La celebrazione è stata presieduta da don Walter Magnoni e concelebrata da padre Sergio, che aveva battezzato Giuditta e celebrato il matrimonio dei suoi genitori.

Durante la Messa, il Vangelo di Giovanni ha risuonato con parole che hanno attraversato il dolore dell’assemblea: “Colui che viene a me non lo respingerò… Io lo risusciterò nell’ultimo giorno”. Nell’omelia e nelle riflessioni successive è stato sottolineato come questo sia “il tempo del silenzio e della vicinanza. Non ci sono spiegazioni che possano colmare una perdita così grande, ma c’è il dovere di stare accanto ai genitori Antonella e Marzio, alla sorella Michela, e di credere che la vita non finisca qui”. Parole che hanno invitato a non smettere di guardare “le candele accese”, a credere che esista una luce capace di vincere ogni tenebra, anche quella della morte.

Momenti di fortissima intensità emotiva sono arrivati con la lettura delle lettere degli amici, che hanno scelto di salutare Giuditta dando voce al legame che li univa, un legame capace di andare oltre la morte. Racconti di amicizia, di forza, di sorrisi condivisi, di una presenza capace di rassicurare anche nei momenti più difficili. “Ci hai insegnato a essere forti senza fare rumore – ha letto un’amica – a sorridere anche quando il peso era grande. Sei stata luce, anche nei giorni più bui”. Un altro messaggio ha ricordato la sua energia e la sua capacità di esserci per gli altri: “Avevi il dono di far sentire chiunque importante. Ci hai sostenuto quando eri tu ad avere più bisogno. Questo è il tuo superpotere, e resterà con noi”.

Fuori dalla chiesa, numerose corone di fiori hanno reso visibile l’affetto di tanti: GSG Group, Fiocchi Munizioni, i colleghi di EasyNet, gli amici. Messaggi che raccontano una vita fatta di relazioni profonde, di lavoro, di amicizie autentiche.

All’uscita dalla chiesa, quando il feretro è stato portato all’esterno, le note di Supereroi di Mr. Rain hanno accompagnato uno dei momenti più toccanti: il lancio dei palloncini bianchi, che si sono alzati lentamente nel cielo limpido sopra Acquate, tra gli alberi spogli e la luce invernale. Un gesto semplice, collettivo, che ha trasformato l’addio in un messaggio di amore e affidamento.

Al termine delle esequie, la salma di Giuditta è stata accompagnata al Cimitero di Castello, dove riposerà. Una giornata segnata da un dolore profondo, ma anche da parole, gesti e silenzi che hanno raccontato quanto Giuditta abbia lasciato un segno indelebile. Un addio che, come ha detto uno degli amici, “non è una fine, ma un modo diverso di restare insieme”.