Quattordici anni fa l’alpinista si è spento nella sua casa ai Piani Resinelli
Per Lecco, città che lo ha ‘adottato’, una figura indelebile
LECCO – “Il 6 agosto del 2009 nella sua casa dei Piani Resinelli moriva a 100 anni Riccardo. Grazie del vostro ricordo e affetto che dimostrate sempre”. Poche parole arrivano dalla Fondazione Riccardo Cassin per ricordare un uomo che invece per l’alpinismo lecchese e non solo ha fatto tanto. Poche parole, perché in realtà non ne servono tante, per ricordare Riccardo Cassin, che quattordici anni fa lasciava questa terra e le sue amate montagne, che lo hanno visto diventare protagonista di imprese alpinistiche difficili da dimenticare, così come da elencare tutte.
Sono questi traguardi a parlare per lui, anche se Lecco, che lo ha ‘adottato nel 1926 quando arrivò dal Friuli per motivi di lavoro, non ha mai smesso di rammentare quanto abbia significato per lei. Lo ha fatto lo scorso giugno intitolandogli il piazzale della Piccola, nel cuore della città. In quell’occasione il sindaco Mauro Gattinoni disse: “Qui vive il messaggio che Riccardo Cassin ci ha lasciato con le sue imprese alpinistiche e la sua esperienza di imprenditore, di partigiano e di uomo”.
Un messaggio che di certo non si spegnerà mai, perché se la vita finisce, l’affetto e il ricordo per Cassin rimangono. Sempre.