Renato Busi, Marco e Umberto Manzoni respingono la ricostruzione del primo cittadino
“Abbiamo chiesto solo coinvolgimento e condivisione”, spiegano i tre consiglieri di maggioranza denunciando una progressiva esclusione dalle scelte
PARLASCO – Le dimissioni del sindaco di Parlasco Dino Pomi (della civica Parlasco nel Cuore) continuano a tenere banco nel dibattito politico locale. A intervenire sono i consiglieri di maggioranza Renato Busi, Marco Manzoni e Umberto Manzoni, firmatari di una presa di posizione che chiarisce la loro lettura degli eventi e il contesto istituzionale che ha preceduto la decisione del primo cittadino.
I tre consiglieri richiamano innanzitutto il ruolo del Consiglio comunale, che definiscono “l’organo democraticamente eletto per rappresentare la comunità e concorrere alle scelte amministrative”. Da qui la precisazione: “Certi di conoscere le responsabilità legate al ruolo di amministratori, non abbiamo mai avuto l’intenzione di far cadere l’Amministrazione né di interrompere il mandato civico”. Al contrario, spiegano, l’obiettivo è sempre stato quello di poter esercitare pienamente le proprie funzioni, chiedendo “coinvolgimento, informazione e condivisione delle decisioni politiche e amministrative”.
Secondo quanto dichiarato da Busi, Marco Manzoni e Umberto Manzoni, queste richieste sarebbero rimaste senza risposta. “Tali richieste, formulate in modo corretto e nell’interesse esclusivo del Comune, sono state sistematicamente ignorate”, affermano, parlando di una progressiva esclusione dalle scelte della maggioranza e di decisioni già assunte senza un reale confronto. Una situazione che, a loro giudizio, ha portato a “una gestione accentrata che ha finito per ridurre gli spazi di confronto e il ruolo del Consiglio Comunale”.
Sul piano politico, i tre firmatari giudicano eccessiva la reazione del sindaco alle osservazioni sollevate. “Di fronte a queste legittime osservazioni, la reazione del Sindaco ci è apparsa del tutto sproporzionata”, dichiarano, sottolineando come, invece di affrontare il merito delle questioni, si sarebbe scelto di irrigidirsi e alzare i toni. Le dimissioni vengono quindi lette come “una scelta di rottura unilaterale, più che come un percorso di responsabilità istituzionale condivisa”. E aggiungono: “Quando una semplice richiesta di partecipazione viene vissuta come una minaccia, è legittimo interrogarsi sulla tenuta politica e amministrativa dell’attuale assetto di governo”.
Nella loro dichiarazione trova spazio anche un richiamo alla storia amministrativa recente del paese. “Parlasco non è nuova a momenti complessi”, ricordano, citando i mandati di Renato Busi come sindaco per oltre dieci anni, periodo in cui, a loro dire, sono state affrontate numerose criticità “con equilibrio, ascolto e capacità di mediazione, senza mai sottrarsi al confronto con il Consiglio Comunale”. Un raffronto che, secondo i firmatari, mette in evidenza differenze significative rispetto all’attuale amministrazione, accusata di una progressiva chiusura culminata nelle dimissioni.
Le conseguenze della scelta del sindaco vengono descritte in termini chiari: “Le dimissioni, presentate come atto improvviso anziché come occasione per ricucire un rapporto politico e istituzionale ormai compromesso, producono instabilità e incertezza amministrativa, a danno esclusivo della comunità di Parlasco”.
In chiusura, Renato Busi, Marco Manzoni e Umberto Manzoni ribadiscono la linea seguita fin dall’inizio: “Ribadiamo di aver sempre agito nell’interesse collettivo e di continuare ad agire, guidati dai principi di trasparenza, partecipazione e responsabilità”. Uno sguardo che si proietta anche sul futuro del Comune, per il quale indicano la necessità di “una guida all’ascolto, alla condivisione e a un confronto costruttivo, anche nei momenti più complessi”.

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