Quarto ponte e svincolo del Bione: una maxi rotonda al posto del parcheggio

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La proposta di progetto della nuova viabilità al Bione con l'innesto del quarto ponte a doppio senso di marcia

Si progetta la nuova viabilità al Bione con l’innesto del quarto ponte

Via il parcheggio, una grande rotatoria e la proposta del doppio senso di marcia sul nuovo ponte

 

LECCO – Il nuovo ponte sulla Statale 36? Se la struttura che affiancherà il Ponte Manzoni da un lato aiuterà a decongestionare il traffico che si immette da Pescate alla super, questo è il suo obiettivo, dall’altro pone una serie di problematiche al capoluogo: Lecco, oltre allo spostamento della discarica comunale e della piattaforma dell’elisoccorso, dovrà ridisegnare la viabilità della zona del Bione, già oggi fortemente critica.

Ieri, in municipio, è stato presentato lo studio promosso dal Comune di Lecco e realizzato dagli esperti del PIM per cercare la soluzione più idonea a sostenere l’innesto del nuovo ponte e le sue conseguenze sul traffico.

Mauro Gattinoni
Il sindaco Mauro Gattinoni

“E’ una tematica importantissima per la nostra città – è intervenuto il sindaco Mauro Gattinoni, aprendo l’incontro – la progettazione del ponte è di Anas ma le scelte viarie insistono tutte sul comune di Lecco che dovrà sopportare una serie di complicazioni per permettere che quest’opera si realizzi. E’ un servigio che Lecco offre alla viabilità sovracittadina e che, in un certo senso, dimostrano quanto questa fetta di territorio sia molto delicata”.

Da Pescate il 40% dei mezzi esce al Bione

Sono circa 6,3 mila ogni ora i veicoli che si spostano sul Ponte Manzoni nelle ore di punta della mattina, di cui 2,4 mila in direzione Milano, 12 mila ogni giorno quelli che da Pescate si immettono verso la SS36 e circa 1035/ora nelle ore di punta del mattino, di questi il 40% esce allo svincolo del Bione.

In direzione opposta sono altrettanti, 11,380 mila, i mezzi che dalla SS36 escono allo svincolo di Pescate. Dallo svincolo del Bione entrano circa 18 mila veicoli, il 68% si sposta in direzione del centro di Lecco.

“Sono dati che dimostrano le relazioni che insistono tra le rampe oltre ai volumi traffico e la destinazione veicoli” ha sottolineato l’ing. Mauro Barizza del centro studi PIM che a fronte delle analisi sul traffico ha elaborato tre possibili soluzioni, di cui una ritenuta il miglior scenario possibile che l’amministrazione comunale di Lecco ha già presentato ai sindaci del circondario e alla Provincia.

Una maxi rotonda e una più piccola

In cosa consiste? L’ipotesi prevede la realizzazione di una grande rotatoria, di circa 60 metri, che raccolga l’innesto della rampe dalla SS36, l’attuale e quella nuova del ‘quarto ponte’, e le attuali arterie, con via Ticozzi che si ramificherebbe prima della rotatoria per consentire al traffico in direzione del centro Lecco di proseguire senza passare dalla rotonda.

Per realizzare il maxi rondò, bisognerà rinunciare al parcheggio di fronte al centro sportivo e collegato ad esso con un sottopasso. Una seconda rotatoria sarà invece creata all’intersezione tra via Buozzi e via Ticozzi, per consentire ai mezzi di invertire la marcia se non diretti verso la Lecco-Bergamo.

Le due rotatorie previste

Nuovo ponte a doppio senso e via lo svincolo per Pescate

Il progetto di Lecco punta a risolvere una delle questioni già avanzate a suo tempo dal Comune, ovvero la necessità di un ponte non solo in direzione Nord ma anche in direzione Sud, per il traffico che dal capoluogo si sposta verso Pescate.

La proposta elaborata dal PIM prevede che il nuovo ponte, sostanzialmente una rampa da 2 km, sia percorribile nei due sensi di marcia. L’attuale progetto di Anas prevede una corsia carrabile e una ciclabile, Lecco chiede dunque che le due corsia siano dedicate al traffico veicolare:

“In questo modo – ha spiegato l’ing. Barizza – ne avrebbe beneficio non solo chi deve entrare in città ma anche chi deve uscirne. La SS36 diventerebbe dunque un’opzine ma non l’unica infrastruttura, servirà per gli spostamenti all’esterno e il nuovo ponte per gli spostamenti a breve raggio”.

La proposta progettuale del PIM prevede però l’eliminazione dello svincolo di Pescate per “una scelta forte che vuole privilegiare le relazioni più forti – ha spiegato il tecnico – perché il grosso delle interazioni tra Pescate e la SS36 è il Bione”. Una proposta che ha già fatto discutere tra i consiglieri comunali e destinata da alimentare il dibattito sull’opera, attesa entro il 2026.