Lecco. Risse e violenze in viale Turati, residenti esasperati chiedono aiuto

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Un'immagine della rissa in viale turati di venerdì scorso
Un'immagine della rissa in viale turati di venerdì scorso

Situazione fuori controllo, la gente ha paura

Genitori scrivono al sindaco: “…stiamo aspettando che qualche cittadino esasperato da questa situazione si faccia giustizia da solo?”

LECCO – Da mesi viale Turati di Lecco è diventato teatro di risse e non solo, dove la presenza di gruppi di giovani e giovanissimi inclini al bullismo e ad azioni di violenza sta mettendo a dura prova il quartiere, a tal punto che anche l’oratorio dei frati è stato chiuso a fronte di una situazione che ormai sembra fuori controllo.

Le segnalazioni di denuncia stanno giungendo da più giorni anche alla nostra redazione. La tensione sta crescendo e c’è chi, raccontando il clima che si vive e si respira, teme che prima o poi si arrivi a uno scontro tra residenti e i gruppi di bulli che circolano nel quartiere.

L’ultimo episodio di violenza è avvenuto venerdì sera, quando alcuni giovani hanno preso a calci e pugni un ragazzo mandandolo all’ospedale. Poco è servito l’arrivo di una sola pattuglia di forze dell’ordine, mentre il personale sanitario ha prestato le cure al malcapitato poi trasportato all’ospedale.

Diverse le segnalazioni e le richieste di intervento che sono state inoltrate all’Amministrazione comunale del sindaco Mauro Gattinoni, tra cui una lettera che pubblichiamo integralmente scritta da una coppia di genitori residenti da anni in viale Turati.


Egregio sig. Sindaco,

Siamo una coppia di quarantenni che ha da sempre vissuto nel rione Santo Stefano e che ha deciso di costruire la propria famiglia proprio in questa zona, per dare l’opportunità ai propri figli di vivere in un rione tranquillo, a due passi dal centro, dalle scuole, dalla stazione… dove potessero quindi raggiungere la propria indipendenza serenamente.

Ma da qualche mese tutto questo non è più possibile… ci siamo decisi a scriverle dopo l’ennesima rissa avvenuta proprio sotto casa nostra e che quindi abbiamo potuto appurare con i nostri stessi occhi. Ieri sera, 24 settembre, verso le ore 22.45 abbiamo sentito una nostra vicina di casa urlare… ci siamo affacciati alla finestra e abbiamo visto un gruppetto di stranieri prendere a botte un ragazzo nord africano, massacrato al punto di essere stato poi portato in pronto soccorso dai soccorritori intervenuti su nostra chiamata.

Anche le forze dell’ordine sono intervenute ma capisce bene che una sola pattuglia, in mezzo a un gruppo di 30-40 persone rissose e probabilmente sotto effetto di sostanze d’abuso varie, cosa avrebbe potuto fare? Sappiamo tutti, e certamente anche lei, qual è il problema e dove queste persone si ritrovano ogni sera fino a tarda notte, quando i locali dovrebbero essere già chiusi da ore ma immancabilmente continuano ad ospitarli all’esterno, sui propri tavoli, dove non solo fanno rumore disturbando la quiete pubblica ma infastidiscono e minacciano gli abitanti del viale, che magari semplicemente accompagnano il proprio cane a fare una passeggiata!!!!

Le sembra possibile che i nostri figli non possano frequentare l’oratorio da soli perché è occupato da baby gang che bullizzano anche i bambini?

Le sembra possibile che i nostri figli adolescenti e pre-adolescenti abbiano paura a tornare a casa dalla palestra distante 200 metri perché il marciapiede è invaso da questi delinquenti?

Perché, signor Sindaco, noi non sappiamo come altro definire gente che picchia a sangue, minaccia viso a viso passanti che non hanno proferito parola ma hanno semplicemente commesso l’errore di passare dalla stessa parte del marciapiede o gente che scrive bestemmie sui muri dell’oratorio frequentato dai nostri bambini.

Signor Sindaco stiamo aspettando che qualche cittadino esasperato da questa situazione si faccia giustizia da solo? Le forze dell’ordine, che ringraziamo per il loro lavoro, devono essere messe in condizione di poterci difendere e garantire la sicurezza nella nostra città! È questo quello che vogliamo. Ci vanno bene tutte le belle iniziative per la ripresa dopo i mesi duri di pandemia che abbiamo passato, ma come facciamo a riprendere in mano la nostra vita se abbiamo paura ad uscire di casa? Che messaggio stiamo dando ai nostri giovani? Loro più di altri hanno bisogno di sentirsi sicuri e protetti, di poter vivere la propria città serenamente, di poter crescere senza ulteriori angosce dovute alla delinquenza gratuita di questo periodo.

Sperando in un Suo riscontro concreto inviamo cordiali saluti”.