Norme più stringenti per tutelare i lavoratori esposti e prevenire malattie professionali
Previsti valori limite più bassi, permessi speciali per il personale e verifiche preventive sugli edifici a rischio
LECCO – Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una legge che stabilisce norme chiare e dettagliate sui dispositivi di protezione individuale (DPI) per i lavoratori a contatto con manufatti contenenti amianto.
È quanto contenuto nella legge (relatore Marcello Ventura, FdI) approvata in Consiglio regionale. “Il provvedimento – ha detto Ventura – rafforza la tutela dei lavoratori e costituisce un riferimento inequivocabile per le aziende operanti nei settori interessati. Ci si attende anche un effetto positivo indiretto in termini di sensibilizzazione delle aziende che svolgono interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria su edifici a rischio, spesso senza adottare misure adeguate di prevenzione per la salute dei lavoratori e la protezione dell’ambiente”.
La legge si applica a tutte le attività che possono comportare esposizione all’amianto, come manutenzione, rimozione, smaltimento di materiali contenenti amianto e bonifica di aree contaminate. Nei singoli articoli vengono specificati i tipi di DPI da utilizzare e i compiti dei soggetti coinvolti, comprese le ATS, le aziende e i lavoratori.
Nei singoli articoli vengono specificate le tipologie degli apparecchi di protezione e i compiti dei soggetti interessati, comprese le ATS (cui spettano prevenzione, tutela e controllo), le aziende e i lavoratori. Le nuove disposizioni abbasserebbero il valore limite di esposizione professionale all’amianto di 10 volte. Inoltre, sono previste misure preventive e protettive rafforzate, come l’ottenimento di permessi speciali da parte del personale e la verifica della presenza di amianto negli edifici più vecchi prima di iniziare lavori di demolizione o manutenzione.
Oggi in Lombardia sono oltre 213mila i siti con presenza di amianto segnalati alle ATS. La completa rimozione del cemento-amianto dovrà avvenire entro il 2032, riducendo i metri cubi di materiale cancerogeno ancora da smaltire da oltre 2,8 milioni nel 2007 a 520mila.
Nonostante i progressi, il numero di casi di malattie professionali legate all’amianto rimane significativo: negli ultimi vent’anni sono stati segnalati 12.559 casi sospetti, con un tasso di mortalità del 40% tra i lavoratori colpiti. I settori più interessati rimangono le bonifiche, l’edilizia, l’industria metalmeccanica e tessile.
La nuova legge completa il quadro normativo nazionale ed europeo, fornendo un riferimento aggiornato e vincolante per la tutela della salute dei lavoratori e la protezione dell’ambiente.

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