Lecco, variante al PGT: il dibattito su Cavagna approda in commissione

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Parola al tecnico che ha illustrato le scelte su Cavagna

Minoranze critiche: “Si sta facendo qualcosa che peggiora la nostra città. Abbiamo il dovere di difendere Cavagna in tutti i modi”

LECCO – Nel corso della commissione consiliare V “Urbanistica – Edilizia privata – Ambiente e verde urbano” riunitasi ieri, giovedì 22 gennaio, è stata affrontata la questione del Piano di Governo del Territorio con le varie osservazioni dei cittadini e le controdeduzioni tecniche che il Consiglio comunale si appresta a votare la prossima settimana. Particolare riferimento, con interventi critici della minoranza, alla questione dell’apertura a possibilità edificatorie in località Cavagna.

La proposta di variante ha acceso in questi giorni un dibattito acceso, che ha coinvolto anche associazioni e cittadini. Il nodo centrale riguarda l’area di Cavagna, che nel PGT del 2014 era classificata come “verde pubblico” e riconosciuta come particolarmente delicata sotto il profilo paesaggistico, ma con l’approvazione della variante diventerebbe potenzialmente oggetto di edificazione.

L’architetto Antonio Mugnai, ha spiegato come, a seguito di un confronto con l’amministrazione comunale, dopo aver valutato attentamente varie soluzioni: “L’ultima soluzione è sembrata quella più convincente, ovvero avvalersi del meccanismo dei crediti edilizi. Il tema era capire se fare una retromarcia rispetto alle previsioni del Pgt e annullare in toto la previsione, ma c’è stata la volontà di confermare una previsione che, però, rappresenta delle criticità abbastanza sostenute dal punto di vista paesaggistico e noi abbiamo pensato di risolvere il problema con due mosse. Con la prima mossa abbiamo isolato i contesti dove qualsiasi pur piccola volumetria avrebbe comportato delle problematiche di impatti dal punto di vista paesaggistico non accettabili. Quindi, su queste aree, avevamo due possibilità: eliminare queste aree dalle aree di trasformazione o confermarle ma evidenziando e sottolineando la valenza ambientale e paesaggistica di questi contesti, dando la possibilità a queste aree di generare crediti edilizi che potessero essere usati in qualsiasi delle altre aree di trasformazione dove il Piano prevedeva la richiesta di sfruttamento del credito edilizio; un modo per compensare una modifica alla previsione, una modifica importante perché si passa da un’area edificabile a un’area virtualmente edificabile. La seconda mossa è stata quella di individuare all’interno delle aree che invece sono state classificate come aree di trasformazione di margine – quindi aree dove si poteva ammettere anche una, seppur minima, nuova edificazione – le aree più idonee alla concentrazione delle volumetrie. Quindi l’intera area di trasformazione concorre alla formazione della capacità edificatoria, ma poi la superfice lorda derivante dall’applicazione dell’indice può essere realizzata soltanto in un luogo specifico, scelto con criteri rivolti alla tutela del paesaggio, evitando fenomeni di dispersione che la previsione avrebbe generato. Interventi singoli che possono partire in maniera autonoma”.

Nel dibattito è intervenuta anche la consigliera Lorella Cesana (Lecco Ideale): “È azzardato affermare che nel nostro territorio non si possano individuare altre zone dove trasferire questi crediti edilizi, sempre che questi crediti siano poi effettivamente dovuti. Ci sono tantissime zone che necessitano di una riqualificazione e sarebbe necessario che venissero interessate da procedure edificatorie qualificate”.

Sulla stessa linea di difesa dell’area di Cavagna si è collocato anche il consigliere Corrado Valsecchi (Orizzonte per Lecco), che ha posto l’accento sulla coerenza delle scelte urbanistiche: “Bisogna chiedersi perché in passato siano stati posti dei vincoli e oggi invece si aprano le porte per rispondere alle richieste dei singoli privati. Si sta facendo qualcosa che peggiora la nostra città. Dobbiamo tutelare una delle poche aree verdi rimaste tra il bosco e la città. Abbiamo il dovere di difenderla in tutti i modi”.

A chiudere i lavori della commissione è stato l’assessore allo sviluppo urbano Giuseppe Rusconi: “Volutamente le controdeduzioni sono aperte al contributo di tutti i consiglieri. Le discuteremo una a una e sarà il consiglio comunale a decidere. Queste sono proposte che hanno fatto i tecnici su un Piano già adottato, sul quale i cittadini hanno fatto avere le loro osservazioni e i tecnici hanno dato delle controdeduzioni, ma la sintesi politica dovrà essere fatta dai consiglieri comunali. Il lavoro che ci aspetta è di grande responsabilità, ma soprattutto è un grosso servizio che dobbiamo fare alla nostra città. Cercheremo di fare il miglior lavoro possibile e solo il tempo ci dirà come è stato fatto questo lavoro”.

Dalla minoranza critiche alla procedura tecnica per la quale gli emendamenti alle controdeduzioni devono essere presentati entro le ore 10 di lunedì 26 gennaio, vanificando così la discussione in consiglio comunale: “O troviamo la sintesi politica sul metodo – ha detto Cesana – o ci scontriamo col fatto che l’attitudine di lavoro che vuole l’apporto di tutti i consiglieri comunali non sarà quella che potremo portare avanti”.

La verità su Cavagna uscirà solamente dal voto in Consiglio comunale: settimana prossima si deciderà il futuro di Cavagna e si capirà chi ha la volontà di difendere un’area importante per la nostra città.