
Lecconotizie al fianco di Paolo Colombo ideatore e promotore del progetto
“La maggior parte delle pietre miliari che si sono censite oggi, sono illeggibili e in alcuni casi difficilmente riconoscibili”
LECCO – Restaurare le pietri miliari presenti a Lecco. E’ questo l’obiettivo del progetto proposto al Comune di Lecco dal giovane Paolo Colombo, architetto di professione, già impegnato in realtà come l’associazione Officina Gerenzone e il Cai Lecco, affiancato in questa nuova iniziativa da Lecconotizie.com.
La “Proposta di collaborazione” protocollata nelle scorse settimane in Comune verte sul “Regolamento per la collaborazione tra i cittadini attivi e l’Amministrazione” ed è stata approvata pochi giorni fa dalla Giunta.

“Ti accorgi che le cose non vanno, un sentiero abbandonato, una mulattiera coperta da decenni di abbandono, una fiumicella piena di rovi, una chiusa al Paradone che marcisce, un bosco pieno di spazzatura, ecc… Se reagisci ti proponi per migliorare le cose – spiega Colombo – E quando si uniscono le forze è il gioco di squadra che fa la differenza. Coinvolgere le persone, unire le forze, condividere un obiettivo comune è ciò che permette davvero di cambiare le cose. Questa è una piccola cosa, che racconta di una Lecco ormai scomparsa, di piccole località e toponimi, in parte non più usati. Riscriverli per fermarli nel tempo e perché no nella mente della gente, anche se sono sempre stati lì, illeggibili ma presenti”.
L’idea di ridare vita e lustro alle pietre miliari, circa una ventina quelle censite in città rioni inclusi, la spiega ancora Colombo: “La città di Lecco ha nella sua struttura policentrica un elemento caratterizzante, un pulviscolo di rioni e località che da secoli occupano il territorio dal lago alla montagna. Un territorio storicamente ricco per produzione industriale e commercio, costruito su antiche vie di comunicazione in gran parte ricalcate dalla moderna viabilità. È su questi assi portanti della Lecco che fu, che possiamo ritrovare alcuni elementi antichi, che segnavano i crocevia tra i rioni e le direttrici verso il territorio limitrofo: le pietre miliari o segnavia che dir si voglia”.

Non più utili da molto tempo, giacciono a bordo strada o sulle facciate di alcune case, ormai illeggibili, le lettere incise nella pietre non sono più evidenziate dalla tipica vernice nera smaltata che le rendeva ben visibili ai viandanti, ai cavallanti, a chi da fuori doveva orientarsi in quella struttura ‘pulviscolare’ di centri e di località.
“Nel tempo qualche privato cittadino ha provveduto al loro ‘restauro’ – prosegue – ma la maggior parte delle pietre miliari che si sono censite oggi, sono illeggibili e in alcuni casi difficilmente riconoscibili. Sono pietre miliari e segnavia che ci raccontano come l’asse via Parini, via Palestro, via Moneta, via Mentana, via Partigiani era una direttrice importantissima perché collegava le officine e le fucine della Vallata del Gerenzone alle piazze di commercio e al lago, da dove partivano i prodotti. Ci dicono che la direttrice per Bergamo, rimasta la stessa, passava per Barco, luogo della scapigliatura lecchese. Ci raccontano che in tanti casi la città si è trasformata, spesso saturando ogni spazio libero, ma addossandosi alle vecchie strade che per secoli ci hanno collegato al mondo”.
Per definirne una datazione servirebbe un ulteriore approfondimento, ma Colombo spiega: “Sono ottocentesche, di tempi diversi. Per ripristinarle utilizzeremo la classica vernice nera smaltata, quella che viene utilizzata appositamente per questo tipo di interventi. Inizieremo in primavera e proseguiremo fino a quando non le ripristineremo tutte”.
Un’iniziativa alla quale parteciperà anche la nostra testata, Lecconotizie, sia raccontando l’avanzamento dei lavori, ma anche collaborando operativamente al ripristino delle pietre miliari.

“L’iniziativa di Paolo merita attenzione e sostegno, perché racchiude un valore profondo – spiega il direttore Lorenzo Colombo – Prendersi cura dei luoghi in cui viviamo e lavoriamo non è solo un dovere civico, ma un atto di consapevolezza e responsabilità verso la storia, la comunità e il futuro. Ogni spazio che abitiamo porta le tracce di chi ci ha preceduto e influenzerà chi verrà dopo di noi: mantenerlo vivo significa rispettare questa continuità. L’azione concreta – che sia restaurare una pietra miliare, pulire una strada o riqualificare un’area – non è solo un gesto materiale, ma un atto di amore per il contesto che ci ospita. In un mondo che spesso ci spinge all’individualismo, prendersi cura dei luoghi è un modo per ricordarci che apparteniamo ad esso”.
“Potrebbe essere che ce ne siano altre, sfuggite al monitoraggio effettuato nei mesi scorsi – conclude Paolo Colombo – Se così fosse, raccoglieremo tutte le segnalazioni”.
Un’iniziativa, va ricordato, a costo zero per il Comune di Lecco. “Serve solo un barattolo di vernice, tempo e voglia”, chiosa l’ideatore del progetto.