Libri. “E l’eco rispose” di Khaled Hosseini

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E l eco risposeSe avete amato Il cacciatore di aquiloni e Mille splendidi soli, sarete fortemente tentati di leggere anche E l’eco rispose.
Il copione si ripete. Hosseini infatti mostra la sua terra, l’Afghanistan, con tutte le sue problematiche che ormai conosciamo bene sia grazie ai servizi televisivi (documentari e soprattutto telegiornali), ma anche grazie ai numerosi libri di testimoni diretti.
Come è accaduto coi suoi due precedenti romanzi, anche E l’eco rispose è un romanzo sull’amore, sul prendersi cura degli altri, su scelte difficili che cambiano la vita e si ripercuotono sulle generazioni future. Hosseini esplora i molti modi in cui i membri delle famiglie alimentano, feriscono, tradiscono, onorano, e si sacrificano l’uno per l’altro.
L’intera vicenda è un enorme puzzle che il lettore deve ricomporre di capitolo in capitolo. C’è una miriade di tasselli da rimettere ciascuno al proprio posto. Hosseini narra la storia di tre generazioni, saltando da un luogo all’altro, ma anche da un tempo all’altro. La narrazione quindi non è lineare, ma vi sono passaggi da riposizionare per poter ricostruire la storia.
Tutto comincia con due fratelli, Abdullah e Pari, molto legati tra loro che, però, devono separarsi. È il loro stesso padre a optare per questa tragica soluzione e le loro vite verranno catalizzate da eventi completamente diversi. Seguendo i personaggi e le ramificazioni delle loro vite, da Kabul, a Parigi, a San Francisco, fino all’isola greca di Tinos, la storia si espande gradualmente verso l’esterno, con un carattere ad ogni pagina sempre più emotivamente complesso e potente.

 

 

Titolo originale: The mountains echoed
Editore: Piemme
Pagine: 456
Prezzo: 19,9 €

 
Trama.
Sulla strada che dal piccolo villaggio di Shadbagh porta a Kabul, viaggiano un padre e due bambini. Sono a piedi e il loro unico mezzo di trasporto è un carretto rosso, su cui Sabur, il padre, ha caricato la figlia di tre anni, Pari. Sabur ha cercato in molti modi di rimandare a casa il figlio, Abdullah, senza riuscirci. Il legame tra i due fratelli è troppo forte perché il ragazzino si lasci scoraggiare. Ha deciso che li accompagnerà a Kabul e niente potrà fargli cambiare idea, anche perché c’è qualcosa che lo turba in quel viaggio, qualcosa di non detto e di vagamente minaccioso di cui non sa darsi ragione. Ciò che avviene al loro arrivo è una lacerazione che segnerà le loro vite per sempre.

 

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Francesca Numerati