Moria di pesci nel lago di Sartirana, interrogazione di Cambia Merate

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L’interrogazione sul lago di Sartirana verrà discussa nel prossimo Consiglio comunale

Tante le domande inoltrate alla Giunta per fare luce sulla più grave moria di pesci registrata negli ultimi anni

 

MERATE – Una serie dettagliata di domande per chiedere conto all’amministrazione comunale di quella che è stata definita come “la più grave moria di pesci registrata negli ultimi anni, dopo quella verificatasi nell’ottobre 1967” nel lago di Sartirana.

E’ quanto ha presentato il gruppo consigliare di minoranza con un’interrogazione protocollata questa mattina in Comune. Dopo aver già accusato la Giunta Panzeri di essere i “responsabili morali” della strage di specie ittiche registrata nella notte tra lunedì e martedì, i consiglieri guidati dal capogruppo Aldo Castelli hanno voluto presentare delle precise domande alla Giunta, sottolineando la “rilevantissima moria di pesci che ha interessato diverse specie tra cui carpe, tinche, scardole e lucci e persino un siluro, le cui carcasse sono state recuperate (meglio, sono in fase di recupero) dai volontari dell’associazione pescatori “La Briantea” nonchè della Federazione Sportiva Pesca Sportiva e Attività Subacquee (Fipsas) di Lecco”.

Ricostruendo quanto accaduto in base alle informazioni fino a questo momento circolate, ovvero che la morte dei pesci è avvenuta per una mancanza di ossigeno e denunciando la cronica situazione del lago, i consiglieri di Cambia Merate hanno chiesto di essere informati circa i risultati delle analisi chimico-fisiche delle acque del lago, rilevate dall’Arpa nel pomeriggio di martedì 4 agosto. “Vogliamo anche sapere per quale motivo nessun componente della Giunta comunale fosse presente nella giornata di martedì 4, al fine di monitorare la situazione e coordinare il lavoro dei volontari e perché nessuno è stato incaricato, martedì, di ritirare i bidoni colmi di pesci in putrefazione”.

Una richiesta legata a stretto giro a quella relativa alle ragioni per le quali solo nella tarda mattinata del 5 agosto, e non anche già il giorno precedente, sia stato chiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile per installare le pompe di emergenza al fine di ossigenare l’acqua. Interrogativi su quanto accaduto a cui seguono le domande sulle intenzioni per il futuro. “Chiediamo se l’Amministrazione abbia intenzione di installare una piattaforma dotata di strumentazione idonea a trasferire in tempo reale all’Ente gestore i parametri più significativi dello specchio d’acqua e se l’Amministrazione abbia intenzione di installare delle pompe di emergenza in grado di ossigenare artificialmente lo specchio d’acqua in caso di caduta dei parametri di ossigeno nel lago”.

Da ultimo, la richiesta relativa allo stanziamento, nel prossimo bilancio di previsione, dell’intero importo necessario all’intervento di rimozione fanghi così come illustrato dal consulente nominato dall’Ente gestore. I consiglieri chiedono infine di essere messi a conoscenza dei dati storici, a partire dal 2015, relativi ai parametri chimico-fisici dell’acqua del lago, in particolare del contenuto di fosforo, ossigeno, pH e portata, all’uscita dalla foce, dell’effluente Ruschetta”.