Riforma sanitaria, così non va. I sindaci scrivono alla Regione

Tempo di lettura: 3 minuti

 

LECCO – Servizi troppo accentrati negli ospedali e molto meno sul territorio, tempi di attesa troppo lunghi per le prestazioni ambulatoriali e per l’accesso al Pronto Soccorso, scarsa possibilità di incidere da parte degli enti locali sulle politiche sanitarie: sono alcune delle critiche avanzate dai sindaci dei 140 comuni che afferiscono all’ATS Brianza, ovvero i territori di due province, quella di Lecco e di Monza.

Osservazioni raccolte in un unico documento che la Conferenza dei Sindaci ha voluto elaborare quando ormai si è concluso il primo triennio di attuazione della riforma sanitaria lombarda, un periodo di tempo significativo per analizzare i primi effetti e in vista dei nuovi incarichi ai vertici di ASST e ATS lombarde appena conferiti dalla Regione.

“Il documento è una sorta di analisi sugli impatti che la L.R. 23/2015 (riforma sanitaria) ha avuto sul territorio – si legge nella nota diffusa a seguito della riunione – partendo da un resoconto sul lavoro svolto nel territorio, e dalla presa d’atto delle buone prassi attivate, si arriva ad elencare una serie di criticità nello stato di attuazione della riforma”.

Per i sindaci, le criticità rilevate sono “una questione da prendere in mano e affrontare”. Il documento è stato trasmesso alla Regione, all’attenzione del presidente Attilio Fontana, dell’Assessore Gallera e dell’Assessore  Bolognini, proprio per proporre un lavoro comune – coinvolgendo anche ANCI Lombardia – volto alla soluzione delle criticità evidenziate.

“In questo triennio noi Sindaci abbiamo garantito il massimo impegno per attuare i principi della riforma sanitaria, peraltro trovando nell’ATS una piena disponibilità al confronto – ha dichiarato Maria Antonia Molteni, presidente della Conferenza dei Sindaci – Proprio perché espresse in forma propositiva e da un territorio che si è impegnato, ci attendiamo che la Regione prenda in considerazione le nostre segnalazioni. Ci auguriamo che le criticità si trasformino in prospettive di sviluppo, verso la soluzione dei problemi generati dalla definizione dei confini territoriali, e verso lo sviluppo dei servizi di integrazione come i PreSST”.

 

Le criticità, secondo i Comuni

  • La scarsità dei servizi territoriali, a fronte di un accentramento dei servizi negli ospedali (mentre la riforma prevede una valorizzazione del territorio);
  • La mancanza di risorse disponibili, che comporta un depauperamento dei servizi: una riforma di tale portata non può essere realizzata a iso-risorse;
  • Una governance di difficile attuazione, che non garantisce gli strumenti di governo per orientare l’attività degli enti erogatori (in primis le ASST)
  • La scarsa possibilità di incidere da parte degli enti locali, sia per quanto riguarda le politiche sanitarie, sia per garantire l’integrazione sociosanitaria. In questo senso si segnala il fatto che non sono state garantire risorse ai Distretti dei Comuni per svolgere le funzioni loro assegnate;
  • La mancanza di indicazioni specifiche per la costituzione dei PreSST e dei POT (Presidi Sociosanitari Territoriali ad alta valenza di integrazione col sociale);
  • Una presa in carico del cittadino esclusivamente sanitaria, con la dimensione sociale relegata in secondo piano;
  • Il problema dei tempi di attesa per le prestazioni ambulatoriali;
  • Il problema degli accessi e delle lunghe attese al pronto soccorso;
  • La definizione dei confini territoriali nelle due ASST di Monza e Vimercate ha creato rilevanti disservizi in particolare nei territori di riferimento degli ambiti di Seregno e Carate.

 

L’intervento dell’ATS

“In questi tre anni ci siamo confrontati costantemente con i Sindaci e siamo consapevoli delle tematiche rilevate nel documento – ha spiegato Oliviero Rinaldi, direttore Sociosanitario dell’ATS. “Insieme ai Comuni abbiamo già avviato diverse linee di lavoro, in alcuni casi con risultati importanti ed esiti positivi. Continueremo su questa linea, impegnandoci a fondo nella soluzione dei problemi, ma anche nella messa a sistema delle buone prassi che abbiamo già realizzato”.

“Il fatto che i Sindaci, primi garanti della salute dei cittadini, si esprimano sullo stato di attuazione della riforma sanitaria è un elemento importante e positivo – ha commentato Massimo Giupponi, Direttore Generale dell’ATS – La partecipazione dei Sindaci, espressa anche attraverso la segnalazione di criticità, e il loro impegno nella ricerca di soluzioni, sono un valore aggiunto per il benessere delle nostre comunità. Porteremo testimonianza di tutto ciò alla futura Direzione dell’ATS, in modo che possa impostare il proprio lavoro nella consapevolezza di avere nei Sindaci un interlocutore attento e attivo”.