Ieri sera, lunedì 5 gennaio, la rievocazione storica accompagnata dal tradizionale canto
Nonostante il freddo pungente, il paese ha risposto con una presenza calorosa
PREMANA – Un’aria di festa, nonostante il freddo pungente, ha avvolto Premana nel corso della serata di lunedì 5 gennaio, quando la comunità si è raccolta numerosa per celebrare la tradizionale Cavalcata dei Tre Re. Organizzata dalla Pro Loco di Premana in collaborazione con il Coro Nives e la Corale S. Cecilia, la rievocazione della storica processione ha richiamato residenti da tutta la Valsassina e visitatori giunti da fuori valle, confermando l’importanza culturale di un rito che affonda le radici nel cuore del paese.
La manifestazione, che chiude le festività natalizie, ha preso il via alle 20:30 dall’Elephant Pub con i tre Magi (impersonati dai coscritti del 2003) accompagnati da un folto corteo per le vie del centro storico. A ogni sosta il gruppo ha intonato il tradizionale canto dei Tre Re, che racconta il pellegrinaggio dei Magi dalla terra d’Oriente per adorare il Bambino Gesù.
Il percorso della cavalcata ha toccato 10 tappe: Museo, Scuola Materna
Casa “Madonna della Neve”, “Piazze”, Piazza Consiglio, Piazzetta presso “Lère”, “Piazzööl, Crevìst”, Municipio, Chiesa dell’Immacolata, Casa Parrocchiale.
Questa successione di fermate, si è snodata nel centro storico di Premana, parte integrante della memoria collettiva, rendendo il rito un vero e proprio pellegrinaggio tra gli angoli più suggestivi della comunità.
La Cavalcata si è conclusa intorno alle 23:15 in piazza della chiesa, dove il corteo ha trovato la sua naturale cornice. Qui, davanti a un presepe vivente allestito per l’occasione, tutti i presenti hanno eseguito una volta di più il canto dei Magi, suggellando con un gesto collettivo e partecipato il senso profondo di un’antica tradizione, con i Tre Re che hanno consegnato i doni (oro, inscenso e mirra) al Bambin Gesù prima di tornare ai propri paesi: “Or noi ce n’andiam – ai nostri paesi da cui venuti siam. Ma qui ci resta il cuore – in braccio al Signore, in braccio a Maria – e al Bambinel Gesù”.
Nel racconto di chi ha partecipato alla serata affiora un chiaro senso di comunità: l’Epifania, oltre a segnare simbolicamente la conclusione del periodo festivo, si conferma un appuntamento collettivo atteso, capace di intrecciare fede, identità locale e partecipazione popolare.
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