Soccorsi in montagna. Chi paga, quanto e quando? Ecco le risposte

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LECCO – E’ di qualche settimana fa la notizia di due escursionisti che si sono fatti sorprendere dal maltempo in Grignetta nonostante le previsioni meteo annunciassero l’arrivo di forti temporali. Risultato: nel ridiscendere i due hanno perso il sentiero e sono finiti in un canalone mentre pioggia, grandine e fulmini hanno iniziato ad imperversare. Inevitabile la chiamata ai soccorsi con i volontari del Soccorso Alpino che hanno rischiato grosso e dopo ben 7 ore di intervento sono riusciti a portare a valle, sani e salvi, i due escursionisti. 

Sfiniti, incrodati, gente disorientata che perde il sentiero, escursionisti che affrontano la montagna con scarsa preparazione. Sono sempre di più le persone che approcciano l’ambiente montano in maniera inadeguata e quando le cose si mettono male o si presenta una situazione di pericolo parte la chiamata ai soccorsi. Già, ma chi paga?

Una domanda ricorrente alla quale spesso vengono date risposte sommarie se non addirittura errate, anche se, in Lombardia, è tutto chiaro e regolato grazie alla Legge Regionale numero 5 entrata in vigore il 17 marzo 2015, alla quale ha fatto seguito la Deliberazione della Giunta Regionale (n. X/4340) del 20 novembre 2015.
Quindi, quando si chiamano i soccorsi in montagna chi paga e quanto?

Abbiamo cercato di dare una risposta il più semplice ed esaustiva possibile per fare definitivamente chiarezza su un argomento sempre più discusso e chiacchierato.

Prima di tutto è bene precisare due punti. Il primo, la Legge in questione fa riferimento a interventi di soccorso e di elisoccorso in ambiente impervio o ostile, comprensivi di recupero.
Il secondo, le attività di soccorso sanitario, compreso l’elisoccorso, sono svolte dalla Regione Lombardia per il tramite dell’Azienda Regionale Emergenza e Urgenza (AREU) che, in ambiente impervio o ostile montano e ipogeo (grotte), si avvale, in base ad apposita convenzione, del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) – Servizio Regionale Lombardo.

QUANDO SI PAGA E QUANDO NON SI PAGA

E’ bene premettere che si tratta di una compartecipazione alla spesa, il cui importo viene determinato in base ai singoli casi e rispettando un preciso Piano Tariffario.
Dopodiché, non si paga mai se vi è la necessità di un accertamento diagnostico o di prestazioni sanitarie presso un Pronto Soccorso. Nel resto dei casi si paga.
Più semplicemente, se la persona soccorsa dovrà essere portata all’ospedale anche solo per accertamenti non pagherà l’intervento, se invece una volta soccorsa e portata a valle se ne tornerà a casa incolume, senza aver fatto tappa al Pronto Soccorso, dovrà compartecipare alla spesa.
Quindi, un escursionista stanco che non riesce ad andare avanti né indietro o che perde il sentiero, uno scalatore incrodato in parete che non sa più salire né scendere: sono casi in cui si dovrà pagare con una compartecipazione alla spesa dell’intervento.

 

L’IMPRUDENZA COSTA DI PIU’

Nei casi in cui si deve pagare (ribadiamo, quelli in cui la persona soccorsa non è finita al Pronto Soccorso, neanche per accertamenti), qualora risultasse che abbia tenuto un comportamento imprudente, la compartecipazione alla spesa verrà rincarata del 30%.

IMPRUDENZA. CHI E COME LA DETERMINA

La definizione di comportamento imprudente è a carico del Soccorso Alpino Speleologico Lombardo (CNSAS) che lo comunicherà ad Areu (Azienda Regionale Emergenza Urgenza).
Per capire quali parametri vengono utilizzati, abbiamo chiesto al presidente del Soccorso Alpino Speleologico Lombardo Damiano Carrara. “Nei casi in cui effettuiamo interventi senza rilevanza sanitaria e/o diagnostica, compiliamo un’apposita scheda nella quale riportiamo le informazioni necessarie per determinare se vi sia stata imprudenza o meno. Lo facciamo tenendo conto di 5 elementi oggettivi che abbiamo stabilito con Areu ritenuti segnaletici di un comportamento imprudente nell’aver affrontato un’escursione. Questi elementi oggettivi sono: condizioni meteo; bollettino valanghe; attrezzatura; abbigliamento e calzature.  Insieme a questi elementi, nella scheda rileviamo una serie di altri parametri (es. motivo della chiamata, natura e morfologia del terreno, condizioni meteo) a supporto delle indicazioni fornite”.
Ponendo attenzione ad ognuno di questi aspetti, il presidente Carrara spiega: “Un escursionista non curante delle previsioni che chiede soccorso a causa del maltempo è giudicato imprudente e questo lo possiamo oggettivamente dire attraverso il bollettino meteo che alleghiamo alla scheda da compilare. Stessa cosa facciamo per le valanghe, quando il pericolo è superiore a 3 su una scala di 5. Poi controlliamo l’adeguatezza dell’attrezzatura rispetto all’ambiente in cui si trova e all’attività che sta svolgendo, per esempio, se soccorriamo un escursionista impegnato lungo una via ferrata, controlliamo se è dotato di kit ferrata e casco; o se ha con sé piccozza e ramponi se si trova lungo una via invernale. Quarto elemento l’abbigliamento, che deve essere tecnico specifico o comunque adeguato all’ambiente e all’attività svolta; quinto ed ultimo elemento le calzature, le quali, come per l’abbigliamento, devono essere tecniche specifiche o comunque adeguate per l’attività svolta. Il non rispetto di uno solo di questi parametri è indice di imprudenza”.

 

IMPORTO DA PAGARE: CHI LO STABILISCE?

Stabiliti i criteri di quando si deve compartecipare alla spesa dell’intervento, cerchiamo di capire come e chi determina l’importo da pagare.
A fronte del rapporto stilato dal Soccorso Alpino Speleologico Lombardo al termine dell’intervento di soccorso, gli incartamenti passano alla competente Sala Operativa Regionale Emergenza Urgenza (SOREU).
E’ SOREU che verifica la sussistenza delle condizioni che prevedono la partecipazione alla spesa da parte della persona soccorsa e lo fa in coordinamento (se intervenuto) con il medico dell’equipe di soccorso sanitario.
Qualora la persona debba pagare, l’importo viene stabilito in base al Piano Tariffario (in applicazione alla Legge Regionale) e tenendo conto dei tempi di intervento a partire dell’attivazione della risorsa da impiegare (ambulanza, elicottero, eccetera).

 

QUANTO SI PAGA?

La quota di compartecipazione alla spesa, tenuto conto della normativa regionale, è così definita:

TIPOLOGIA RISORSA  COSTO ORARIO
Mezzo di Soccorso Base
(Ambulanza di tipo A
con soccorritori certificati e un autista)
Euro 56,00
Mezzo di Soccorso Intermedio
(Infermiere e autista/soccorritori certificati)
Euro 70,00
Mezzo di Soccorso Avanzato
(Ambulanza di tipo A
con autista/soccorritore certificato,
medico e infermiere)
Euro 115,00
Squadra a terra del CNSAS Euro 95,00
Elisoccorso
(Equipaggio di volo, medico infermiere
e tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino)
Euro 1.500,00

 

La tabella che segue, mostra i singoli casi, partendo da una prima distinzione: persona soccorsa residente in Lombardia (che si avvale di uno sgravio del 30%), persona non residente in Lombardia. Altra distinzione tra comportamento non imprudente e comportamento imprudente, in quest’ultimo caso vi è una maggiorazione dell’importo da pagare del 30%.
(Scaricabile qui il Piano Tariffario integrale in formato PDF).

 

RESIDENTI IN LOMBARDIA

NON RESIDENTI IN LOMBARDIA

NESSUNA CIFRA IPERBOLICA

Comunque vadano le cose, come si può evincere dalle tabelle, non ci saranno mai cifre stratosferiche, visto che l’importo massimo che dovrà essere pagato non supererà mai i 780 euro per i non residenti in Lombardia e i 546 euro per i residenti in Lombardia. 

SINGOLARITA’ 

Merita una riflessione infine, il fatto che Legge in vigore non prevede che l’escursionista imprudente, il quale finisce al Pronto Soccorso a causa della sua imprudenza, paghi. Il che significa, estremizzando, che se un escursionista affronta la salita invernale al Grignone in ciabatte, scivola per colpa delle calzature inadeguate e si fa male, non pagherà l’intervento di soccorso.
Quindi, se le prestazioni sanitarie e/o diagnostiche sono necessarie a fronte dell’imprudenza dell’utente (valutazione sbagliata del meteo, del pericolo valanghe, utilizzo non consono di abbigliamento, attrezzature e calzature) non sarà richiesta la compartecipazione alla spesa.

 

MA QUALI SONO I COSTI EFFETTIVI DEGLI INTERVENTI?

I costi pieni all’ora di ogni singolo intervento sono molto più alti e sono i seguenti.

TIPOLOGIA RISORSA  COSTO ORARIO
Mezzo di Soccorso Base
(MSB, con ambulanza di tipo A
con soccorritori certificati di cui un autista)
250,00 euro/h
Mezzo di Soccorso Intermedio
(MSI, Ambulanza o auto di soccorso con Infermiere e autista-soccorritore)
585,00 euro/h
Mezzo di Soccorso Avanzato
(MSA, Ambulanza o auto di soccorso con medico, infermiere e autista-soccorritore)
1026,00 euro/h
Squadre a terra del CNSAS 807,00 euro/h
Elisoccorso
(Elicottero con personale di condotta di volo, medico, infermiere
e tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino diurno)
11.660, 00 euro/h

 

RIASSUMENDO