Moto Guzzi, la Fiom: “Ecco perché non abbiamo firmato l’accordo”

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I metalmeccanici della Cgil non hanno aderito all’accordo in Moto Guzzi

“La metà dei lavoratori che saranno assunti avrebbero già diritto alla stabilizzazione. Insufficienti prolungamenti part time e assunzioni staff leasing”

 

MANDELLO – E’ dei giorni scorsi l’intesa sindacale raggiunta tra Piaggio e le sigle Fim Cisl e Uilm per le aziende del gruppo compresa la Moto Guzzi, un accordo che prevede ben 90 assunzioni per la fabbrica mandellese.

Tra le firme non c’è quella della Fiom che ha “non ritenuto ci fossero le condizioni per firmare l’accordo di prossimità partendo dal fatto che continuiamo a credere che il coinvolgimento e la partecipazione dei lavoratori attraverso il voto debba sempre essere garantito”.

“L’accordo -spiegano – deroga la Legge ( Decreto Dignità) secondo cui 45 dei 90 lavoratori che l’azienda dovrà riassumere nel 2022 avrebbero già diritto alla stabilizzazione – spiegano dal sindacato – Siamo inoltre convinti che la Moto Guzzi abbia la necessità di richiamare gli stessi lavoratori perché ne ha bisogno in quanto già formati e competenti, e non lo riteniamo certo una conquista contrattuale”.

“Riteniamo insufficiente – aggiungono dalla Fiom – il solo prolungamento da 10 a 12 mesi dei part time verticali , e l’assunzione di 5 staff leasing ( 5 completamente esclusi ), non prevedendo inoltre nessuna garanzia di stabilizzazione per tutti gli altri. Per le motivazioni sopra elencate non riteniamo possibile condividere tali condizioni, monitoreremo l’evolversi della situazione, perché crediamo anche come si può apprendere dagli organi di stampa (e purtroppo come spesso accade non negli incontri sindacali) che, ad una crescita come quella prospettata nei prossimi 2 anni debba coniugarsi un elemento di stabilizzazione consono alla produzione dichiarata”.