Psicologia dello sport per non sportivi (ma che vorrebbero diventarlo) Fase 4

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Nel nostro cammino che ci sta portando a diventare dei neo-sportivi abbiamo elencato in precedenza (per coloro che si fossero persi le tappe in sequenza, eccole qui: Fase 1Fase 2Fase 3) alcuni elementi chiave per partire con il piede giusto:

1) Iniziate con poco, veramente poco, un piccolo e facile cambiamento, ed incrementate di giorno in giorno.

2) Scegliete obbiettivi di processo e non di risultato.

3) Il fallimento è parte del percorso, è visceralmente inserito nel processo.

E’ quindi arrivato il momento dei consigli “banali”, pratici, quelli che leggendoli possono sembrare poco importanti, ma che, ahinoi, in realtà servono proprio a far fronte alle tante insidie che possono portare un non sportivo a perdere la continuità delle sue azioni (c’è chi comincia bene, ma poi si perde via non appena certi stimoli iniziano a venir meno: disponibilità di tempo, variazioni delle stagioni e temperature, difficoltà legate ai cambi di illuminazione naturale, scadenze e rinnovi di abbonamenti e tesseramenti, e così via).

Vediamo quindi a cosa è necessario prestare attenzione:

4) Scordate la bilancia. Nel 99% dei casi il non atleta decide di mettersi in moto perchè vuole dimagrire e darsi un tono. Molto spesso però, chi parte da zero non ha quella struttura muscolare tale da giustificare un’attività atletica mai svolta (il corpo è adattivo in maniera pazzesca: si è quello che si fa). Perciò le richieste a cui lo sottoporrete si tramuteranno in un aumento/sviluppo della muscolatura (la “massa magra”). Ora, a parità di volume, la muscolatura è più densa del grasso, quindi è più pesante (prendendo come riferimento il volume di un decimetro cubo (10cmx10cmx10cm) il muscolo pesa 1,06 kg, mentre il grasso 0,9 kg). Cosa determinerà ciò? Che quando si inizia a fare attività fisica è possibile che il proprio peso aumenti: il grasso sta diminuendo ma nel frattempo i muscoli “aumentano”. Ovviamente il neofita in buona fede si dice:”ma come?!?! Più mi sembra di essere in forma e più la bilancia mi dice che ingrasso?!?! Ma vai a… Mollo tutto!”. La bilancia ci riporta al problema elencato nel punto numero 2 – processo vs risultato, inoltre è una subdola forma di inganno! Il peso di per sé non è IL problema, dovrebbe esserlo piuttosto la qualità del nostro corpo. Gli atleti di alto livello di norma pesano di più rispetto alle persone delle loro stesse proporzioni, poiché la loro massa muscolare è più sviluppata! Capite bene quindi che magari potreste persino vedervi più magri allo specchio, sentire i pantaloni più comodi, scendere di un passante e… pesare di più! Non fatevi fregare dalla bilancia.

5) Fate una cosa alla volta. Killingsworth afferma il principio secondo cui è l’azione a dare la felicità, ma forse non ha considerato che, al giorno d’oggi, gli individui sono sistemi multitask, perennemente impegnati a fare tante cose in parallelo, spesso male e con un notevole grado di stress percepito. Pertanto, il consiglio è quello di concentrarvi su una attività alla volta, dedicandogli non solo il tempo necessario, ma anche la vostra più completa attenzione. Se decido di fare quei crunch di cui abbiamo già parlato, li farò senza distrazioni come soste per controllare l’email o per sbirciare l’ultima news su lecconotizie :-). Come dicono gli americani: Stay Focused, fai quello e pensa a quello, concetrati e scansa il resto, il mondo ti aspetterà (quasi certamente). Perciò l’azione darà sicuramente la felicità, se saremo in grado di percepirla.

6) Focalizzatevi sul respiro. Una buona respirazione può fare la differenza… e tanto! Ne abbiamo già parlato sugli articoli per la gestione dell’ansia sportiva. Rileggetevi con attenzione le modalità per sviluppare la frequenza di risonanza. Ciò vi potrà aiutare in moltissimi momenti della vostra attività sportiva, sia per gestire le emozioni, sia la fatica e il dolore: anche solo 3 respiri, ben fatti, possono portare il vostro stato psico-fisico ad un livello di “presenza” (cercate: Steuer, 1992) superiore. E possiamo dirlo tranquillamente: è un approccio che vi può essere d’aiuto anche al di fuori dello sport.

7) Tracciate i vostri momenti sportivi. E’ la vostra storia. Lascio per ultimo l’elemento introdotto la scorsa settimana poiché ho compreso che questo aspetto meriterà un approfondimento: ho intenzione di svilupparlo maggiormente nel prossimo articolo. Ci tengo però a chiarire un principio di base: più siete in grado di dare importanza alle vostre azioni, più saranno importanti e “reali”. Più darò valore a quei 30 minuti di corsa ogni 3 giorni, più assumeranno valore e concretezza nel tempo. Per intenderci, siamo come dei “creazionisti”: dobbiamo imparare a dare senso alle cose che facciamo per noi stessi. Non è un tema nuovo di questa rubrica (date un occhio alle ultime righe di “sportivi autodidatti“), ora è importante cercare di capire come si fa a farlo. Come faccio a dare importanza alle mie azioni sportive? Ne parleremo settimana prossima con l’articolo conclusivo di questo filone!

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Dott. Mauro Lucchetta – Psicologo dello Sport

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6 giugno – Perchè i bulli sono bravi negli sport?

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7 maggio – Come si fa a gestire l’ansia sportiva – Parte 1^

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16 aprile – Proiettarsi nel futuro. Come acquisire la testa del campione

9 aprile – Il fattore sfiga. Come acquisire la testa del campione

1 aprile – Come acquisire la testa del campione? Il pensiero controllato

25 marzo – Come funziona la testa del campione?

18 marzo – La definizione degli obiettivi sportivi

11 marzo – Prima di visualizzare: osservare!

5 marzo – Il dialogo interiore

27 febbraio – Introduzione alla psicologia dello sport