Cultura. Dalla Regione 6 milioni di euro: “Grande opportunità per il Lecchese”

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La biblioteca di Colico

Il sottosegretario Piazza annuncia l’approvazione del piano 2026: fondi per musei, cinema e biblioteche

Un’occasione unica per rivitalizzare i territori e sostenere le realtà locali

LECCO – Nuovo ossigeno per il mondo della cultura lombarda. La Giunta regionale ha dato il via libera al piano di riparto dei contributi per l’anno 2026: uno stanziamento complessivo di 6.050.000 euro destinato a soggetti pubblici e privati.

La strategia si muove attraverso lo strumento dell’Avviso Unico, una modalità che punta a semplificare l’accesso ai fondi raggruppando diverse aree di intervento. L’obiettivo dichiarato è trasformare la cultura in un volano di aggregazione sociale e di crescita turistica, premiando i progetti capaci di innovare e divulgare il patrimonio del territorio.

Le risorse sono state ripartire per coprire l’intera filiera culturale lombarda. Nel dettaglio la suddivisione degli investimenti è la seguente:

  • 1.500.000 euro per la promozione educativa e culturale;
  • 1.700.000 euro per musei, sistemi bibliotecari e archivi;
  • 900.000 euro per lo spettacolo dal vivo e il cinema;
  • 1.950.000 euro per il patrimonio culturale.

“Si tratta di un investimento importante – dichiara il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, Mauro Piazza – che conferma l’attenzione della Regione verso la cultura come leva di crescita sociale, educativa e turistica. Un’opportunità significativa anche per il territorio lecchese, ricco di patrimonio storico e di realtà culturali attive. Ringrazio l’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, per il lavoro svolto e per la sensibilità dimostrata nel sostenere con convinzione il mondo della cultura lombarda”.

La principale novità del 2026 è l’introduzione della Linea 4, dedicata agli investimenti sul patrimonio culturale appartenente a enti e istituzioni ecclesiastiche, inserita all’interno dell’Ambito Patrimonio Culturale. Una misura che amplia ulteriormente le possibilità di tutela e valorizzazione di beni di grande valore storico e identitario.

“Con questo nuovo strumento – conclude Piazza – vogliamo offrire risposte concrete alle esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, sostenendo progetti di qualità in grado di generare benefici duraturi per le comunità locali”.