Tavolini e musica, Zamperini (FDI): “Persa l’occasione per ravvivare la città”

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LECCO – “La crisi che stiamo vivendo, ha messo in ginocchio alcune categorie più di altre, tra queste rientrano sicuramente i commercianti del settore HORECA (bar, ristoranti, etc.) con le chiusure forzate, l’aumento dei costi di energia e materie prime, e le regole restrittive, a partire dal Green Pass, che sono tutt’ora in vigore. Comprendo quindi benissimo la loro frustrazione, soprattutto nell’apprendere che dal primo aprile si troveranno a pagare l’aumento della TOSAP, la tassa per il posizionamento di tavolini e dehors.

Da anni, auspico la stesura di un regolamento che possa disciplinare l’occupazione temporanea del suolo pubblico, con criteri di buonsenso e regole uguali per tutti. Esattamente l’opposto di quanto sta portando avanti l’Assessore Cattaneo in queste settimane, riuscendo nell’incredibile impresa di scontentare tutti i commercianti, dal centro ai rioni, che per bocca delle loro associazioni di categoria stanno minacciando barricate a suon di ricorsi.

Penso anche ai numerosi investimenti che sono stati fatti in questi anni per aumentare la possibilità di stare all’esterno dei locali, in totale sicurezza e nel rispetto delle regole sul distanziamento, a chi ha chiesto ed ottenuto i permessi per posizionare dei dehors, ed ora si sente giustamente preso in giro. Oltre al centro, il Comune dovrebbe pensare anche agli altri quartieri! Mi riferisco a tutti quei bar e locali decentrati, che animano i nostri Rioni e che certamente non hanno subito meno danni dal covid rispetto ad altri. Bar, pub, ristoranti, pizzerie d’asporto, alimentari, rosticcerie, solo per fare alcuni esempi, sono il cuore pulsante per l’aggregazione sociale lontana dal centro. Non è questo il momento giusto per applicare un nuovo regolamento restrittivo, senza oltretutto aver prima sistemato il pasticcio legato alla mancanza di un adeguato piano di zonizzazione acustica. Si proroghi l’applicazione del nuovo regolamento almeno fino a dicembre 2023, anche per salvaguardare la questione occupazionale che viene stimata in una ventina lavoratori che si troverebbero disoccupati, e si conceda uno sgravio fiscale sulla tassa comunale per i rifiuti, la TARI. Mi pare assurdo chiedere un contributo anche a chi non ha potuto lavorare al 100%.

Nello specifico, il regolamento che sta per essere discusso in Consiglio Comunale presenta alcune grosse lacune. Primo punto, la mancanza di rispetto del criterio dell’affaccio e della proporzionalità. In piazza Cermenati, chiunque disti 100 metri dalla piazza, potrà richiedere degli spazi lottizzati, creando ovviamente una concorrenza sleale nei confronti di chi paga un affitto diverso, proprio per avere il locale affacciato sul lungolago, ed ingenerando confusione per la quale i tavolini potrebbero non essere prospicenti al proprio esercizio commerciale, ingenerando anche un problema di sicurezza. Secondo punto, la Commissione Paesaggistica assume un ruolo di ipercontrollo anche in zone non vincolate, potendo concedere deroghe a piacimento, ed il Consiglio Comunale viene invece esautorato, riservando alla sola Giunta il potere di modificare le planimetrie delle occupazioni nel centro della città. Ovviamente, questo è inaccettabile perché rischierebbe di violare l’interesse legittimo di chi intraprende un’attività economica, e si troverebbe a dover dipendere dalla scelta arbitraria di chi governa la città, senza certezze di poter salvaguardare il proprio investimento.

Terzo punto, quello forse che più incredibilmente la Giunta sta sottovalutando, è quello riguardante il rispetto del piano di zonizzazione acustico, con le relative sanzioni. In questo momento, si chiede dopo le 22 ai commercianti di far mantenere il limite acustico al di sotto dei 45 decibel in emissione e 40 decibel in immissione per il centro, prevalentemente residenziale. Una persona che parla emette mediamente 60 decibel. Quindi, di fatto, dopo le 22 di un sabato sera estivo, non solo non si potrà trasmettere musica registrata o farla dal vivo, ma non si potrà nemmeno più avere gente seduta fuori. Mi spiegate se è questa la città che vogliamo? Qui si rischia di perdere l’ennesima occasione per ravvivare Lecco, così l’Assessore Cattaneo mette una pietra tombale sulla vocazione turistica della città! Noi presenteremo le nostre controproposte, speriamo che prevalga il buonsenso e che si voglia agire con equità, a tutela sia dei commercianti, sia dei cittadini che vivono le piazze del centro, come i locali nei rioni”

Giacomo Zamperini
Consigliere Comunale (FDI)