Una lettera pubblica in occasione della Giornata mondiale contro il cancro
LECCO – In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro, pubblichiamo la testimonianza di Michela Cicolari, artista e donna del nostro territorio, che racconta un anno di malattia, cura e resilienza. Un racconto personale e lucido, in cui la creatività diventa strumento di resistenza e la vita continua a farsi progetto.
L’ARTE DI NON ARRENDERSI
Il 4 febbraio per il mondo è la GIORNATA MONDIALE CONTRO IL CANCRO, per me è l’anniversario del giorno in cui la mia vita è diventata una tela diversa, una sfida di puro coraggio e resilienza.
Esattamente un anno fa, il 4 febbraio 2025, ricevevo una telefonata che nessuna madre o moglie vorrebbe ricevere: Istologico positivo, Tumore al seno HER2 triplo positivo.
In un attimo il tempo si è fermato, ma il mio primo pensiero è volato subito alle mie figlie, ancora adolescenti e a mio marito Massimo, ” Come faranno senza di me?”.
In quel momento ho avuto paura, ma nel profondo ciko_desing stava già iniziando a cercare i colori per reagire.
Poi è arrivata la notizia più pesante, il sospetto di metastasi, 4 giorni prima di fare la tac.
Ho passato due giorni difficili, di quelli in cui il buio sembra vincere su tutto, ma il terzo giorno è successo qualcosa dentro di me, mi è cresciuta una forza e determinazione che non sapevo di avere o forse non mi rendevo conto di avere.
Mi sono detta:” Io devo essere forte per me e per chi è intorno a me”.
Il giorno dopo mi ha accompagnata una mia carissima amica, non volevo che lei stesse male per me, il mio essere forte è stato: essere su di morale, pensare positivo e non fare pesare agli altri la mia malattia.
Fortunatamente l’esito della tac era negativo, nessuna metastasi.
È iniziato il viaggio delle verifiche profonde: risonanza, scintigrafia…
In quel periodo, una mia amica saputa la notizia si era bloccata, non riusciva a parlarmi, forse sopraffatta dalla paura.
Quando ha avuto chiaro il mio percorso l’ho chiamata: “Io ho capito che non riesci a parlarmi, ma so che mi vuoi bene”.
Mi ha confessato che non sapeva cosa dirmi e le ho risposto semplicemente che doveva trattarmi come prima.
Da quel giorno non mi ha più lasciata.
È arrivato il giorno della prima terapia, mi sono preparata come per una partenza importante portando con me il mio “Kit di sopravvivenza”: un cuscino, una coperta, il tablet, grissini, mandorle e qualche wasa.
In quelle ore sospese il tablet è diventato la mia finestra sul mondo e lo strumento di ciko_design mentre la terapia faceva il suo corso io disegnavo.
Ho progettato nuovi lavori, montavo video per i miei social ma soprattutto ho creato pattern per tessuti.
Quei disegni, nati tra una seduta e l’altra per non farmi consumare dal grigio della corsia, l’estate scorsa sono diventati realtà.
Ho indossato i miei vestiti ciko_design, un progetto che vorrei realizzare , il sogno che ho da quando sono bambina.
A giugno l’intervento mastectomia e svuotamento ascellare di 22 linfonodi. Prima dell’intervento pensavo: “riuscirò ad accettarmi?” Dopo pochi mesi ce l’ho fatta, proprio quando è iniziata la radioterapia preventiva. Un pezzo di me non c’era più ma io ero sono sarò sempre io, Michela, il mio corpo era cambiato ma la mia mente aveva altro a cui pensare.
Come mesi prima quando avevo deciso di acquistare la parrucca ancor prima di perdere i capelli, non per paura ma per vedermi bella, per ingannare il mio cervello, per avere la mia quotidianità.
A volte basta poco, bisogna solo esserne capaci.
Molte persone sono cattive e non tutti hanno un quoziente intellettivo elevato, non volevo la compassione o quel velo di pietà negli sguardi di chi ti guarda in quel modo.
Proprio allora ho capito che la qualità della vita dipende dalla qualità di chi ti sta accanto e il mio tempo è diventato troppo prezioso per sprecarlo con chi non comprende o chi ti toglie energia.
Nonostante tutto in questo cammino ho scoperto persone meravigliose.
Un’amica di famiglia, ora in casa di riposo, da tempo mi manda il buongiorno e la buonanotte, da quasi un anno mi manda quasi ogni giorno messaggi vocali incredibili, le sue parole mi hanno aiutata moltissimo e mi hanno dato più coraggio. Una persona davvero speciale.
Prima dell’intervento grazie ad un’altra amica ho conosciuto un gruppo di donne operate al seno, una di loro una donna immensa, mi ha aiutata tantissimo. Sono rimasta sorpresa quando ho saputo che qualche mese prima aveva perso il marito e lei non me l’ha fatto né capire né pesare, a differenza di chi ti rovescia addosso i propri problemi senza ascoltare tuoi. Una donna splendida.
Poi c’è un’amica speciale. Che sento tutti i giorni e se capita che non ci sentiamo ci cerchiamo. Lei è una delle poche persone che mi conosce veramente e parliamo di ogni cosa, persone così sono rare.
Potrei scrivere ancora di altre persone fantastiche ma scriverei troppo.
Dopo l’intervento, l’istologico era negativo ed anche i ventidue linfonodi, ero in remissione con risposta patologica completa, un vero successo.
Ma la strada era ancora lunga, sono iniziate le cure per prevenire recidive: immunoterapia, ormonoterapia, menopausa farmacologica e i cicli di radioterapia a fine settembre.
La radioterapia mi ha buttata a terra, la pelle ustionata e i dolori interni all’ascella e al torace sono stati forse peggio dell’intervento.
Poi l’infedema ha gonfiato il braccio destro e la mano_ Il mio braccio dell’arte_ costringendomi a bendaggi e tutore.
Sto meglio da una decina di giorni dopo tanta ginnastica fisioterapia che continuo ancora a fare.
Prima di Natale una nuova ombra dalla tac, una sospetta metastasi, ho passato le festività con questo peso, confermato il 16 gennaio dopo aver fatto la risonanza.
Ieri ho ricominciato la chemioterapia, aggiunta al farmaco che già facevo e proprio ieri come un anno fa ho portato con me nel mio ” kit di sopravvivenza” : borsa, cuscino e copertina …tutto brandizzato ciko_design.
È una sfida silenziosa e bellissima, da una parte il farmaco che entra nel braccio sinistro e accoglie la malattia, dall’altra la creatività che sgorga dal destro, quell’operato, quello più fragile e pure oggi più potente che mai, io continuo a creare bellezza.
Questa nuova diagnosi, a parte la preoccupazione iniziale del referto, non mi fa paura, sono fiduciosa e vedo ancora la mia guarigione.
L’ HER2 triplo positivo è cattivo ma con le nuove terapie mirate, le prospettive si alzano.
L’anno scorso ha funzionato e in soli sei mesi ero in remissione, sarà ancora così per questa metastasi , ci vorrà più tempo ma andrà ancora bene.
Sono stata curata amorevolmente negli ospedali di erba lecco gravedona e fra poco dovrò andare anche al San Raffaele.
Grazie ai medici, agli infermieri, ai fisioterapisti, al mio medico di base sempre presente, un grazie speciale al mio oncologo premuroso attento e tempestivo, non potevo avere di meglio.
La mia arte non si ferma parteciperò alla Biennale di Sondrio con due quadri che saranno esposti a Palazzo Pretorio, l’inaugurazione si terrà il 28 febbraio e l’esposizione finirà il 16 aprile.
È un importante appuntamento legato alle Olimpiadi 2026.
Oltre ai miei vari impegni, sto portando avanti un progetto di solidarietà per la lotta contro i tumori, perché credo profondamente nel valore di restituire forza a chi sta combattendo.
La mia arte è lo strumento con cui mantengo la mia quotidianità nonostante le terapie.
La vita presenta sfide inaspettate e la mia risposta è la serenità, per far stare bene le mie adorate figlie e mio marito, loro sono la mia luce.
Il mio messaggio di speranza è dimostrare che si può continuare a vivere, progettare e sognare mentre si affronta una malattia, ma è fondamentale ricordare che la prevenzione e la ricerca salvano vite.
Io continuerò come ho fatto fino ad ora perché la mia storia non la scrive il cancro, la scrivo io.
Un mondo di bene a tutti
Michela Cicolari
(Per gli amici Ciko)

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