Il sindaco di Pescate commenta duramente i dati degli ultimi due mesi: “Mi aspettavo di più”
“Fare comitati per l’ordine pubblico serve a poco o nulla se non si fanno girare più pattuglie sul territorio”
LECCO – “Ho letto il recente report rilasciato dalla Questura di Lecco in ordine ai controlli operati negli ultimi due mesi e francamente mi aspettavo di più. Non basta a mio avviso disporre 410 sanzioni al codice della strada, quello lo fanno anche le nostre polizie locali, oppure identificare 1162 soggetti emettendo solo 5 provvedimenti di espulsione, oppure controllare che nei locali pubblici siano esposti i divieti di non fumare e gli orari di apertura o chiudere un solo locale per problemi sanitari e di igiene. A mio avviso il contrasto all’illegalità diffusa non si dispone efficacemente in questo modo”.
Lo sfogo, destina a fare discutere, è del sindaco di Pescate Dante De Capitani, persona schietta e abituata a dire sempre quello che pensa, anche in questo caso ha deciso di esprimere pubblicamente la propria posizione in maniera franca.
“Il contrasto all’illegalità diffusa si fa chiudendo gli esercizi pubblici che creano problemi, che non operano i controlli e dando bere a clienti ubriachi, facendo presidi mirati nelle stazioni ferroviarie della provincia che stanno diventando sempre più pericolose, disponendo pattuglie nei centri cittadini sempre più alla mercé di bande di ragazzini e personaggi senza patria e senza rispetto. Cacciando senza indugio con i Daspo urbani chi considera il nostro territorio terra di conquista. Poi, quando succedono fatti incresciosi, la colpa è dei sindaci, mentre prefetti e questori che sono i veri responsabili dell’ordine pubblico raramente vengono messi di fronte alle proprie responsabilità”.
“Fare comitati per l’ordine pubblico serve a poco o nulla se non si fanno girare più pattuglie sul territorio e non si organizzano presidi fissi dove serve – ha continuato De Capitani -. Pochi cittadini sanno che per legge ha più potere sull’ordine pubblico il sindaco di Pescate piuttosto che quello di Lecco, Calolziocorte o Merate, che a differenza mia non sono autorità di pubblica sicurezza. Ognuno di noi deve fare la propria parte fino in fondo se non vogliamo che anche la nostra bella provincia si trasformi in terra di nessuno”.