Panzeri fa il grande slam! Conquistati tutti i 14 Ottomila!

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LECCO – “Siamo in cima! Siamo in cima!”. Un urlo liberatorio quello di Mario Panzeri lanciato dalla cima del Dhaulagiri (8167 metri), alle 14.30 ora italiana via telefono alla moglie Paola. Mario ce l’ha fatta ha conquistato tutti e 14 gli Ottomila presenti sulla faccia della Terra senza l’ausilio dell’ossigene ed entrando nell’Olimpo dell’alpinismo mondiale.

In Italia prima di lui solo due persone hanno compiuto un’impresa simile: Reinhold Messner (che è stato il primo in assoluto) e Silvio Mondinelli; mentre al mondo sono solo una decina le persone che sono riuscite a portare a termine un’impresa così straordinaria.

Abbiamo raggiunto telefonicamente la moglie Paola Sozzi che in quel di Rongio (piccola frazione di Mandello del Lario dove vive con Mario) per la quattordicesima volta ha esposto le bandierine tibetane in segno di vittoria.

“Sono euforica – ci spiega – anche se non posso ancora gridare vittoria. Mario adesso è impegnato nella lunga e difficoltosa discesa resa insidiosa soprattutto dalla stanchezza per le 17 ore di salita. Ora attendo che arrivi a campo 3 per ricevere la telefonata che tutto è andato per il meglio”.

In vetta oltre a Panzeri è arrivato Gianpaolo Corona,  Dawa Sherpa di un’agenzia di trekking e due cecoslovecchi. “Dovevano partire alle 21 – spiega la moglie Paola – ma il vento forte li ha costretti a ritardare la partenza di quattro ore. Quindi sono partiti e giunti sul famigerato traverso, Marco Confortola ha dovuto rinunciare mentre Mario e gli altri anche qui hanno dovuto attendere che il vento si placasse un attimo. Poi la tirata finale fino alla vetta e la telefonata: ‘Siamo in cima! Siamo in cima!’.

Paola che al campo base del Dhaulagiri in occasione di un’altra spedizione c’era stata ricorda: “E’ una montagna spaventosa, che ha come colonna sonora il rumore delle valanghe, poi c’ quello del pack che scricchiola e i rumori dei crepacci… un inferno di ghiaccio e per certi versi una ruolette russa”. Per poter affrontare una simile impresa non bastano forza fisica e preparazione: “Bisogna entrare in sintonia con la motagna”, ha spiegato in più occasioni Mario così come ha fatto in occasione della conferenza stampa organizzata dal main sponsor Acel nel mese di marzo a pochi giorni dalla partenza per il Nepal.

“Sì, e così – conferma la moglie – La montagna è viva e Mario dice sempre che per riuscire a raggiugere la cima è necessario trovare la giusta sintonia, altrimenti è meglio lasciar perdere”. Un piccolo grande segreto grazie al quale il mandellese è riuscito a domare tutti i 14 Ottomila presenti sulla Terra senza utilizzare l’ossigeno.

E ora? “Dopo 21 anni di matrimonio e 20 passati a inseguire questo suo sogno, adesso farà tutti i lavori che non ha fatto in tutti questi anni… – Paola poi scoppia a ridere e aggiunge – scherzo, continuerà a fare quel che si sente di fare. Lui la montagna l’ha nel Dna, con lei ha un rapporto privilegiato e non puo’ starle lontano”.

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