Lutto. Aloisio Bonfanti nei ricordi: “Non era solo un cronista: era un narratore della città”

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Aloisio Bonfanti

Dalle istituzioni e dagli amici tanta commozione per la morte di una persona che ha dato tanto alla sua città

“Lecco perde un giornalista di grande spessore, ma soprattutto un testimone attento della sua storia e della sua comunità”

LECCO – E’ grande il dolore per la morte di Aloisio Bonfanti, decano dei giornalisti locali e memoria storica lecchese. Tanti i messaggi di cordoglio che si stanno susseguendo in queste ore, a partire dal ricordo del sindaco di Lecco Mauro Gattinoni.

“Ci sono persone che non si limitano a raccontare una città: la custodiscono.
Aloisio Bonfanti è stato questo per Lecco.
Giornalista, scrittore, volto televisivo, voce radiofonica, ma prima ancora memoria storica della nostra comunità. Nato a Lecco, nel cortile di via Ghislanzoni che lui stesso volle raccontare e restituire alla città in uno dei suoi libri, Aloisio ha attraversato quasi sessant’anni di giornalismo, accompagnando Lecco nella sua evoluzione, nei suoi passaggi più difficili e nei suoi momenti di orgoglio.
Un pilastro dell’informazione locale, serio, preparato, rigoroso, profondamente innamorato del suo territorio. Ha lavorato nella carta stampata, in televisione e in radio, senza mai perdere il tratto che lo ha sempre contraddistinto: la presenza, la curiosità, il rispetto per le persone e per i fatti. Non era solo un cronista: era un narratore della città.
In Comune, quando mancava un dettaglio, una data, una conferma, la domanda era sempre la stessa: “Chi lo può sapere? Chiama Aloisio.”
E Aloisio sapeva. Sempre. E soprattutto c’era sempre: disponibile, preciso, generoso nel condividere un sapere costruito con una vita intera di lavoro e passione.
Attraverso i suoi articoli e i suoi numerosi libri dedicati a Lecco e al suo territorio, ha contribuito in modo decisivo a costruire la memoria collettiva della nostra città. Un giornalismo vissuto come vocazione civile, come servizio, come responsabilità verso la comunità.
Con la sua scomparsa Lecco perde una voce autorevole, un punto di riferimento, una presenza familiare. Ma resta un’eredità preziosa: il suo lavoro, il suo esempio, il suo amore autentico per questa città.
A nome mio e di tutta la comunità lecchese, esprimo un grazie profondo e commosso. Alla moglie Ebe, alla figlia Marta, ai familiari, ai colleghi e a chi gli ha voluto bene, va l’abbraccio sincero di Lecco.
Ciao Aloisio. La città che hai raccontato e custodito ti è grata e non ti dimenticherà”.

Anche Mauro Piazza, sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia, ha ricordato una persona che è stata capace di dare tanto alla sua città: “Con la scomparsa di Aloisio Bonfanti, la città di Lecco perde non solo un giornalista di grande spessore, ma un testimone attento della sua storia e della sua comunità. La sua lunga carriera ha incarnato il valore civile dell’informazione, avvicinando le istituzioni ai cittadini e raccontando la città con passione, rigore e rispetto per le persone e per i fatti.
Bonfanti non è stato solo un cronista: attraverso i suoi libri, le trasmissioni televisive, le manifestazioni pubbliche e la presenza costante nelle strade e nelle piazze di Lecco, ha saputo incarnare il senso più alto del giornalismo, quello che dà voce alle persone, racconta la realtà senza filtri e rafforza il tessuto civile della comunità. La sua capacità di seguire eventi grandi e piccoli, tragici o gioiosi, ha reso i lecchesi più consapevoli della propria identità e della propria storia.
Il suo impegno è stato esempio di etica, dedizione e passione: valori fondamentali per chi sceglie di raccontare la vita di una città e dei suoi cittadini. Lecco oggi piange un uomo che ha saputo fare della cronaca quotidiana una forma di servizio civico, un modello che dovremo continuare a seguire.
Il ricordo di Aloisio Bonfanti resterà vivo nelle parole che ha scritto, nelle storie che ha narrato e nell’esempio di giornalismo civile e partecipativo che ha lasciato alla nostra comunità. Ai familiari e a tutti coloro che lo hanno conosciuto va il mio più sentito cordoglio”.

Così l’assessore ai Servizi Sociali del comune di Lecco Emanuele Manzoni: “É mancato Aloisio Bonfanti.
Nelle nostre chiacchierate, che era difficile definire interviste, emergeva una conoscenza profonda della città e l’affetto per questa porzione di mondo incastonata tra San Martino e Ponte Vecchio.
Aloisio conosceva la “gente” di Lecco, pregi e difetti. E ne raccontava senza inchini e sempre con grande rispetto per le vicende umane.
Ogni tanto ti guardava e sembrava che un dettaglio del discorso lo avesse interessato particolarmente. Ma subito dopo correva verso altro. Ti lasciava con il dubbio.
E poi ti salutava dicendoti “Alla prossima”.
E quindi “Alla prossima, caro Aloisio””.

Poche, ma affezionate parole, anche da un altro collega giornalista lecchese Gianni Riva: “Sono triste. Ho avuto notizia che è scomparso un personaggio che ha contribuito alla crescita della città di Lecco”.

Parole a cui hanno fatto eco quelle di Antonio Rusconi, ex sindaco di Valmadrera: “La scomparsa di un grande amico. Custode della storia culturale e politica di Lecco e del suo territorio”.