L’opinione dell’esperto Marco Chiappa sui mattoncini intelligenti con chip, suoni e luci
Rivelate le date dello storico evento ItLUG Lecco:
appuntamento al Polo lecchese del Politecnico di Milano l’1 e il 2 agosto
LECCO – A gennaio, LEGO ha lanciato un’inaspettata novità: arriveranno sul mercato gli Smart Bricks, mattoncini dotati di una tecnologia innovativa (la tecnologia Smart Play) che li renderà in grado di reagire ad input esterni con la produzione di luci e suoni. Quella che viene presentata dalla piattaforma di lancio come “la più grande innovazione LEGO di sempre” ha diviso da subito le opinioni degli esperti e degli appassionati. Futuro successo o rottura rispetto alla tradizione? Lo abbiamo chiesto ad un super esperto di Lego, Marco Chiappa, presidente di ItLUG (Italian LEGO Users Group) e volto principale dell’evento lecchese “che quest’anno si terrà l’1 e il 2 agosto”, ci dice in anteprima, 11^ edizione di un appuntamento sentitissimo e che ogni anno porta migliaia di appassionati nella nostra città.
ItLUG Lecco: un evento iconico e storico, che attira appassionati da tutto il mondo. E’ confermato anche per quest’anno?
Sì, l’evento ci sarà. Le date ufficiali di questa edizione sono l’1 e il 2 agosto. Si tratta di un evento storico per appassionati, è un vero e proprio riferimento: le persone arrivano da tutto il mondo. Abbiamo cominciato a Ballabio nel 2006, poi nel 2014 ci siamo spostati a Lecco e ad eccezione del 2019 la mostra c’è stata sempre. La comunità ItLUG è stata una delle prime e ha fatto la storia; siamo tutti volontari e negli anni abbiamo visto la nascita di molti altri gruppi, con cui dialoghiamo. A breve apriranno le iscrizioni per l’evento, credo entro fine mese, e per partecipare non è necessario essere associati. Tutti sono i benvenuti, la mia filosofia è quella dell’inclusione, non chiudo mai le iscrizioni fino all’ultimo.
Che cosa ha in programma per questa undicesima edizione? Ci saranno novità o cambiamenti?
Non ho ancora dettagli su questo, perché la fase organizzativa inizierà a breve. Sicuramente ci sarà qualche cambiamento rispetto alle scorse edizioni, ma la mia intenzione principale quest’anno è quella di coinvolgere più giovani nell’organizzazione, perché c’è bisogno di idee nuove e di garantire un futuro all’evento e all’associazione. Un’altra novità è che stiamo cercando di coinvolgere altre realtà del territorio. Oltre al patrocinio del Comune di Lecco e al supporto del Polo lecchese del Politecnico e di Univerlecco, ci saranno altri enti che verranno annunciati prossimamente. L’obiettivo è quello di rafforzare ulteriormente il nostro legame con il territorio.

Parlando di novità, LEGO ha di recente presentato gli Smart Bricks, mattoncini intelligenti che reagiscono al gioco con suoni e luci. Come colloca questa innovazione nel contesto dell’evoluzione storica del mattoncino LEGO?
Innanzitutto, stiamo parlando proprio di questo: evoluzione. Io sono sempre stato dell’idea che è normale e sano che le cose cambino. Oggi i processi sono più rapidi che in passato, ma non dobbiamo farci spaventare dal cambiamento. Ricordiamoci sempre che LEGO è un gioco per bambini: noi siamo adulti appassionati che vivono questa esperienza in modo diverso, ma il gioco è l’elemento fondamentale. I bambini che nascono oggi si trovano davanti un mondo di tecnologie, che è necessariamente diverso da quello che vivevano i bambini degli anni ’80, ad esempio. La società cambia, la mentalità pure: è giusto che anche gli strumenti di gioco cambino. Direi quindi che non si tratta di una rottura, ma di un processo naturale e coerente: ci sembra strano solo perché, come con ogni novità, ci vuole tempo per adattarsi. D’altronde, negli anni ci sono state diverse innovazioni: alcune hanno funzionato, altre no. L’esperienza dei Mindstorms, ad esempio, è stata rivoluzionaria. Si tratta della prima applicazione della robotica e dell’elettronica ai LEGO, ed è stata un successo, ma lo si è scoperto solo sperimentandola e vivendola negli anni.
Quali sono i potenziali punti forti e i punti deboli della tecnologia LEGO Smart Play?
Per dirlo con certezza dovrei avere i pezzi tra le mani. In generale, è una tecnologia che promette molto: si tratta di pezzi elettronici con una batteria ad alta durabilità e a ricarica wireless. I pezzi contengono un chip ed emettono suoni o accendono luci a partire dagli input che ricevono. Chiaramente ciò può essere molto stimolante per i bambini. Quanto ai punti deboli, l’obiezione principale è quella legata ai costi, già di per sé alti per LEGO, ma che cresceranno ulteriormente, anche se, basandomi su quanto dichiarato finora, l’aumento pare essere meno drammatico del previsto. Oltre a questo, ci sono preoccupazioni in merito ai possibili cambiamenti nell’esperienza di costruzione.

A proposito di cambiamenti nella modalità di gioco: questa innovazione stravolgerà, secondo lei, il modo in cui bambini e famiglie si avvicinano alla costruzione? A chi è adatta?
Per rispondere cito di nuovo LEGO Mindstorms. Grazie a quella tecnologia, è nato un mondo di fantasia che prima era inimmaginabile: abbiamo automatizzato i treni e fatto muovere i robot. Gli Smart Bricks sono un’innovazione di quel genere. Non sappiamo ancora se avranno successo, ma promettono una nuova esperienza di gioco. Come ho anticipato, un’obiezione diffusa è che questa tecnologia possa inibire la libertà di gioco, sostituendo in parte il ruolo del bambino. Al contrario, io credo che la fantasia dei bambini sarà amplificata ulteriormente. Il mattoncino intelligente è pensato per loro, per migliorare e fare evolvere l’esperienza senza eliminare il ruolo della fantasia. Cambiano le tecnologie, cambiano i giochi, e anche l’immaginazione evolve di conseguenza: è sempre successo così, la storia dimostra che il gioco non muore, semplicemente si adatta. Credo quindi che i bambini saranno entusiasti. Quanto all’approccio delle famiglie, come anticipavo, i prezzi potrebbero essere un deterrente, oltre allo scetticismo, in parte comprensibile, di fronte a tecnologie così innovative.
Come hanno reagito gli altri appassionati all’introduzione di questa tecnologia?
C’è chi la vede in modo positivo come me, e c’è chi si fa un po’ intimidire dal cambiamento. Ciò che è certo è che la tecnologia non si fermerà qui, non si è mai fermata. Negli anni ’80, ad esempio, LEGO ha lanciato il sistema Light and Sound, che aveva le stesse funzioni degli Smart Bricks di oggi, con la differenza che mancava l’elemento di automazione: luci e suoni, quindi, si erano già visti. Quell’innovazione non è sopravvissuta, ma le cadute sono parte del percorso ed è importante il percorso continui per adattarsi alla mentalità dei bambini di oggi e di quelli che verranno. Ciò che è sorprendente è che LEGO, pur innovandosi, non ha mai cancellato il suo passato e non si è mai tradita: gli Smart Bricks si incastrano alla perfezione con i mattoncini che usavo io negli anni ’80. Questo dimostra che le modalità di gioco si affiancano, ma non si sostituiscono, e che l’esperienza tradizionale non morirà.

Da organizzatore di eventi: pensa che questa nuova tecnologia possa influenzare il format degli stessi e rendere necessari spazi espositivi differenti? Ha in programma di introdurre gli Smart Bricks a ItLUG Lecco?
Sì, credo che in futuro si potrà introdurre la novità negli eventi. Gli Smart Bricks verranno lanciati in sei nazioni (la tecnologia LEGO Smart Play arriverà a marzo negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Francia, Germania, Polonia e Australia, ndr), e per il momento l’Italia non risulta tra queste, quindi dovremo attendere. Per questo, oltre che per l’incognita legata ai costi, non introdurrò i nuovi pezzi nell’evento di Lecco, almeno non nel breve periodo. Per quanto riguarda gli spazi espositivi, credo che questa nuova tecnologia sia integrabile grazie ad altre tecnologie automatizzate che già possediamo. Ad esempio, potremmo utilizzare questo sistema nel nostro diorama cittadino, dove potrebbe azionare luci e suoni. Sono solo teorie, servirebbe la pratica per comprendere davvero le potenzialità del sistema. La fantasia giocherà un ruolo fondamentale anche in questo: sicuramente c’è chi troverà modi innovativi e funzionali per far coesistere questa tecnologia con quelle che siamo abituati ad utilizzare.
Ha parlato di diverse innovazioni LEGO. Da esperto, ci sono delle novità che non ha ancora visto e che, se potesse dialogare direttamente con LEGO, consiglierebbe? Cosa manca nella sua esperienza di costruzione?
In effetti in passato ho dialogato direttamente con LEGO: dal 2006 al 2010 sono stato LEGO Ambassador, prima di diventare presidente di ItLUG. Oggi direi che ci sono molte cose che vorrei venissero introdotte. Una delle principali consiste in una maggiore varietà nei binari dei treni. Servirebbero più tipologie, che sarebbero utili anche per gli eventi espositivi. Mi riferisco ad esempio a curve ad alto raggio per i treni che costruiamo in scala. LEGO non produce questo tipo di binari, perché i treni LEGO non nascono a scopo espositivo, ma di gioco, dunque le dimensioni sono più contenute. Tuttavia, negli eventi esponiamo opere, architettoniche e non solo, realizzate in scala e il più possibile simili alle originali: per questo bisogna adattarsi e saper sfruttare i pezzi già disponibili, che comunque oggi sono molti di più rispetto al passato. La nostra sfida, per ora, è realizzare forme che non si penserebbero possibili grazie alla costruzione in tutte le direzioni, non solo dal basso verso l’altro come spesso si pensa.

Ha parlato molto di gioco, e di come gli Smart Bricks siano pensati per i bambini. Altre linee innovative sono state lanciate negli anni, come la Botanicals. Alla luce di queste, lei crede che la vocazione di LEGO stia cambiando? Che importanza assume oggi il divertimento e che ruolo hanno eventi come quello di ItLUG?
L’educazione, la crescita e il divertimento sono sempre il focus principale. Un tempo gli utilizzatori di LEGO erano prevalentemente i ragazzini. LEGO, negli anni, ha ampliato il target, lanciando ad esempio LEGO Friends per le bambine o la serie Botanicals, pensata soprattutto per le donne. Queste integrazioni non hanno cambiato la vocazione dei mattoncini, che resta il gioco. L’obiettivo è sempre educativo: è importante far crescere i bambini grazie a giochi intelligenti. Il gioco non è morto, contrariamente a quanto a volte si pensa. Il ruolo degli adulti è quello di stimolarlo, e le innovazioni servono proprio a renderlo adatto alle nuove generazioni. Per quanto riguarda l’evento di ItLUG, è aperto a tutti, dai bambini agli adulti, e c’è spazio per il divertimento, per la sperimentazione, così come per l’esposizione. L’obiettivo principale è quello di permettere ai più giovani di mettersi in gioco: prima ancora delle proprie creazioni, si espone sé stessi, e questo è difficile ma formativo. Durante l’anno, tra l’altro, non ci limitiamo agli eventi espositivi. Ci sono molte altre iniziative, tra cui il laboratorio di robotica e la pesca di beneficienza, i cui proventi vengono raccolti da un’associazione inglese che acquista set LEGO da mandare nelle pediatrie degli ospedali.
Per concludere, che ruolo ha oggi il divertimento, secondo lei? Vede differenze nell’approccio da parte dei bambini all’evento ItLUG Lecco e al gioco in generale? E’ vero che le nuove generazioni non giocano più?
Personalmente direi di no, non è vero che i bambini non giocano più. Credo che i tempi siano cambiati, questo sì: ci sono più stimoli, si abbandona più in fretta la fase di gioco tradizionale, ma in questo le famiglie giocano un ruolo fondamentale. Spesso gli adulti non riescono a stimolare il gioco nei più giovani, perché crescendo hanno smesso di trovare spazio per il divertimento. Penso che questo sia sbagliato: non si dovrebbe mai smettere di giocare, perché fa bene a tutti e non è una cosa solo da bambini. La mia filosofia, e anche quella di ItLUG, è quella della partecipazione e dell’apertura nei confronti della novità e della condivisione, perché ci sono molti modi con cui si può continuare a imparare e a mettersi in gioco, a qualsiasi età. Non c’è limite alla fantasia: tra tutti i doveri e gli stimoli che abbiamo, impegniamoci a trovare spazio anche per lei.
Foto e video: © The LEGO Group – materiale stampa ufficiale

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