Artigianato. “La forza delle micro-piccole imprese lecchesi”. Gli ultimi dati

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    Oltre 8,5 mila aziende e 21 mila addetti nel settore. Ecco il rapporto di Confartigianato

    Lecco ai vertici nazionali per quantità di imprese artigiane

    LECCO – La micro-piccola impresa a specializzazione artigiana: una costellazione di realtà, ben 8.580 mila, che sul territorio lecchese rappresenta il 33% del totale delle imprese manifatturiere con oltre 21 mila addetti al lavoro.

    E’ il Rapporto Territoriale di Confartigianato Lecco ha tracciare il quadro di un comparto che vede la provincia lecchesi ai vertici delle classifiche nazionali.

    Lecco è infatti al quarto posto in Italia dopo Prato, Fermo, Vicenza, per peso delle imprese manifatturiere sul totale delle imprese (56,8%) con una quota di occupati in imprese a valore artigiano che supera il 22% sul totale di occupati nel settore.

    La fabbricazione di prodotti in metallo è il primo ambito produttivo in provincia, se ne occupano 447 realtà, un dato che spinge Lecco ai vertici della top 10 delle province italiane per questa specializzazione dell’artigianato seguita da Verbano, Brescia e Bolzano.

    Seguono gli ambiti produttivi di trattamento e rivestimento dei metalli (238 aziende), la fabbricazione di macchine per impieghi speciali (167) e le produzioni in plastica (148)

    “La forza dell’artigianato è tutta qui da vedere, in questo Rapporto: le micro e piccole imprese lecchesi, ad altissima incidenza artigiana, sono sopravvissute alla più spaventosa crisi economica mondiale degli ultimi 70 anni, hanno cambiato pelle, hanno saputo innovarsi e tenere il passo con i mercati. La nostra forza, la nostra concretezza e la nostra storica solidità sono riuscite a creare un valore universalmente riconosciuto” commenta il presidente di Confartigianato Lecco, Daniele Riva.

    Daniele Riva - Confartigianato
    Daniele Riva – presidente Camera di Commercio

    Gli imprenditori artigiani: soprattutto over 35

    La maggior parte delle aziende artigiane (70,2%) sono dirette da imprenditori over 35 uomini, le imprenditrici si fermano all’11% mentre i giovani under 35 (uomini e donne) all’10.9%. Gli imprenditori artigiani di origine straniera rappresentano poco meno del 9% del totale.

    Il confronto con i dati del 2014 fanno rilevare un incremento delle iscrizioni per le aziende guidate da donne (+5,1%) e dagli stranieri (+3,1%) mentre calano le iscrizioni di aziende guidate da giovani imprenditori (-3,2%).

    I dati dell’ultimo trimestre del 2019 parlano di un incremento delle cessazioni (118) e delle iscrizioni (102,5) con un saldo quindi negativo.

    Export, Brexit e dazi

    Le esportazioni rappresentano uno sbocco fondamentale per i prodotti made in Lecco, non a caso preoccupano il caso Brexit in Inghilterra e la guerra commerciale tra Usa e Cina: solo queste tre aree valgono per l’artigianato lecchese 535 milioni di euro, pari al 12% dell’export totale.

    Nel 2018 in questi tre mercati l’export dei prodotti manifatturieri lecchesi cala del 3,5% mentre nel resto del mondo sale del 4,5%

    “Il Rapporto Territoriale rappresenta la nostra bussola in questo mare in burrasca – prosegue Riva – Il 2019 non si è aperto nel migliore dei modi, con lo spettro della recessione tecnica in cui siamo poi effettivamente scivolati. E anche se ora con qualche timido segno più si intravede un barlume di speranza, non possiamo certo dire di sentirci in salvo. I numeri di questo Rapporto lo dimostrano, nonostante le nostre imprese artigiane contribuiscano a farci salire in molti casi sui primi gradini del podio”