A Lariofiere si alza il sipario su Young, il Salone dell’orientamento e del lavoro

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Presenti oltre 160 realtà formative

Dadati (Lariofiere): “Young vuole essere un elemento di raccordo tra le esigenze delle famiglie, delle scuole, delle università e delle aziende”

ERBA – Grande entusiasmo e partecipazione per l‘inaugurazione a Lariofiere per l’edizione numero 16 di Young 2023, il Salone Nazionale dell’orientamento Scuola, Formazione, Università e Lavoro che ha l’obiettivo di attrarre, trattenere, far crescere e motivare i giovani nel mondo del lavoro.

Mediatore dell’evento inaugurale di presentazione è Sebastiano Barisoni, vicedirettore esecutivo di Radio 24, il quale ha sollevato il problema del mismatching: “Ossia il mancato incontro tra offerta e domanda di lavoro nel mondo attuale, questo è dovuto a tre cause principale: il calo demografico, la mancanza di manodopera e l’aspetto culturale per cui i giovani, influenzati dai genitori, debbano per forza fare un liceo piuttosto un istituto tecnico ed entrare subito nel mondo del lavoro. Inerente a ciò c’è anche l’aspetto dei trentenni per cui il lavoro non è più tutto nella vita e bisogna trovare un equilibrio tra vita e lavoro, perché quindi sacrificarsi per un futuro completamente incerto. In Italia, inoltre, ci sono sempre meno giovani e quei giovani bisogna valorizzarli e non farli scappare all’estero, quindi ben venga l’iniziativa di Lariofiere che punta a far conoscere ai giovani le opportunità che ci sono nel mercato del lavoro così da indirizzarli nella scelta”.

Il presidente di Lariofiere, Fabio Dadati, che pone l’accento sull’obiettivo di Young 2023 dove: “Le imprese sono molto presenti e si sta sviluppando moltissimo l’orientamento nei confronti dei giovani. Young vuole essere un elemento di raccordo tra le esigenze delle famiglie, delle scuole, delle università e delle aziende. Inoltre, come imprenditore dedico molto tempo a quello che è il benessere all’interno della mia azienda per far si che i miei dipendenti rimangono e li possano crescere”.

Il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Lecco, Adamo Castelnuovo, riporta invece l’opinione dal punto di vista dell’insegnate rispetto l’orientamento nei confronti dei giovani: “Il rapporto di collaborazione con l’impresa che già c’è si deve sviluppare ulteriormente, ma non deve essere un rapporto asservito scuola-impresa. Gli insegnanti fanno un enorme lavoro, infatti, l’orientamento comincia già dalla scuola primaria facendo scoprire ai ragazzi chi sono e quali siano le loro inclinazioni e poi approfondirle nei successivi passi educativi”.

Un altro rappresentante del mondo della formazione è Raffaele Crippa, direttore dell’Istituto tecnico superiore lombardo per le nuove tecnologie meccaniche e meccatroniche: “Ad oggi ci sono 39000 diplomati negli Its di tutta Italia che sono pochi. Gli Its sono una terza via alternativa alle università ma, ancora poco conosciuta rispetto alle università. Bisogna competere superando il principio della competizione attraverso una collaborazioni tra fondazioni e università ragionando sul trovare i profili giusti per rispondere ai bisogni del territorio”.

Partecipa all’evento la rappresentante del mondo delle Ets  -Enti del terzo settore – Antonella Tagliabue la quale presenta il progetto “Temerari Incerti” della Fondazione Colloquia che vuole accompagnare il ragazzo nel mondo del lavoro attraverso politiche proattive attraverso un sistema di relazioni all’orientamento. Linea simile quella di Michela Prest, professoressa all’Università dell’Insubria, per la quale la pietra miliare dell’orientamento è quella di riflettere coi ragazzi di cosa hanno bisogno e capire insieme quale sia la loro definizione di successo che per loro è: “Fare un lavoro che li rende felici e come insegnanti bisogna imparare ad ascoltarli”.

Al centro l’Assessore Fermi

Infine, l’intervento di Alessandro Fermi, assessore Università, Ricerca ed Innovazione di Regione Lombardia: “Il ruolo della Regione è fondamentale come raccordo tra tutti gli enti formativi che ci sono. Le prospettive lavorative stanno cambiando rispetto alle generazioni precedenti: bisogna mettere insieme la qualità di vita e le aspettative lavorative per questo le imprese sono in difficoltà. Come Regione dobbiamo stimolare un sistema di formazione attrattivo, il calo demografico non ha ancora agganciato il sistema universitario ma nei prossimi anni lo farò. In Lombardia ci salveremo solo grazie all’attratività del territorio e quello che offrire in termini di lavoro”.

Nella tre giorni di Lariofiere saranno presenti 160 realtà formative pronte a rispondere alle domande e alle esigenze dei 22000 visitatori attesi con l’obiettivo di indirizzare i ragazzi verso la migliore scelta formativa possibile e conseguentemente al “lavoro dei sogni” al culmine di un adeguato percorso di studi.

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