LECCO – “La decisione assunta dal commissario del Pdl di Lecco, on. Michela Vittoria Brambilla, di aprire alla cittadinanza le candidature per le società a capitale pubblico e di farle valutare sulla base di criteri oggettivi e meritocratici da parte di esperti super partes rompe un tabu’ partitico ormai storico e raccoglie il mio pieno apprezzamento”.
A parlare è l’ex assessore provinciale Fabio Dadati, che lo scorso anno ha lasciato il Pdl per fondare “Rinascimento Italiano”, il movimento che ha fatto del merito la propria bandiera. Per questo, le parole dell’ex ministro Brambilla in merito alle nomine dei dirigenti delle società pubbliche (vedi articolo), non potevano che trovare il suo apprezzamento:
“Non dubito che alle parole seguano i fatti, e posso dire che, finalmente, qualcosa si muove nella direzione del merito. E’ la strada giusta – ha proseguito Dadati – Il fatto che questa metodologia sostanziale non fosse mai stata applicata era stato uno dei motivi per cui avevo lasciato il Pdl e ancor prima fondato il Forum della Meritocrazia di cui sono vice direttore generale. Ora, spero che questa scelta valga anche per candidature, assessorati, etc.., non solo per Pdl ma per tutti i partiti. Questa è la chanche per l’Italia”.
Dal PDL c’è chi però ha criticato duramente l’onorevole calolziese:
“Ma che belle le idee dell’on. Brambilla sulle società partecipate! Mi riservo solo di verificare se questi criteri tirati a lucido l’abbiano sempre ispirata nelle nomine a Lei riconducibili negli anni scorsi, ma poco importa. E ancora non dormo interrogandomi se aveva già in mente questo “PdL senza poltrone” quando ne chiese una, da Assessore, per qualche suo accolito al Presidente Nava”.
E’ il consigliere regionale Mauro Piazza a stroncare l’ex ministro, definendo la logica messa in campo dalla Brambilla sulla scelta dei candidati come “la scoperta dell’acqua calda”:
“Preme ricordare, se non fosse stata avvertita – ha proseguito Piazza – che le nomine dei Consigli di Amministrazione sono di competenza dell’Assemblea dei Soci, ovvero dei signori Sindaci che sono gli azionisti delle società. Che idea vecchia della politica, quella di un partito che sceglie e poi aggiudica poltrone! Serve piuttosto il lavoro di condivisione e di confronto con gli Amministratori. A questo si aggiunga, ahi ahi, che la totalità dei sindaci del PdL della nostra Provincia è tra i firmatari di una petizione che non riconosce il ruolo dell’on. Brambilla, indizio che può portare a credere come la stessa nelle prossime assemblee non avrà molto titolo per determinare le scelte”.
Piazza boccia anche l’idea della raccolta curriculum presso la sede del Pdl:
“Anche solo immaginare che il partito possa essere una casella postale (sperando che il postino trovi la sede aperta) dove smistare nomi e pretendenti è una palese mancanza di rispetto dell’autonomia e delle prerogative che liberamente esercitano i Sindaci del territorio”.

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