Violenza sulle donne, nel 2023 quasi 300 richieste di aiuto ai centri di Lecco e Merate

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Telefono Donna Lecco
foto archivio

Aumentano le richieste di aiuto delle donne vittime di violenza

Brambilla (Telefono Donna Lecco): “Sempre più donne hanno il coraggio chiedere aiuto”

LECCO – “Violenza non è amore”. E’ lo slogan di questo 25 novembre, Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne, segnata dall’eco dei tragici fatti di cronaca, su tutti l’omicido di Giulia Cecchettin, la giovane uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta. Ma non solo. Pochi giorni fa a Erba una giovane di 23 anni è finita in Ospedale dopo essere stata aggredita dall’ex compagno 25enne che le ha gettato dell’acido muriatico in faccia.

Gli episodi di violenza contro le donne sono purtroppo all’ordine del giorno e tanto è ancora il ‘sommerso’. Qualcosa però si sta muovendo: il lavoro di sensibilizzazione e l’operato delle numerosissime realtà che si dedicano al sostegno delle vittima di violenza spingono sempre più donne a riconoscere la situazione che stanno vivendo e a chiedere aiuto.

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Maria Grazia Brambilla

Telefono Donna Lecco: aumentano le richieste

La diretta conseguenza è un aumento dei numeri: lo conferma Maria Grazia Brambilla, presidente di Telefono Donna Lecco, attiva dal 1988. Sono 110 le donne che si sono rivolte all’Associazione dal 1 gennaio al 31 ottobre 2023, in tutto il 2022 erano state 101. Di queste la maggior parte (78) è di nazionalità italiana mentre le restanti 32 straniere. “L’età media delle donne che ci hanno contattate è compresa tra i 40 e i 49 anni – ha fatto sapere Brambilla – sono vittime di maltrattamenti, in primo luogo psicologico (100 donne su 110): è la forma più diffusa e la meno riconoscibile, si manifesta da parte del maltrattante con pratiche controllanti e una sempre minore autonomia decisionale della donna. La violenza psicologica è subdola perché non è visibile, se non parlandone. Purtroppo però prima di prendere coscienza del problema la donna tende a giustificare l’uomo, a scusarlo, e normalmente non è una violenza che si manifesta sempre ma ciclicamente, con momenti quasi da ‘luna di miele’ in cui l’uomo si scusa e promette di cambiare. Ma non è così: la violenza psicologica è una spirale che nella maggior parte dei casi, se non tutti, degenera fino alla violenza fisica“.

Cresce la violenza economica

Tornando ai dati di Telefono Donna Lecco, 60 donne circa sono state vittima di violenza fisica, 24 ragazze di giovane età di stalking e 22 di violenza sessuale. Significativo il dato relativo alla violenza economica, riferita da una sessantina di donne sulle 110 totali che fino ad ora hanno preso contatti con lo sportello: “Si tratta di un’altra violenza difficile da affrontare – ha commentato Brambilla – nel post pandemia l’occupazione femminile ha registrato dati drammatici, una donna su due lavora e i contratti sono per lo più part time o discontinui. Questo rende ovviamente più difficile per una donna vittima di violenza economica rendersi autonoma, per questo uno dei messaggi che rivolgiamo sempre alle donne è: siate economicamente indipendenti”.

“Il dato che fa riflettere – ha commentato Brambilla – è che i servizi sociali siano al corrente di appena una ventina di situazioni. Le donne hanno ancora paura a rivolgersi ai servizi territoriali, paura di essere riconosciute, paura del giudizio sociale. E’ bene specificare che non tutte coloro che si rivolgono a Telefono Donna procedono con denuncia e quindi per vie legali, ma credo che significativo che sempre più vittime di violenza abbiano la forza e il coraggio di alzare la cornetta ed esternare il problema: è il primo, grande, passo, una presa d’atto importante, e noi siamo al loro fianco per supportarle”.

Contro la violenza tutti i giorni, non solo il 25 novembre

“Il 25 novembre dovrebbe essere celebrato tutti i giorni – ha detto Brambilla – quel che mi stupisce negativamente in questi giorni di discussioni e dibattiti sul tema della violenza contro le donne sono le posizioni maschili minimizzanti rispetto alle violenze perpretrate proprio dagli uomini. Serve un cambio di mentalità, mi dispiace che il femminismo sia visto come una bruttura della società mentre il sessismo maschile no”.

“Il caso di Giulia Cecchettin anche è emblematico – ha continuato la presidente – per via della giovanissima età, per il fatto che aveva una vita ricca davanti, è stato facile per tutti identificarsi con lei. Ma io credo che se Giulia avesse avuto le labbra rifatte o in foto avesse indossato  una minigonna il processo di identificazione sarebbe stato molto più difficile. E questo deve fare riflettere. Quello che intendo dire – ha spiegato – è che tutti noi, uomini e donne, viviamo con gli stessi stereotipi che interiorizziamo negativamente. Per fare qualche esempio: di una donna che è brava sul lavoro e lavora tanto si dice ‘che ha le palle’, mentre un uomo sensibile è considerato effemminato. Si dovrebbe forse iniziare ad uscire da questi schemi mentali e lavorare sul rispetto, perché la violenza nasce proprio dal valicare quel confine. Con le scuole superiori della Provincia portiamo avanti da oramai otto anni un progetto annuale che si intitola ‘Esigo rispetto’ che intende proprio mettere al centro l’importanza del pretendere rispetto e del rispettare”.

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Amalia Bonfanti

L’Altra Metà del Cielo

L’Associazione L’Altra Metà del Cielo è nata nel 1997 a Merate come associazione culturale “delle donne, per le donne”: “La realtà si è formata con lo scopo di favorire e attivare sul territorio del meratese e del casatese occasioni di incontro, di formazione, di informazione e di comunicazione tra donne di tutte le fasce di età, etnie, credenze religiose e stato sociale” ha precisato la presidente Amalia Bonfanti “nel 2001 è stato attivato lo sportello Telefono Donna Merate con lo scopo di accogliere donne che subiscono o hanno subito violenza, offrendo consulenza psicologica e legale”. Vista la rilevanza delle attività legate al fenomeno della violenza contro le donne nel 2007 è stata costituita l’Associazione L’Altra Metà del Cielo-Telefono Donna di Merate Onlus-Centro Antiviolenza.

“Ci tengo sempre a sottolineare che la nostra realtà è nata come associazione di donne per le donne, un contesto che da sempre permette alle donne che si rivolgono a noi di sentirsi a proprio agio e comprese e di avere consapevolezza di cosa sta succedendo”.

I numeri

Anche nel meratese i numeri del centro antiviolenza sono in aumento rispetto allo scorso anno: “Da gennaio ad oggi sono 153 le donne che si sono rivolte al nostro sportello – ha fatto sapere – lo scorso anno erano state complessivamente 143. In particolare nell’ultimo mese c’è stata un’escalation di richieste, circa una ventina da inizio novembre, quasi una al giorno, e abbiamo già diversi appuntamenti programmati”. E’ l’esito della sensibilizzazione sul tema, sempre più capillare: “La violenza di genere c’è sempre stata, solo che oggi cominciamo a riconoscerla, nelle sue diverse forme” ha detto Bonfanti.

Tra le utenti, il 70% sono italiane, il 74% mamme e la fascia di età più rappresentata è quella tra i 30 e i 50 anni. “Da rilevare negli ultimi anni un incremento di ragazze giovani, 18-29 anni, che si rivolgono a noi per chiedere aiuto, circa il 22% sul totale”. I dati ‘sfatano’ un altro mito, quello che vede le donne vittime di violenza provenire da famiglie povere o da un contesto poco acculturato. “Non è così – ha detto Bonfanti – la maggior parte delle donne che si rivolgono a noi provengono da situazioni normali, l’8% sono laureate. Il 58% lavora, ma anche in questo caso va sottolineato come sono occupate: con contratti irregolari, part time e a tempo determinato, che ovviamente rende più difficile uscire da situazioni di violenza economica, molto comuni”.

“Violenza e femminicidi non sono mai frutto di un raptus”

Tra le principali tipologie di maltrattamento subite dalle donne Bonfanti conferma la tendenza registrata da Telefono Donna Lecco: “C’è la violenza psicologica, poi quella economica e fisica, che è quella che solitamente fa scattare il contatto con il centro antiviolenza. Ci tengo a precisare una cosa – ha detto la presidente – la violenza e il femminicidio non sono mai frutto di un raptus. La strada è molto più lunga: la violenza comincia quando non si riconoscono i confini dell’altro e manca il rispetto”.

L’iniziativa Viva Vittoria in Piazza Cermenati a Lecco contro la violenza sulle donne

L’Associazione offre sostegno psicologico ma anche legale alle donne vittima di violenza tramite operatrici qualificate e un articolato sistema che, nei casi più gravi, supporta nell’accoglienza di donne e minori attraverso la disponibilità di due case-rifugio di pronto intervento e tre case di ‘seconda accoglienza’. Sono circa una ventina le donne ospitate nelle case rifugio di accoglienza e pronto intervento da inizio anno. “Non diamo un servizio perchè non siamo un servizio – ha concluso Bonfanti – noi aiutiamo le donne a sostenere queste situazioni di malessere che arrivano a limiti incredibili. Tra le nostre attività ci sono diverse iniziative nelle scuole, per sensibilizzare i ragazzi: io dico sempre loro, quello che vedete accadere in televisione, quello che sentite al telegiornale, non è distante da noi, accade anche qui”.