Coronavirus. Il Decreto “Cura Italia” non piace agli ambulanti

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Rino Barbieri, presidente degli ambulanti di Confcommercio Lecco

Fiva: “Chiediamo misure di sostegno diverse”

Rino Barbieri (Confcommercio Lecco): “D’accordo con il presidente Errico: il decreto per noi ambulanti è insufficiente”

LECCO – Il Decreto Cura Italia non piace agli ambulanti. Una posizione netta assunta a livello nazionale da Giacomo Errico, presidente della Fiva Confcommercio, e condivisa a livello locale dal presidente Fiva Confcommercio Lecco, Rino Barbieri: “Sono d’accordo con il presidente Errico: il decreto Cura Italia è per noi ambulanti del tutto insufficiente”.

Poi Barbieri elenca le principali richieste: “Servono al più presto ulteriori misure di sostegno: dalla sospensione dei canoni concessori per l’occupazione di suolo pubblico (come fatto per le associazioni sportive) a una norma per il rinnovo delle concessioni che scadono il prossimo 31 dicembre. Capiamo le difficoltà del Governo, ma sinceramente avevamo sperato in qualcosa di più incisivo e specifico per una categoria che ormai dal 23 febbraio ha visto chiudere fiere e mercati. Siamo d’accordo con la scelta di puntare sulla tutela della salute, ma gli ambulanti rischiano di non farcela a risollevarsi. Abbiamo necessità della liquidità che ci viene a mancare dall’attività, di norme per rilanciarci, di credito per sopravvivere”.

E conclude: “Le misure previste dal decreto per il lavoro sono notevoli, ma non riguardano la maggioranza delle nostre imprese, quasi tutte a conduzione familiare: il ricorso agli ammortizzatori sarà praticamente irrilevante per gli ambulanti. Le nostre sono quasi tutte piccole, con al massimo 2-3 collaboratori che spesso sono familiari privi di qualsiasi forma di assistenza. Non abbiamo cassa integrazione, malattia, ferie… Viviamo esclusivamente del frutto del nostro guadagno che in questo momento è venuto completamente a mancare”.