Il grave episodio è accaduto questa notte in zona Broletto. Vittima dell’aggressione e della rapina è Marco Beretta per tutti Berri titolare del bar Manzoni
“Sto bene, ma adesso dovrò digerire questa brutta vicenda, poi vedremo come fare”
LECCO “Prima mi ha cercato delle sigarette con un atteggiamento molto spavaldo, si capiva che era ‘su di giri’. Poi mi ha chiesto delle monete e gliele ho date. A quel punto l’ho salutato e ho proseguito per la mia strada”. È da qui che prende forma il racconto di Marco Beretta, per tutti Berri, titolare del bar Manzoni, rapinato nella notte mentre rientrava a casa a piedi lungo il percorso che dalla stazione conduce verso il centro.
Via Cavour, il sottopasso della stazione, quindi via Balicco. Un tragitto abituale che, intorno alle 3, si è trasformato in una violenta aggressione. “A quel punto ho capito che mi stava seguendo e quando sono arrivato all’altezza della rotonda all’incrocio con via Ferriera, mi ha raggiunto, mi ha spintonato buttandomi a terra. Poi tenendomi al suolo ha frugato nelle tasche rubandomi portafoglio e telefono“. L’aggressore, riferisce Beretta, era straniero, poco meno di trent’anni, in evidente stato di alterazione.
Alle spalle una serata di lavoro particolarmente lunga. “È stata una serata lunga, ero molto stanco, abbiamo chiuso tardi. Quando ho incrociato questo ragazzo ho capito che era un po’ su di giri e che non volesse solo le sigarette e qualche spicciolo. Quando poco dopo ho realizzato che chi mi stava inseguendo era ancora lui, è stato troppo tardi”.

Dopo la rapina, il tentativo di riacciuffarlo. “Subito dopo sono tornato indietro per cercarlo, ma nell’azione è stato velocissimo e si è dileguato”. Da lì il rientro al bar, l’avviso alla compagna e la chiamata alle forze dell’ordine.
Un episodio grave che, nella sua dinamica, avrebbe potuto avere conseguenze ben più pesanti. Quanto accaduto riporta però l’attenzione su una zona da tempo segnalata come critica. “È un problema e lo è da diversi anni. Ma quanto accaduto non voglio che si strumentalizzi. La zona della stazione, al di là di quello che mi è capitato questa notte, è molto peggio di giorno”. Un timore che entra anche nella sfera familiare: “Mia figlia, quando torna da scuola e deve passare di lì, mi chiama, perché non si fida. Ci sono gruppetti di personaggi poco raccomandabili che istigano, provocano e qualcuno è anche accompagnato da cani tipo pitbull e rottweiler, tutti ovviamente senza museruola”.
Un’area già segnata in passato da numerosi episodi di violenza, spesso legati allo spaccio, ma quanto avvenuto nella notte apre interrogativi più ampi sul tema della sicurezza. “Diventa complicato anche pensare di difendersi. Se avessi avuto una reazione violenta e gli avessi fatto del male cosa sarebbe successo? Di sicuro ne avrei pagato le conseguenze”. Da qui una riflessione sul senso di impotenza: “Chi invece vive di espedienti se la cava e le stesse forze dell’ordine, che comunque presidiano la zona della stazione di notte, si sentono impotenti, perché una volta presi e fermati, questi soggetti, sono costretti poi a rilasciarli andare”.
Una percezione condivisa da molti cittadini. “Questi malviventi di periferia sanno che tanto non gli succederà nulla di che e per questo ti sfidano, ti sfottono, ti istigano. Sono prepontenti e soprattutto strafottenti. E questo atteggiamento lo tengono anche con le forze dell’ordine, consapevoli che al massimo faranno un paio di giorni al chiuso, se li fanno, e poi vengono rilasciati”.
Il titolare del bar Manzoni racconta di rientrare quasi sempre a piedi, abitando in zona Broletto, variando spesso il percorso tra via Ferriera e via Cavour. Ora le abitudini sono in discussione. “Mi consigliano di andare a casa in macchina, ma poco cambia, se qualcuno è maleintenzionato trova il modo. Una soluzione potrebbe essere la bicicletta e l’ho anche usata, ma alla sesta che mi hanno rubato ho messo via l’idea”.
Resta infine il peso di una notte ancora da metabolizzare. “Sto bene, ma adesso dovrò digerire questa brutta vicenda, poi vedremo come fare. Stasera vediamo con che spirito sarò qui al lavoro. Stamattina ero agitato”.

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