Cani e gatti accalappiati: 589 casi nel 2024, la maggior degli animali restituiti al padrone

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Canile Cane Gabbia

“Sul territorio non esiste il fenomeno del randagismo come viene inteso comunemente”

In fase interlocutoria il progetto della struttura polifunzionale per il canile di Merate

LECCO – Nel corso del 2024 gli interventi attivati in provincia di Lecco dal servizio accalappio di Ats Brianza sono stati 589, 425 per cani, 164 per gatti. A richiederli sono stati privati cittadini, Polizie locali o altre forze dell’ordine. “Il numero – spiegano dal Dipartimento Veterinario di Ats Brianza – non deve far pensare che si sia trattato di 589 cani o gatti abbandonati o randagi. In molti casi, ben 168, si è trattato di uscite a vuoto, ovvero all’arrivo degli operatori sul luogo segnalato l’animale non era più presente, perché dileguatosi o già recuperato dal proprietario. In altri 127 casi gli animali sono stati resi direttamente sul posto, senza dover essere portati al canile/gattile. 75 invece i casi in cui gli animali sono stati restituiti al proprietario, rintracciato in un secondo momento, successivo all’inserimento in struttura”.

Dei cani accalappiati solo 52 sono risultati effettivamente sprovvisti di microchip, dunque non identificabili e non attribuibili a un proprietario. “In questi casi Ats provvede alla loro identificazione mediante applicazione del microchip nei propri ambulatori, alla loro collocazione in canile o altra struttura, in attesa che, anche grazie alla collaborazione con le associazioni, si trovino persone disponibili a prenderli in affido”.

Questo numero esiguo rispetto al totale dei cani registrati in anagrafe porta a dire con ragione che non esiste sul territorio della provincia di Lecco il fenomeno del randagismo, così come comunemente inteso, ovvero di cani vaganti in libertà del tutto incustoditi, più o meno pericolosi, potenziale veicolo di patologie trasmissibili all’uomo, come accade in altre regioni d’Italia, soprattutto nelle zone rurali o montane.

“Esistono piuttosto casi limitati di deprecabili abbandoni volontari o di cattiva custodia da parte del proprietario, che favorisce l’uscita dell’animale dagli spazi privati e la sua temporanea irreperibilità – spiegano dal Dipartimento – Per questo Ats è impegnata a promuovere nei cittadini, attraverso una serie di corsi, una cultura della gestione responsabile dei loro amici a 4 zampe”.

Ats inoltra precisa che “i gatti delle oltre 1.300 colonie feline censite, sterilizzati e microchippati, sono animali di comunità, quindi per loro “status” liberi sul territorio, e oggetto di accalappio in caso siano in condizioni critiche o siano feriti, ad esempio a seguito di investimenti”.

I cani abbandonati o vaganti, salvo i casi di restituzione sul posto a seguito di immediato rintraccio del proprietario, vengono portati nei canili pubblici o privati, convenzionati con il Comune nel cui territorio l’animale è stato recuperato. “Per Lecco è il Canile di Erba, per molti altri Comuni è il Canile di Merate. Altre amministrazioni hanno scelto strutture private fuori dal territorio provinciale. Al momento sono ancora una decina i Comuni che non hanno sottoscritto alcuna convenzione, come prevede la legge”.

Per quanto riguarda il canile di Merate il progetto della struttura polifunzionale, comprendente canile sanitario, canile rifugio, gattile, ambulatorio veterinario, sala riunioni, è ancora nella fase interlocutoria, in attesa di verificare la effettiva volontà di coinvolgimento di tutti i Comuni della provincia di Lecco. “Il comune di Merate, proprietario della struttura, ha ribadito la volontà di mettere a disposizione un’ampia area limitrofa all’ubicazione dell’attuale canile, in località Cà Rossa. Ats offre il proprio supporto tecnico alla discussione, aperta sul tavolo della conferenza dei sindaci” concludono i veterinari.