Presidio di Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm sotto la sede di Confindustria Lecco-Sondrio
“Il tempo dell’attesa è finito: vogliamo salari e diritti”
LECCO – “Il momento è ora: il contratto non si svende, il contratto si difende”. E’ il grido delle sigle sindacali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm, riunite nel pomeriggio di venerdì sotto la sede di Confindustria Lecco-Sondrio in un presidio per chiedere la riapertura del tavolo delle trattative sul contratto nazionale dei metalmeccanici, al momento ferme. In segno di protesta i sindacati avevano anche indetto una giornata di sciopero per la giornata odierna.

In via Caprera, verso le 16, si sono riuniti i lavoratori e i colori delle tre sigle sindacali, al grido di ‘contratto!’: “Siamo qui per cercare di sbloccare una situazione ferma da troppo – ha detto il segretario della Fiom Cgil Lecco Fabio Anghileri – la trattativa sul contratto nazionale dei metalmeccanici non è rimandabile eppure Confindustria continua a mantenere una posizione rigida, di chiusura, alle nostre proposte. Manifesteremo fino a quando sarà necessario per provare a cambiare le cose”.
“I metalmeccanici – ha aggiunto il Segretario della Fim Cisl Monza Brianza e Lecco Enrico Vacca – chiedono salario e diritti. Il tempo dell’attesa è finito: se non avremo risposte gli scioperi e le proteste si intensificheranno, la mobilitazione continuerà fino al raggiungimento dei risultati”.
Gabriella Trogu, della Uilm Lario, ha concluso: “Scioperare è la nostra arma più forte, se blocchiamo le fabbriche dovranno trattare. Insieme possiamo vincere questa battaglia”. Parlando del territorio lecchese, la Segretaria ha continuato: “Lecco traina l’economia di Lombardia e d’Italia ed è una delle province più care della regione, l’aumento che chiediamo di 280 euro è necessario per garantire retribuzioni adeguate al costo della vita e al valore del lavoro svolto”. Nel nuovo contratto nazionale i sindacati non vogliono poi lavoratori interinali: “Serve un contratto regolare anche per loro e lo chiederemo a gran voce”.