprietà insieme al progetto di rigenerazione, che prevede la realizzazione di un complesso residenziale di circa cinque piani.
Il colpo di scena ha reso incandescente il clima in Consiglio e lo scontro in aula è stato inevitabile con i consiglieri di minoranza in primis Lorella Cesana (Lecco Ideale), Cinzia Bettega (Lega) e Clara Fusi (Gruppo Misto) così agguerrite tanto da ottenere la sospensione del dibattimento con l’obiettivo di ricevere maggiori informazioni prima di votare.
Questa mattina, alla ripresa del Consiglio Comunale, il consigliere Corrado Valsecchi (Orizzonte per Lecco) dopo un confronto con tutti i consiglieri, si è fatto portavoce della proposta di variazione alla controdeduzione spiegando: “Seppur a fronte di uno studio propedeutico alla progettazione dell’area (comunque mai presentato in consiglio, ndr) che avrebbe evidenziato l’inconsistenza del valore storico complessivo del fabbricato, viene ritenuto indispensabile l’inserimento della proposta di valorizzazione denominata ‘Maglio della Panigada’, considerato elemento fondante del laboratorio cittadino ‘Officina del Gerenzone’ e da acquisire come bene da tutelare, escludendolo dalla parte ritenuta priva di valore storico”.
Una riformulazione che, nelle intenzioni dei consiglieri, mira a correggere quella che è stata definita dallo stesso Valsecchi “un’imprecisione formale contenuta nelle precedenti controdeduzioni”, ma che di fatto non dice nulla sulle sorti della “Casa Civile”.
Ben più di un sospetto su ciò che potrà accadere alla “casa civile” a fronte di quanto deciso, l’ha avuto la consigliera Lorella Cesana (Lecco Ideale) che ha preso le distanze anche dalla modifica, chiarendo di non essere tra i firmatari dell’emendamento e annunciando la propria non partecipazione alla votazione.
“Non ritengo che dichiarare l’esistenza di uno studio propedeutico che escluda il valore storico del fabbricato corrisponda alla realtà dei fatti – ha affermato – poiché non risulta una verifica dichiarata da parte dell’amministrazione su quanto contenuto in un progetto di privati”. Secondo la Cesana la riformulazione approvata non renderebbe il testo più aderente al dato reale e rischierebbe di attribuire valore amministrativo a una documentazione non ancora vagliata ufficialmente.
Insomma, con l’integrazione approvata, si dà conferma della salvaguardia del Maglio (aspetto già consolidato), ma non della “casa civile”.

RADIO LECCOCITTÁ CONTINENTAL

































