Scuole e trasporti: dopo il Dpcm oggi un incontro per riorganizzarsi

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Gli ingressi posticipati alle 9 per le superiori e il nodo dei trasporti

Le scuole si preparano ad incentivare la didattica a distanza

LECCO – Dopo un’estate di preparativi per l’inizio delle lezioni, ora il mondo della scuola deve nuovamente riorganizzarsi per adattarsi alle nuove misure anti-Covid: già l’ordinanza pubblicata venerdì sera da Regione Lombardia aveva invitato gli istituti superiori ad ampliare la didattica a distanza per i propri studenti, domenica il nuovo Dpcm del Governo ha stabilito l’ingresso alle 9 degli studenti in aula, per togliere ‘peso’ ai trasporti pubblici ed evitare il sovraffollamento dei mezzi.

Il provvedimento di Palazzo Chigi entrerà in vigore da mercoledì 21 ottobre. Pochi giorni di tempo quindi per rimettere mano al servizio scolastico, con il nodo dei trasporti pubblici che diventerà una questione fondamentale per evitare disagi a studenti e famiglie.

“Ci siamo attivati subito, ma in 48 ore è ben difficile riorganizzare una macchina complessa come quella del trasporto pubblico locale”. Non nasconde le difficoltà il consigliere provinciale con delega alle scuole Felice Rocca che oggi, martedì, parteciperà al tavolo territoriale di coordinamento alla presenza dei vertici della Prefettura e Provveditorato agli Studi di Lecco. Un tavolo che riunirà istituzioni locali e enti scolastici per definire problemi e soluzioni.

“Ci stiamo confrontando con le scuole superiori del territorio per capire in che percentuali verrà adottata la didattica a distanza – prosegue Rocca – In questo modo potremo avere un’idea dei numeri in questione, ovvero di quanti sono gli studenti che dovrebbero entrare alle 9”.

Attesa una comunicazione del Ministero

Una scelta, quello dell’orario delle 9 contenuto nel Dpcm che dovrebbe entrare in vigore da mercoledì, su cui potrebbe esserci un chiarimento in una circolare interpretativa del Ministero dell’Istruzione. “Un provvedimento di questo tipo ha una ratio per realtà metropolitane dove il flusso di ingresso a scuola degli studenti si somma a quello dei pendolari lavoratori – spiega Rocca – Da noi, chiaramente, non è la stessa cosa. Va però anche detto che il numero di contagi tra i giovanissimi sta crescendo in maniera esponenziale e bisogna quindi stare molto attenti”.

Il trasporto pubblico aspetta

Per quanto riguarda Linee Lecco, spiega il direttore Salvatore Cappello, “non si prospettano problemi nel servizio, il vero problema è che pochi sono gli studenti che utilizzano gli autobus per muoversi all’interno della città. Per quest’anno scolastico gli abbonamenti si sono ridotti ulteriormente rispetto al passato. Il margine dell’80% di capienza massima è ampiamente rispettato”.

Più utenza invece sulle linee extraurbane che collegano Lecco alla provincia gestite dalla bergamasca SAB e da ASF Como. Da quest’ultima fanno sapere di essere in attesa di capire come si organizzeranno le scuole per apportare eventuali modifiche al servizio. Ancor più utilizzato il trasporto ferroviario che ha come interlocutore unico Trenord.

Le scuole: già pronti per didattica a distanza

Nel frattempo le scuole si organizzano per incrementare la didattica a distanza. L’Istituto Badoni di Lecco, tra gli altri, prevederà la ‘dad’ a rotazione per il 30% delle classi: “Dopo l’ordinanza della Regione ci eravamo già preparati, ma se questa prevedeva di implementare la didattica a distanza per tre settimane, il Dpcm del governo la estende a quattro settimane, quindi la estenderemo anche noi – spiega la dirigente scolastica Luisa Zuccoli– l’obiettivo che ci siamo posti è stato quello di salvaguardare l’attività in presenza per le prime, vista la giovane età dei ragazzi e gli eventuali disagi che avrebbe comportato le famiglie, e per le quinte affinché possano concludere al meglio il loro percorso scolastico”.

Sempre a Lecco ma all’istituto Bertacchi la didattica a distanza è già prevista per il 50% degli alunni. “Per noi quindi non cambia nulla – spiega il preside Raimondo Antonazzo fin dall’inizio dell’anno la scelta è stata quella di suddividere ogni classe in due gruppi che si alternano tra lezioni in presenza e didattica a distanza. Quello che ci preoccupa è posticipare l’ingresso alle 9. Se non ci saranno mezzi pubblici i ragazzi rischiano di arrivare un’ora prima e stare in giro senza gli adeguati controlli che a scuola invece ci sono. Aspettiamo i chiarimenti del Ministero”.

“Diciamo che è una scelta che capisco per una realtà metropolitana come Milano. Su Merate, dove gli studenti arrivano agli istituti superiori attraverso pullman prettamente scolastici, il problema non è l’orario di ingresso alle 8 anziché alle 9”. E’ questo il pensiero della dirigente scolastica Sabrina Scola, alla guida del liceo Agnesi di via dei Lodovichi.

La scuola si sta attrezzando, così come previsto dall’ordinanza regionale e dal decreto del presidente del consiglio dei ministri, per incentivare la didattica a distanza in modo da alternarla con quella in presenza. “L’intenzione è quella di prevedere, almeno per ora, le lezioni in presenza per gli studenti del biennio facendo ruotare quelli del triennio”. Quanto all’ingresso alle 9, Scola ribadisce: “Se è necessario slittare di un’ora, lo si farà. Per noi però la sostanza non cambia perché sono bus scolastici che non vanno a sovrapporsi ad altri pendolari”. L’ingresso alle 9 comporterebbe, per il liceo, uno slittamento dell’uscita da scuola alle 14.