Su ‘Natura’ la biodiversità floristica del Parco del Curone grazie al lavoro della Gev Milena Villa

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Marco Molgora Milena Villa
Marco Molgora, presidente del Parco del Curone con Milena Villa, Gev

Venerdì la presentazione del lavoro di catalogazione di 1180 esemplari di taxa in 24 anni di ricerca

Una fotografia preziosità della ricchezza floristica del Parco del Curone

MONTEVECCHIA – Macchina fotografica al collo, lente di ingrandimento in tasca e libretto nello zaino ha individuato, censito e catalogato qualcosa come 1180 esemplari di taxa (specie, sottospecie e ibridi) nel Parco del Curone, dando vita a un prezioso erbario che racconta la vitalità e la ricchezza della biodiversità floristica del polmone verde brianzolo. E’ una storia di passione, pazienza e dedizione quella che vede protagonista Milena Villa, dal 1998 gev, guardia ecologica del Parco che ha visto pubblicato, sulla prestigiosa rivista Natura, il frutto di più di 20 anni di lavoro e scoperte.

Venerdì sera la sala conferenze di Cascina Butto ha ospitato la conferenza di presentazione del percorso svolto. A introdurre la serata, piacevole e partecipata, il presidente del parco Marco Molgora: “Siamo molto lusingati dalla pubblicazione riservata da Natura al lavoro svolto dalla nostra Gev Milena Villa, premiata anche in Regione lo scorso anno. In questo modo possiamo anche illustrare la ricchezza del nostro parco, all’interno del quale si è creato l’habitat naturale per molte specie di flora e di fauna, fondamentali per la biodiversità. Il lavoro svolto da Milena di identificare queste specie e catalogarle è importante perché ci permette di fotografare le realtà e di poter tenere monitorati anche eventuali cambiamenti”.

 

Con l’ausilio di slides, Villa è poi entrata nei dettagli del lavoro svolto e pubblicato, grazie alla collaborazione con il dottor Gabriela Galasso e il dottor Enrico Banfi, sulla rivista scientifica del museo civico di storia naturale di Milano, edita dalla società italiana di scienze naturali (una copia è disponibile sul sito del parco del Curone all’indirizzo https://flora.parcocurone.it/flora/). “Voglio precisare da subito che sono un’autodidatta. Mi sono formata sul campo, studiando testi specialistici e confrontandomi poi con gli esperti, con cui ho avviato una bella collaborazione”.

Grazie al censimento durato ben 24 anni, è stato possibile censire 1176 taxa, a cui vanno aggiunti 4 “scoperti” mentre il volume era in stampa. “Devo ringraziare Silvana Mauri per il prezioso contributo di ricerca della flora del parco”. Per arrivare a questo importante documento, è stato necessario effettuare una ricerca in campo su tutto il territorio del parco, studiare i testi specialistici per la determinazione della specie trovate, preparare e inserire le schede descrittive nel database floristico del parco, provvedere all’essiccazione delle specie trovate e al loro inserimento erbario oltre che partecipare a corsi di aggiornamento, seminari, forum e conferenze. “Preziosissima è stata per me la collaborazione con i botanicj del museo di storia naturale e con il gruppo botanico milanese “.

Villa ha poi precisato che l’attività di esplorazione all’interno del Parco è sempre avvenuta in autonomia rispetto all’ente Parco e al di fuori dell’orario di servizio come Gev. “Negli ordini di servizio sono rientrati solo il monitoraggio della flora e il riordino e la digitalizzazione dell’erbario che verrà pubblicato online”.

Dall’analisi sono emersi dati interessanti: “Il 74,8% delle specie trovate è autoctona, il 4,9% e aliena invasiva. Molte specie compaiono e scompaiono rapidamente, ma quello che è certo è che questo Parco può regalarci ancora delle belle sorprese”. Come nel 2014, quando, del tutto casualmente, venne individuata una sottospecie nuova, la Hieracium racemosum, subsp spindentatum. “Mandammo tutto il materiale in Germania da un esperto che confermò si trattasse di una subspecie mai vista tanto che abbiamo consegnato il campione all’erbario di Firenze e sarà il riferimento in caso di altre individuazioni”.

Un ulteriore prezioso riconoscimento quindi sia all’attività svolta dalla Gev che al valore della biodiversità del Parco del Curone.