Canottieri Lecco: 120 anni di Sport, Passione, Racconti @1

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LECCO – In occasione dei festeggiamenti per i 120 anni di fondazione della gloriosa Canottieri Lecco, siamo onorati di ospitare sul nostro quotidiano online e sul quotidiano di cultura ed eventi “Il Flaneur.com” una serie di racconti, storie ed interviste con cui scandiremo questo storico anno.

Ogni lunedì, daremo spazio ai protagonisti di oggi e di ieri della Canottieri Lecco rivivendo con loro questi 120 anni di storia. Tutti gli articoli verranno poi raccolti e messi a disposizione dei lettori nella nuova rubrica “Canottieri Lecco: 120 anni di Sport, Passione, Racconti” che potete trovare nella sezione Rubriche del nostro giornale.

Cominciamo con il racconto di Sergio Invernizzi dal titolo: “Cronaca immaginaria di una sera”.

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CRONACA IMMAGINARIA DI UNA SERA

Addì, 15 settembre 1895

Sono nato il 22/06/1848, giorno fausto per Lecco, perché il Borgo fu sollevato al grado di città nella stessa data “…. pel fervore con cui abbracciò la causa nazionale, per la perseveranza onde in ogni guisa la sostenne… il Governo Provvisorio della Lombardia, quasi a sciogliere un debito della Nazione,…. dei servigi resi dai prodi Lecchesi alla Patria, DECRETA….”, decreto firmato dal Presidente Casati, a suggello delle famose Cinque Giornate di Milano.

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Sergio Invernizzi

Ho compiuto quindi ora 47 anni e, orgoglioso di far parte di questa comunità, stasera, di concerto con un piccolo gruppo di sodali, ci si è riuniti presso il Caffè del Teatro per decidere sulla fondazione di una Società con sede in riva al Lago, su una landa deserta dove esiste la fatiscente struttura del Canile Municipale alla foce del torrente Caldone. Con quali finalità? Incredibile a dirsi, diffondere le pratiche sportive sull’acqua! Il canottaggio in primis e offrire un’alternativa estiva al nostro gruppo il cui tempo libero veniva consumato a pattinare sulla giazzera posta anch’ essa al di la del Caldone, in via Gomez.

Dopo aver redatto un documento cartaceo con scrittura a mano, a seguito di discussione calma e maturata, usciamo dal Caffè con la sensazione di aver iniziato qualcosa di straordinario – la prima struttura della Canottieri – e ci troviamo nella Piazza della Fiera (el Praa; in un clima tiepido di fine estate sostiamo alla luce non più fioca dei lampioni a gas, installati dall’impresa A. Badoni, che da alcuni anni hanno sostituito quelli ad olio fino alla Contrada di Pescarenico. Girano commenti fra noi astanti sulle novità tecnologiche avvenute durante l’anno nella vicina Francia.

“Hai letto che a Parigi, due fratelli, tali Lumiere, hanno inventato una macchina che trasmette una serie di fotografie in sequenza che, proiettate su un telo bianco, riproducono il movimento reale e l’hanno chiamata Cinema?”

Stupore, ma un altro interviene: “Ma questo è niente, a proposito di fotografie, un certo Roentgen dalla Germania, pare che riesca a mostrare l’interno del corpo con strane energie che ha chiamato Raggi X; ha fotografato le ossa delle dita della mano di sua moglie… con l’anello!”

“Roba da matti, questi Francesi e Tedeschi, ma non saranno storie tipo quella del Barone di Munchausen ?”

A passi lenti ci avviamo con qualche perplessità verso la facciata dell’hotel Croce di Malta dove è stato ospite in tre precedenti visite alla città G. Garibaldi e qui si accende una calorosa disputa sulla priorità dei monumenti dedicati prima a Garibaldi (1884) e poi al Manzoni (1891). L’anima del gruppo sembra propendere, come avvenuto in Consiglio Comunale, per la giusta scelta a Garibaldi, anche perché una persona del gruppo ricorda che da pochi mesi è nato un nuovo movimento politico col titolo di Partito Repubblicano. Non a caso ci dirigiamo verso la Piazza XX Settembre dove domani si terrà un concerto con la Banda Musicale Manzoni per celebrare la ricorrenza del 25° anniversario della Breccia di Porta Pia e, di conseguenza Roma capitale d’Italia; la Piazza, per tale motivo, ha cambiato nome da Piazza del Mercato.

Ci fermiamo al numero civico … sotto la casa di A. Stoppani; l’abate è morto da quattro anni e la città riconoscente gli ha appena dedicato il nuovo rifugio sulle pendici del Resegone in ricordo delle sue peregrinazioni e studi geologici delle nostre montagne.

“Domenica si va al rifugio a mangiare polenta e furmagett”, come da tradizione per il tempo libero. La montagna, amore dei Lecchesi… e mentre lo sguardo degli presenti va verso l’alto, incontra il campanile (El Matitun) che non è ancora completato, i lavori sono fermi all’altezza dell’orologio.

“I fondi sono finiti, chissà quando lo finiranno?”. Seguono ironici commenti sullo scandalo attuale della Banca Romana che ha stampato carta moneta vera e falsa per finanziare i cantieri edilizi della Roma umbertina.

Dubbiosi ci congediamo, ma sicuri che da domani ci daremo da fare per trovare il legname e gli attrezzi per il primo pontile fra Caldone e Lago.

Forse siamo solo degli inguaribili visionari…

Lecco, Settembre 1895

Sergio Invernizzi 
Socio dal 1959

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