A Crebbio la messa delle 10.30 officiata dal cardinale Cantoni, poi la benedizione degli animali
Sabato si è svolta la celebrazione di Monsignor Uberti, seguita dalla serata gastronomica
ABBADIA LARIANA – La tradizione si è rinnovata anche quest’anno ad Abbadia Lariana, nella frazione di Crebbio, dove oggi, domenica 18 gennaio, la Festa di Sant’Antonio ha registrato una partecipazione significativa, confermandosi come uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità locale.
L’iniziativa, organizzata dalla Parrocchia di Sant’Antonio con il patrocinio dei Comuni di Abbadia Lariana e Mandello del Lario, si inserisce in un calendario di celebrazioni avviato il 12 gennaio e proseguito fino ad oggi, 18 gennaio, intrecciando momenti religiosi e conviviali.

Il cuore della giornata è stato rappresentato dalla Santa Messa delle ore 10.30, celebrata per l’occasione dal cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como, che, dopo aver invocato la pace e ricordato le numerose guerre nel mondo, ha benedetto gli animali, richiamando la figura di Sant’Antonio, che ne è protettore. Accanto a lui, presenti anche il parroco don Aldo Milani e il Monsignor Giuliano Zanotta, parroco di Mandello.

Tra i numerosi presenti, hanno partecipato alla celebrazione anche il prefetto Paolo Ponta, il sindaco di Abbadia Lariana Roberto Azzoni e il sindaco di Mandello Riccardo Fasoli, oltre ai rappresentanti delle istituzioni militari, religiose e civili, e ai numerosi volontari.
Nella mattinata di ieri, sabato, si è invece tenuta la celebrazione nella chiesa di San Lorenzo con il prevosto di Lecco, monsignor Bortolo Uberti, seguita da una serata gastronomica.

A partire dalle 19.00, infatti, c’è stato spazio per la tradizione culinaria con la polenta oncia, proposta in due turni, alle 19.00 e alle 21.15, insieme ad altre curiosità culinarie che hanno animato la festa. Un momento conviviale che ha rappresentato, ancora una volta, un’occasione di incontro e socialità per residenti e visitatori.
La buona riuscita dell’iniziativa conferma il valore della Festa di Sant’Antonio come appuntamento capace di unire fede, tradizione e comunità, mantenendo vivo un patrimonio di usi e consuetudini che continua a coinvolgere più generazioni. L’auspicio condiviso dal cardinale Cantoni con i presenti è quello di prendere esempio da Sant’Antonio, fondatore del monachesimo cristiano e uomo devoto alla povertà e alla carità.

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