I due consiglieri sottolineano la scarsa importanza riservata alla parte sportiva nel nuovo progetto
“Restano irrisolte alcune parti dell’impianto, inclusa l’attuale piscina”
LECCO – I consiglieri comunali di minoranza Corrado Valsecchi (Orizzonte per Lecco) e Lorella Cesana (Lecco Ideale) hanno illustrato, nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi, giovedì 29 gennaio, una serie di criticità da loro riscontrate nel progetto di riqualificazione del Centro sportivo del Bione.
Come spiegato dagli stessi consiglieri, l’analisi della documentazione è stata svolta con il supporto di esperti e ha portato alla richiesta formale di una commissione congiunta (I e IV) urgente, finalizzata a un confronto approfondito sul progetto. La richiesta è stata avanzata il 27 gennaio, con l’ipotesi di inserire il tema anche all’ordine del giorno della Commissione IV già convocata per il 3 febbraio, e con la speranza che l’amministrazione comunale autorizzi le minoranze a indicare un ulteriore esperto per valutare percorsi alternativi.
Durante la conferenza, Valsecchi e Cesana hanno evidenziato che “l’intervento proposto dalla cordata di privati interessa solo una porzione dell’area del Bione, concentrandosi sulla parte più semplice da realizzare, mentre le restanti zone verranno demandate a ipotetici interventi futuri“. Una scelta che, secondo i consiglieri, rischierebbe di lasciare di fatto irrisolte alcune parti dell’impianto, inclusa l’attuale piscina, recentemente oggetto di un intervento energetico, “il cui finanziamento sarebbe a rischio”.
“Non è previsto alcun intervento da parte dei proponenti sulla zona eminentemente sportiva del centro, non abbiamo quindi la possibilità di capire quale sia la sorte degli impianti attualmente presenti – ha dichiarato Cesana -. Ma soprattutto sottolineiamo che non ci saranno interventi sulla pista di atletica“. Elemento a suo avviso preoccupante, se si considera che “a Lecco ci saranno i Master Games, e il Comune ha assunto l’impegno di mettere a disposizione impianti efficienti, tra cui la stessa pista per lo svolgimento delle gare di atletica”.
I consiglieri hanno anche evidenziato che l’intervento, per come strutturato, non sarebbe orientato prioritariamente alla riqualificazione dell’impianto sportivo, ma al potenziamento di ricavi derivanti da attività extra-sportive, con la duplicazione di strutture esistenti, spazi di godimento fronte lago e un ristorante da 200 posti. “Riteniamo che sia indispensabile che l’amministrazione abbia uno sguardo a 360 gradi sul Bione, che deve essere riqualificato come centro sportivo. Il Bione non è un centro ricreativo, non deve diventarlo. Sono felice che il Nameless si terrà a Lecco, ma il centro sportivo non può diventare un’area eventi” ha puntualizzato Cesana.
Tra le osservazioni sollevate è stata inoltre segnalata una carenza di trasparenza sui costi di realizzazione e di gestione dell’opera, aspetto che, secondo i consiglieri, dovrebbe invece essere centrale in un’operazione di project financing. In questo quadro, il consigliere Valsecchi ha sottolineato che “il rischio finanziario graverebbe così in larga parte sulla pubblica amministrazione, in contrasto con le finalità del partenariato pubblico-privato, modello che implica un maggiore impegno economico del privato”.
“In passato anche altre società hanno fatto proposte, tra cui Acinque, proposte che però sono state fatte cadere. Ci chiediamo il perché”. Con queste parole i consiglieri hanno sollevato dubbi anche sul profilo delle società coinvolte nel raggruppamento proponente, in particolare per quanto riguarda la capacità tecnica e finanziaria in relazione alla dimensione dell’intervento.
Secondo i consiglieri, l’operazione avrebbe un costo complessivo di circa 31 milioni di euro, a fronte di un intervento stimato in 22 milioni. Di questi, circa la metà sarebbe coperta direttamente dalla pubblica amministrazione con risorse proprie, mentre la parte restante verrebbe sostenuta attraverso pagamenti annuali. E’ stato inoltre segnalato un peso economico aggiuntivo, quantificato in circa 20 milioni di euro tra plusvalenze e oneri finanziari, che, a giudizio loro, non troverebbe una corrispondenza adeguata in termini di reale interesse pubblico.
Tra le possibili alternative avanzate, i consiglieri hanno indicato la realizzazione, da parte del Comune, di uno studio di fattibilità che suddivida l’area del Bione in ambiti distinti – commerciale, sportivo e ludico-ricreativo – e la verifica dell’interesse di operatori per le diverse funzioni del complesso. E’ stata inoltre ipotizzata la possibilità di mettere a gara un progetto definitivo e di costruire un piano finanziario attraverso strumenti come il leasing bancario, valutando anche il coinvolgimento di società partecipate già operative in contesti simili in Lombardia.
“C’è un motivo se ne stiamo parlando ora: durante il Consiglio comunale, abbiamo saputo dall’assessore Torri che è in corso la conferenza di servizio in modalità asincrona. E’ quindi urgente che la questione emerga ora” ha sottolineato Valsecchi. E Cesana ha aggiunto: “Non critichiamo e basta, non c’è niente di pregiudiziale. Noi proponiamo la valutazione di alternative nell’interesse esclusivo della comunità”.

RADIO LECCOCITTÁ CONTINENTAL
































