Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” lancia l’allarme su rischio idrogeologico e danni ambientali legati alla costruzione a ridosso del Fiumetta
“È assurdo e gravissimo aver consentito la costruzione del palazzetto a una distanza così ravvicinata al torrente”. Avviata un’inchiesta da parte della Magistratura
BARZIO – Preoccupazione per l’ambiente, per la sicurezza e per il futuro utilizzo dell’opera. È netta la posizione del Circolo Ambiente Ilaria Alpi sulla realizzazione del nuovo tensostruttura comunale di Barzio, costruito a ridosso del torrente Fiumetta.
«Esprimiamo forti preoccupazioni per la situazione di rischio ambientale dovuta alla prossimità dell’edificio rispetto al corso d’acqua», afferma l’associazione, che prende atto dell’avvio di un’inchiesta da parte della Magistratura per fare luce sulla vicenda legata alla costruzione del palazzetto. Un’indagine che arriva dopo mesi di interrogativi e polemiche.
Il Circolo Ambiente “Ilaria Alpi” sottolinea come l’attenzione sulla questione non sia nata con l’inchiesta giudiziaria. Già dallo scorso novembre, infatti, l’associazione aveva richiesto al Comune l’accesso agli atti relativi al progetto dell’edificio comunale. La documentazione è stata consegnata solo di recente, il 12 gennaio, e riguarda il progetto realizzato nel periodo 2023-2024, sotto la precedente Amministrazione comunale.
Agli atti è stata allegata anche una recentissima delibera di Giunta che revoca il progetto – definito dall’associazione «altrettanto dannoso» – di spostamento del torrente Fiumetta, ipotesi che avrebbe dovuto “sanare” la situazione creatasi. «Una soluzione che, a nostro avviso, non è affatto risolutiva e rischia anzi di aggravare il danno ambientale», viene sottolineato.
Pur senza entrare nel merito dell’inchiesta della Magistratura e degli eventuali rilievi penali a carico dell’ex sindaco e dell’ex tecnico comunale, l’associazione ambientalista concentra l’attenzione sugli aspetti ambientali e idrogeologici. «È assurdo e gravissimo aver consentito la costruzione del palazzetto a una distanza così ravvicinata al torrente – afferma il Circolo – compromettendo l’equilibrio ambientale e creando potenziali rischi in caso di forti piene».
Secondo gli ambientalisti, sarebbe «altrettanto assurdo e dannoso» pensare di risolvere il problema intervenendo direttamente sul corso d’acqua, spostandolo artificialmente. Un’operazione che potrebbe alterare ulteriormente l’ecosistema del torrente e aumentare le criticità dal punto di vista idrogeologico.
Oltre al danno ambientale, viene sollevata anche un’ulteriore incognita: quella di una struttura di fatto inutilizzabile, perché potenzialmente esposta a rischi di allagamento. Un’eventualità che renderebbe l’opera non solo pericolosa, ma anche inefficiente rispetto alla funzione per cui è stata realizzata.
«Come associazione ambientalista – conclude Roberto Fumagalli – stiamo e continueremo a seguire con attenzione l’intera vicenda». Un impegno che punta a mantenere alta l’attenzione pubblica su un caso che intreccia urbanistica, ambiente e sicurezza del territorio.

RADIO LECCOCITTÁ CONTINENTAL




































