Merate, tecnologia e minori: incontro con i genitori sull’educazione digitale

Tempo di lettura: 4 minuti
merate educazione digitale
Franca Maggioni, Pierantonio Merlini e Gianluigi Bonanomi

Al via il ciclo di incontri promosso dall’istituto comprensivo per un uso consapevole della tecnologia

Nelle prossime due serate il relatore Gianluigi Bonanomi parlerà di “shareting” e di intelligenza artificiale

MERATE – Porre dei limiti, mettere in atto controlli preventivi ed essere informati e responsabili in modo che la tecnologia risulti davvero un’opportunità e non (solo) un problema. E’ su queste linee che si è sviluppato martedì sera il primo dei tre incontri di educazione digitale promosso dall’istituto comprensivo Manzoni. Rivolto a genitori e insegnanti nell’ambito del progetto “Non cadere nelle rete”, il ciclo di incontri vede come relatore Gianluigi Bonanomi, giornalista informatico e formatore sui temi della comunicazione digitale.

Il progetto “Non cadere nella rete”

A introdurre l’appuntamento il professor Pierantonio Merlini che ha spiegato come “il progetto “Non cadere nella rete” vede coinvolti circa 600 alunni e gli insegnanti del Comprensivo. Vogliamo ringraziare l’amministrazione comunale che ci ha sempre sostenuto in queste iniziative”. Hanno fatto seguito i saluti dell’assessore al Welfare Franca Maggioni che ha voluto condividere anche la sua esperienza di mamma: “Ci sentiamo spesso incapaci e ci sentiamo un po’ impreparati su questi temi che interessano l’intera comunità educante”.

Il mondo del web e i ragazzi

La parola è poi passata al relatore della serata che, tra battute e proiezioni di slides, si è addentrato a spiegare come funziona il mondo del web e dove sono i ragazzi. Una disamina ampia sui social e sulle applicazioni maggiormente in voga ora, tra Instagram e Tik Tok con un monito rivolto ai micidiali meccanismi studiati per tenere “agganciato” l’utente e le situazioni dove la navigazione in anonimo dà libero spazio anche alle persone con cattive intenzioni.

I patti digitali

Tra gli esempi citati come idee per provare a governare l’accesso dei giovanissimi al mondo degli smartphone e dei tablet, quello dei patti digitali, iniziativa promossa anche a Oreno grazie alla volontà di un gruppo di genitori di fare comunità e decidere insieme delle regole comuni (come ad esempio l’età per l’acquisto del primo cellulare personale) per fare rete… nella rete.

“Quando ci si muove in questo contesto, bisogna stare attenti anche a non escludere i nostri figli da quello che fanno tutti. E’ un percorso impegnativo che richiedere ai genitori di esserci e stare a fianco dei ragazzi”.

Merate educazione digitale

Più profili sullo stesso social

Come? Preparando i propri figli, insieme alla scuola e all’intera comunità educante, all’autonomia digitale, con regole chiare e un costante dialogo con i ragazzi per scoprire qual è il mondo vissuto nella rete. “Girando nelle scuole mi è capitato di incontrare più di un ragazzo con profili plurimi sullo stesso social: da quello “pulito” perché seguito dai genitori, a quello in cui si sentono più “veri”, a quello condiviso con altri amici fino a quello usato per “stalkerare””.

Bonanomi ha voluto mettere in guardia anche sui rischi e sulle responsabilità di una navigazione in rete senza “controlli”, toccando diversi punti, tra cui quello dell’accesso, che per i social dovrebbe avvenire non prima dei 13 anni (ma si sta lavorando per innalzare la soglia ai 14 anni) mentre Whatsapp, essendo connesso a una sim, non potrebbe essere attivato prima dei 16 anni, o quanto meno fino a quell’età ne risponde chi ha sottoscritto il contratto di acquisto della sim.

I rischi della rete

Tra i rischi evidenziati, anche quello della dipendenza ( con un crescente numero di ragazzi collegato ai device elettronici anche di notte con importanti ricadute anche sull’attività giornaliera), dell’adescamento, facilitato dalle navigazioni in incognito e dalle App, come Chat roulette, Omegle che garantiscono conversazioni in anonimato. “Li pensiamo al sicuro nella loro cameretta, ma non è così se non vigiliamo sui rischi connessi”. Da non tralasciare infine, i problemi legati al furto di immagine e alla sicurezza.

Riflessioni importanti, non prive anche di paure e angosce per i genitori, da cui emerge le necessità di non lasciarsi travolgere dallo “tsunami” digitale, ma provare quanto meno ad affrontarlo, decidendo di stare a fianco dei propri figli: “Non saremo mai aggiornati e ‘smanettoni’ come loro, ma non per questo dobbiamo venire meno al ruolo educativo”.

Le proposte

Un compito che può essere svolto anche mettendo in luce le opportunità offerte dalla tecnologia, come l’accesso a informazioni e risorse illlimitate e la possibilità di creare nuove connessioni. Tra i siti consigliati google Art Project, per sfruttare la possibilità di organizzare tour virtuali a musei per preparare poi una visita reale, Lyrics training per imparare l’inglese con i testi delle canzoni e geni.come per ricostruire il proprio albero genealogico.

I prossimi appuntamenti

Il ciclo di incontri dedicato all’uso consapevole della tecnologia continua martedì prossimo, 14 marzo, quando verrà affrontato il tema “Lo sharenting: genitori e sovraesposizione dei figli online”. Saranno quindi mamme e papà al centro dell’analisi di un fenomeno diffuso, che trova la sua origine nella ricerca del consenso (e del like) facile. Infine, il 21 marzo, si terrà il terzo e ultimo incontro con focus su “ L’intelligenza artificiale: minaccia o opportunità?”.
Gli incontri, gratuiti, hanno inizio alle 20.45. E’ necessario iscriversi su:
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-uso-consapevole-della-tecnologia-secondo-incontro-555476293547

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-uso-consapevole-della-tecnologia-terzo-incontro-555476764957