L’edificio resta nel tessuto storico TS1, ma con altezza massima di 19,50 metri per consentire cinque piani e un parcheggio interrato
Accolto l’emendamento di Corrado Valsecchi (Orizzonte per Lecco) con Fratelli d’Italia che ritira il proprio “perchè il contenuto in buona parte è compreso in quello di Valsecchi
LECCO – Nel confronto sul nuovo Piano di Governo del Territorio entra anche il destino dell’immobile dismesso di piazza Diaz, al centro di discussione nel pomeriggio di venerdì nel corso della quinta seduta del Consiglio comunale dedicata al PGT, una maratona consiliare destinata a proseguire anche nelle giornate di sabato e domenica.
Il nodo riguarda l’osservazione presentata sul fabbricato di piazza Diaz 10, per il quale il proponente ha chiesto di affiancare alla destinazione residenziale quella turistico-ricettiva, di innalzare l’altezza massima fino a 22 metri e di stralciare l’edificio dalla perimetrazione del centro storico.
Nella controdeduzione è stato ricostruito il quadro normativo: l’immobile ricade nel tessuto TS1 – Tessuto storico di Lecco centro e Pescarenico – con destinazione mista e presenta caratteristiche coerenti con il contesto storico vincolato. Da qui il parere negativo allo stralcio dal centro storico e all’innalzamento a 22 metri. Quanto alle funzioni, è stato ricordato che la destinazione turistico-ricettiva U7.1 è già ammessa nei tessuti TS1.
In Aula arrivano due emendamenti: uno del gruppo Fratelli d’Italia e uno del consigliere Corrado Valsecchi per Orizzonte per Lecco. A sciogliere il nodo è l’intervento di Filippo Boscagli, che annuncia il ritiro della proposta di Fratelli d’Italia per convergere su quella di Valsecchi: “Siccome quello di Valsecchi accoglie in buona parte il contenuto del nostro emendamento, lo ritiriamo”.
Il consigliere di Orizzonte per Lecco entra nel merito contestando la scelta di non accogliere l’osservazione del proponente e ricordando come l’ipotesi di un albergo a ridosso della stazione sia stata più volte indicata come coerente con le strategie cittadine e dell’Amministrazione stessa. “È chiaro che la questione di dotare di un albergo a ridosso della stazione è un’esigenza non solo turistica ma anche di servizio”, afferma, sottolineando l’utilità per chi si muove per lavoro e cerca una struttura vicina ai nodi di trasporto.
Da qui la proposta di modificare la controdeduzione da “non accolta” a “parzialmente accolta”, fissando l’altezza massima a 19,50 metri, per consentire la realizzazione di cinque piani e un numero minimo di camere. “La richiesta non può essere di stralciare l’edificio dal centro storico, ma facilitare la realizzazione di un albergo a ridosso della stazione, garantendo la sua composizione architettonica in facciata”, aggiunge, richiamando anche la sistemazione di piazza Diaz e un piano interrato di parcheggi a uso pubblico.
Nel dibattito emergono cautele e osservazioni. Il consigliere Paolo Galli (Ambiantalmente Lecco) annuncia il parere favorevole della maggioranza, chiedendo però una riflessione successiva sul tema dei parcheggi e sulla congestione del traffico in una zona già delicata. Stefano Parolari (Lega) solleva questioni legate alle possibili criticità archeologiche e alle falde acquifere, mentre Emilio Minuzzo (Fratelli d’Italia) in riferimento all’emendamento lo definisce un “correttivo importante”.
Più ampia la riflessione di successiva di Parolari, che ripercorre le trasformazioni urbanistiche dell’area negli ultimi decenni, citando interventi dagli anni Sessanta in poi e mettendo in discussione l’idea di una tipicità storica ormai compromessa.
Il consigliere Stefano Villa (Ambientalmente Lecco) in riferimento alla riflessioni di Parolari dichiara: “Che il compendio resterà in TS1, con le garanzie quindi del rispetto delle altezze massime in conformità alle altezze medie del contesto”, ribadendo la compatibilità della destinazione turistico-ricettiva già prevista e invitando a considerare l’accessibilità limitata dell’area e il ruolo della stazione ferroviaria e dell’hub del trasporto pubblico nel ridurre il traffico privato. “Per la sua ragionevolezza lì un albergo serve perché serve un’accoglienza di un certo livello in una città che vuole diventare quantomeno più turistica“, afferma, evidenziando anche l’impatto occupazionale di una struttura alberghiera rispetto ad altre forme di ospitalità.
La discussione si chiude con la votazione e l’approvazione all’unanimità dell’emendamento che modifica la controdeduzione. Un passaggio che ridisegna i margini dell’intervento su piazza Diaz, mantenendo i vincoli del tessuto storico ma aprendo, con limiti precisi, alla possibilità di una nuova funzione turistico-ricettiva.

RADIO LECCOCITTÁ CONTINENTAL































