Un giovane di Castello Brianza ha raccontato la sua disavventura che poteva finire molto male
Aggredito in pieno pomeriggio a Milano da cinque rapinatori: “Più sentivo la lama premere sul collo e più cercavo di tirarmi indietro”
MILANO – Si è ritrovato accerchiato da cinque giovani di origini nordafricane, uno dei quali gli ha puntato un coltello alla gola. Prima hanno tentato di prendergli il cellulare senza riuscirci, poi gli hanno rubato 20 euro dal portafoglio e sono fuggiti. Sono stati attimi di tensione per un 21enne di Castello Brianza in viaggio su un treno tra le stazioni di Milano Villapizzone e Milano Lancetti. Ha deciso di raccontare ciò che gli è accaduto perché è arrivato il momento di fare qualcosa.
“Erano circa le ore 19.20 di ieri (sabato 11 gennaio, ndr) e mi trovavo su un treno della linea Treviglio-Varese. Ero seduto sul vagone alto e, tra le stazioni di Villapizzone e Lancetti, si sono avvicinati due ragazzi di origini marocchine che hanno iniziato a chiedermi dei soldi, uno aveva in mano una bottiglia di whisky – ci ha raccontato il giovane -. Senza nemmeno capire come, mi sono ritrovato accerchiato da cinque ragazzi, tutti stranieri tra i 17 e massimo i 22 anni, uno dei quali mi ha puntato un coltello alla gola”.
Il lecchese è stato molto bravo a mantenere il sangue freddo in una situazione che sarebbe potuta finire nel peggiore dei modi: “Più sentivo la lama premere sul collo e più cercavo di tirarmi indietro, quando mi sono seduto sono riuscito a togliere la mano dell’aggressore dal mio collo. Nel contempo sono anche riuscito a riprendere il telefono che mi era caduto, ma i rapinatori sono riusciti a impossessarsi del mio portafoglio da cui hanno preso 20 euro. Poi uno di loro ha detto qualcosa in arabo e sono fuggiti”.
A mettere in fuga i rapinatori è probabile che sia stato proprio il sangue freddo del lecchese che, nonostante tutto, non si è lasciato intimorire e ha mantenuto la mente lucida: “Purtroppo non è la prima volta che mi capita un episodio simile e ho pensato che, per uscirne indenne, dovevo gestire la situazione nel migliore dei modi. Ripensandoci a mente fredda, io stesso sono sorpreso di essere riuscito a non farmi sopraffare dalla paura. Per fortuna si sono accontentati dei pochi soldi che hanno trovato e se ne sono andati”.
Il giovane si è quindi spostato per raggiungere la testa del treno, avvisando gli altri passeggeri che c’era una banda di rapinatori a bordo: “Ho trovato un capotreno fuori servizio che mi ha accompagnato dal capotreno che mi ha detto che i ragazzi erano scesi alla stazione precedente. Io ho comunque fatto regolare denuncia, i giovani erano tutti a volto scoperto e, se le telecamere del treno erano in funzione, c’è la possibilità che siano stati ripresi. Purtroppo non si tratta di una semplice bravata, sono soggetti pericolosi, tra l’altro quello col coltello era particolarmente aggressivo. Mi duole dirlo ma sta diventando una jungla, non è possibile aver paura a girare in pieno pomeriggio. A me è andata bene, ma è necessario fare qualcosa”.