Lo scorso anno il MEAB, che si trova a Camporeso, ha avuto 2.300 visitatori
Il direttore Massimo Pirovano: “Non solo un museo storico, ma anche del presente”
GALBIATE – “Un museo etnografico non è solo un museo storico ma anche un museo che racconta la vita quotidiana, di oggi”. Massimo Pirovano è il direttore del Museo Etnografico dell’Alta Brianza (MEAB) che si trova a Camporeso, nel comune di Galbiate. Fortemente voluto dall’allora presidente del Parco Monte Barro, Giuseppe Panzeri (l’iter progettuale è stato avviato a inizio anni ’90) il Meab è stato inaugurato nel 2003: evocativa la sede scelta per ospitare il museo, un bellissimo complesso che fu abitato da famiglie di contadini, nel cuore della piccola e panoramica frazione di Camporeso a mezza costa sul monte Barro. “Il museo – spiega Pirovano – è nato con l’obiettivo di documentare e valorizzare la vita quotidiana e le tradizioni delle comunità locali della Brianza collinare e del Lecchese. Negli anni è diventato centro di ricerca, conservazione e divulgazione del patrimonio culturale locale”.

Il MEAB è uno dei 22 musei etnografici della Lombardia (in Provincia di Lecco c’è anche il Museo Etnografico di Premana): “Si definisce come museo etnografico perché, nelle sue ricerche, utilizza il metodo di indagine praticato dall’antropologia – spiega il direttore – che consiste nell’incontro tra il ricercatore e il portatore di una cultura altra, esponente di un gruppo sociale significativo, nel presente o nel passato. Il museo presenta voci, gesti e idee di uomini e donne di ieri, ma anche di oggi: per questo mi piace specificare sempre che un museo etnografico non è solo un museo storico, che parla del passato, ma è anche un museo del presente perché vive e trova senso nelle testimonianze di chi oggi può raccontare di un passato recente e delle sue trasformazioni, sulla base di esperienze dirette”.
Distribuite su più piani, le esposizioni del museo affrontano diverse tematiche legate alle attività tradizionali del territorio: la bachicoltura, la coltivazione del granoturco, la viticoltura, la fienagione, la gestione della stalla, i trasporti. Vero e proprio gioiello è un’intera sala dedicata al Flauto di Pan, strumento musicale tradizionale: “Siamo l’unico museo etnografico ad avere una sala di questo genere” ha spiegato Pirovano “e ne andiamo molto orgogliosi”. L’allestimento del museo è stato progettato insieme all’architetto Giulio Ponti: “L’ingresso del museo è quella che ai tempi era la cucina usata dai contadini che qui vivevano e che, ogni anno, tra maggio e giugno, almeno fino agli anni ’40 del Novecento, veniva destinata all’allevamento del baco da seta. Qui infatti veniva mantenuta la temperatura necessaria per l’allevamento, compresa tra i 20 e i 23 gradi: si montavano le tavole a graticcio fatte di canne su cui si alimentavano i bachi con le foglie di gelso”.

L’altro vero tesoro del museo è la ricca documentazione fotografica, video e audio che testimonia il contesto storico e culturale delle comunità locali. Periodicamente, il Museo propone mostre a tema diverso (attualmente ospita l’esposizione “Apicoltura e api-cultura Hobbisti e professionisti in Brianza” curata da Paola D’Ambrosio, che sarà visitabile fino al 15 giugno).
Lo scorso anno i visitatori sono stati 2.300: “In parte scolaresche, a cui il gruppo scuola del museo propone molte attività interessanti – ha spiegato Pirovano – ma anche tanti curiosi. Devo ringraziare il gruppo di volontari che lavorano per accompagnare i visitatori alla scoperta del Meab: una cinquantina di persone in totale che, alternandosi su turni di mezza giornata, consentono di tenere aperto il museo cinque giorni a settimana”.
Pirovano tiene a segnalare che il prossimo 20 febbraio il Meab parteciperà al World Anthropology Day, che si svolgerà tra Milano e Torino: “Lo faremo tramite un evento sulla digitalizzazione su cui abbiamo lavorato grazie ad uno studente dottorando e ai giovani ricercatori attivi nel nostro museo. La tavola rotonda che si svolgerà alla Sovrintendenza di Milano ma potrà essere seguita anche da remoto, avrà per oggetto la mostra “Te lo do io il museo” sulle culture giovanili, che abbiamo ospitato nell’estate scorsa. Sarà un’occasione di confronto con altri musei etnografici sul futuro di questi istituti”.
Insomma, il Museo Etnografico dell’Alta Brianza è, a tutti gli effetti, un piccolo grande gioiello del territorio, da custodire e fare conoscere. Non resta che scoprirlo!
Il MEAB è aperto al pubblico nei seguenti orari:
Martedì: 9:00 – 12:30
Mercoledì: 9:00 – 12:30
Venerdì: 9:00 – 12:30
Sabato: 9:00 – 12:30 e 14:00 – 18:00
Domenica: 9:00 – 12:30 e 14:00 – 18:00
Il museo rimane chiuso a Natale, Capodanno e Pasqua, ma è aperto il Lunedì dell’Angelo. Informazioni disponibili sul sito https://meabparcobarro.weebly.com/