Benessere in Movimento. Minimanuale del Trekking e dell’escursionismo

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Zaino

RUBRICA – “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte”

É così che Alessandro Manzoni inizia il suo famoso romanzo, descrivendo La Nostra amata Lecco, una città meravigliosa, immersa nella natura, tra il Lago e le montagne.

Quale miglior attività ricreativa possiamo fare per ammirare lo splendido panorama lecchese se non una camminata in montagna?

Il trekking e l’escursionismo sono tra gli sport più praticati nel nostro territorio, proprio per la bellezza esclusiva che si può ammirare da ogni cima. Non solo vengono esercitati per ciò che di affascinante nasconde ogni sentiero, ma anche perché sono dei veri toccasana per il nostro corpo. Infatti praticandoli attiviamo in maniera importante il nostro sistema cardio respiratorio e coinvolgiamo la muscolatura in uno impegno non indifferente.

Esplorare i picchi delle nostre montagne o, per rimanere più tranquilli, passeggiare tra i boschi e sottoboschi alla base dei pendii di Lecco, è senza dubbio  una tipologia di esercizio fisico che appassiona motissime persone del nosteo territorio e non solo.

L’escursione in montagna può essere svolta su sentieri semplici, ma anche su tracciati  tortuosi e più difficoltosi. Può succedere di dover affrontare anche tratti piuttosto impegnativi: gradoni di varie pendenze,  ghiaia che si può presentare anche franosa, tratti attrezzati con catene. Il fascino del contatto con la natura è un valore aggiunto del trekking, attraente  in ogni stagione, ma soprattutto in primavera quando lungo i sentieri si possono osservare  fiori spontanei e il clima non è né troppo caldo, né eccessivamente freddo.

Andare in montagna significa impegno, difficoltà, sudore, responsabilità, ma al contempo soddisfazione e contemplazione.

Regole per andare in montagna

La prima regola per compiere escursioni  in montagna è prestare attenzione e accostarsi con  prudenza e ben attrezzati  qualsiasi sia il percorso che ci si accinga ad affrontare.

Molte volte l’uscita viene affrontata con leggerezza e con abbigliamento e calzature non adatte e senza valutare la propria reale preparazione fisica, ma siamo davvero dei camminatori così esperti? Troppo spesso i giornali ci raccontano di interventi del soccorso alpino, dovuti a disattenzioni nell’ accostarsi al trekking: sentiamo di rovinose scivolate causate da calzature inappropriate, gite interrotte dal mal tempo sottovalutato o ancor peggio di  escursionisti bloccati dall’elevata difficoltà di sentieri che ritenevano alla propria portata.

 

Step fondamentali

Ecco alcune indicazioni tecniche utili e fondamentali per la organizzazione di un trekking.

La prima cosa da definire è la meta: dobbiamo conoscere il percorso che andremo ad affrontare, la sua difficoltà e le eventuali peculiarità del tracciato, in modo da poter preparare nel modo più corretto la nostra  escursione.

Per questo primo aspetto un grande aiuto può arrivare dalle relazioni ed indicazioni che il CAI o altre organizzazioni alpinistiche pubblicano sui sentieri.

In base alla difficoltà del percorso presentano diciture diverse: T per sentieri turistici, E per quelli escursionistici, EE per escursionisti esperti ed infine EEA, per le vie che necessitano di attrezzatura tecnica specifica (le vie ferrate).

È indispensabile avere consapevolezza delle proprie capacità per poter scegliere il percorso più adatto a noi: quanto tempo impiegherò a compiere l’escursione? Sono abbastanza esperto ed attrezzato per affrontare alcuni passaggi previsti sul percorso? Le mie capacità motorie mi permetteranno di affrontare l’intera camminata?

Meteo PrevisioniAltro fattore determinante quando si fa trekking è il meteo e di conseguenza la scelta dell’abbigliamento. Andare in montagna o fare passeggiate sotto la pioggia può essere tanto affascinante quanto pericoloso. Controllare le condizioni meteorologiche il giorno prima del trekking o ancora meglio la mattina stessa ci permetterà di arrivare pronti in caso di maltempo,  soprattutto nel caso le temperature siano molto rigide. La regola base è optare per un abbigliamento “a cipolla”: indossare vari strati di vestiti dal più leggero al più pesante in modo tale da svestirsi e rivestirsi in base alla temperatura. Negli ultimi anni il mercato dell’abbigliamento da trekking ha fatto passi da gigante, con l’introduzione di una grande varietà di materiali e di conseguenza di capi sempre più tecnici e adattabili a qualsiasi tipo di sforzo fisico. Nel periodo autunnale/invernale non possono mancare maglie termiche, giacche impermeabili, berretti e guanti . É anche consigliabile portare con sè alcuni capi puliti per potersi cambiare una volta giunti alla meta, così da poter indossare un abbigliamento asciutto e privo di sudore, specie se l’escursione viene programmata nei mesi più freddi.

L’ultima variabile importantissima per un trekking sono le calzature, fondamentali sia per la propria salute, sia per la sicurezza. Il piede deve essere al sicuro, comodo e pronto ad affrontare qualsiasi terreno. È fondamentale non approcciarsi con superficialità a questo aspetto.

Quest’estate, ma anche l’inverno scorso, il soccorso alpino di Lecco è intervenuto in aiuto di escursionisti sprovveduti che si erano avventurati sulle pedici lariane muniti di semplici scarpe da ginnastica, non adatte al percorso scelto, purtroppo a volte anche scivolando e procurandosi lesioni. Avere ai piedi una scarpa performante è di grande aiuto per evitare disavventure del genere.

Anche in questo caso l’industria dell’escursionismo ha compiuto una grande evoluzione, immettendo sul mercato una grande varietà di calzature. Il consiglio è di scegliere scarpe adatte ai percorsi che si è soliti percorrere: confortevoli, anche  leggere ma soprattutto affidabili. Per esempio si possono evitare scarponi alti per escursioni semplici, come andare al San Martino e scarpette da ginnastica per camminate impegnative, come la Grigna in pieno inverno. Oggi possiamo scegliere tra scarpe alte o basse, a suola dura o a suola morbida, impermeabili o meno. Conviene quindi prendere coscienza delle nostre reali necessità ed acquistare un prodotto adatto, performante e di buona qualità.

Cosa mettiamo nello zaino?

Sembrerà banale e controcorrente, ma il cellulare non può mancare, soprattutto quando pianifichiamo escursioni fuori porta. Il nostro smartphone spesso ha applicazioni di grande utilità in montagna: il gps può essere utilizzato praticamente ovunque per non farci perdere l’orientamento in casi di emergenza, possono essere utili anche bussole, altimetri, torcia e cronometro… e  tutti questi strumenti sono facilmente reperibili nel nostro cellulare. In caso di pericolo, salvo nella malaugurata circostanza che ci sia mancanza di rete, il cellulare è l’unico strumento con cui potremo allertare i soccorsi, naturalmente solo nel caso di effettiva necessità.

L’acqua è fondamentale, è un elemento che non può mancare, ma  non lungo tutti i sentieri  si può trovare una fonte da cui dissetarsi.

Durante la camminata la frutta e la frutta secca sono perfetti per rifocillarsi e riprendere energie.

Non è da trascurare l’abbigliamento di ricambio: oltre a donare una sensazione di benessere, indossare indumenti asciutti giunti alla cima e durante la discesa è utile per preservare la propria salute.

Non dimentichiamoci infine di procurarci una torcia o un frontalino, soprattutto se decidiamo di muoverci nel tardo pomeriggio: passeggiare al tramonto è un’avventura affascinante, ma richiede sempre attenzione e prudenza.

 

10 consigli utili e curiosità sul come approcciarsi alla camminata:

  1. App con i sentieri: In generale è sempre consigliato andare a percorrere percorsi già conosciuti o in compagnia di chi già padroneggia il percorso, ma per qualsiasi dubbio o davanti a una difficoltà imprevista, ci si può confrontare con queste app che spesso ci aiutano a ritrovare il tracciato corretto.
  2. Bastoncini:  l’utilizzo dei bastoncini, soprattutto su terreni scoscesi e sconnessi, alleggerisce il carico sull’articolazione del ginocchio, diminuisce il rischio di cadute e permette di affrontare con più sicurezza terreni sconnessi e scivolosi (La giusta altezza del bastoncino deve prendere come riferimento l’ombelico oppure l’altezza x 0,66). Anche in questo caso sono ormai in commercio da anni bastoncini specifici per il trekking, di materiale leggero e telescopici.
  3. Scarpa idonea: la scarpa deve proteggere il tuo piede, essere comoda e rispettare l’allineamento delle catene ossee.
  4. Poni la tua attenzione sul movimento dell’appoggio e della spinta del “passo”:  per la salute dell’arco plantare e del piede è utile il rinforzo del peroneo e del gastrocnemio.
    A livello tecnico il piede deve compiere una rullata (prima si appoggia il retro del piede, poi lateralmente fino al completo appoggio della pianta e delle dita, di seguito l’avampiede, alluce e stacco).
  5. Zaino: soprattutto per le lunghe passeggiate scegli uno zaino tecnico, comodo ma soprattutto leggero! Lo zaino va anche indossato correttamente , non come un “monospalla” per evitare una postura scorretta della colonna e va riempito in modo che il peso sia equilibrato.
  6. Postura: è fondamentale il giusto assetto posturale durante tutta la camminata: è corretta quando le varie parti del corpo si dispongono in maniera fisiologica.
  7. Le salite e le discese aiutano a rinforzare la muscolatura delle gambe: questo tipo di attività coinvolgono la quasi totalità dei muscoli del corpo.
  8. Porta sempre la giacca a vento: anche se il tempo prevede il sole, spesso sulle cime tira il vento!
  9. Ramponi e ramponcini: portali sempre con te soprattutto se scegli cime alte dove potresti trovare il ghiaccio oppure se compi escursioni nei mesi invernali, a volte la neve e il ghiaccio si nascondono nelle zone più in ombra anche sui sentieri più elementari. Si applicano alla scarpa in modo semplice e immediato e ti consentono di percorrere con più sicurezza la camminata.
  10. Fai anche attenzione alla scelta delle calze: sono in commercio calze specifiche per il trekking che eliminano lo sfregamento e proteggono da micro-traumi e infortuni.

Le precauzioni per rendere la nostra passeggiata una piacevole escursione e non una disavventura sono poche e semplici. Seguite questi piccoli consigli, fare trekking con prudenza può essere un’ottima attività per il nostro corpo e un aiuto per il nostro equilibrio psicofisico.

Anche in zona gialla l’attività fisica all’aperto è consentita: cogli la palla al balzo, la bella stagione è appena arrivata e Lecco è circondata di affascianti e imperdibili paesaggi pronti per essere ammirati e assaporati.

Prof. Marco Brusadelli
Dottore in Scienze motorie e sportive – Massoterapista – Life Coach
www.marcobrusadelli.it
Riceve per appuntamento presso:
Centro fitness Fitup, Via Risorgimento 57 – Lecco
T. +39 3394935212
email: info@marcobrusadelli.it

 

 

 

 

 


 

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