Le Consulte dei Comuni interessati proseguono la mobilitazione
Giovedì 12 febbraio assemblea pubblica a Paderno d’Adda: “Lo scenario prospettato da Rfi e Regione Lombardia non risolve il problema del traffico”
PADERNO D’ADDA – Nuove assemblee pubbliche, come quella in agenda giovedì 12 febbraio al centro sportivo Pertini, e una manifestazione sul territorio per sensibilizzare la cittadinanza sul tema del nuovo ponte di Paderno e dell’impatto viabilistico e paesaggistico che avrà qualora venisse realizzato, come caldeggiato dalla relazione conclusiva del dibattito pubblico, in affiancamento all’attuale.
A lanciare ulteriori proposte di mobilitazioni sono le Consulte Territorio e Ambiente dei Comuni di Imbersago e Paderno d’Adda e i Gruppi di lavoro Territorio e Ambiente dei Comuni di Robbiate e Verderio che si sono riunite nuovamente in maniera plenaria lo scorso 19 gennaio dopo il primo incontro dell’11 novembre 2025.
L’incontro è servito per porre il focus sulle ultime novità in merito, ovvero la pubblicazione, il 15 dicembre scorso, da parte di Rfi del documento conclusivo del Dibattito Pubblico e l’anticipazione di qualche dato dello studio sul traffico commissionato dalla Provincia.
Saranno proprio questi due gli argomenti al centro dell’assemblea pubblica dl 12 febbraio, visto come momento di confronto tra sindaci e cittadinanza per conoscere la situazione reale e le prospettive future del territorio alla luce anche della nomina, giunta nelle scorse ore, di un commissario straordinario per il nuovo San Michele, individuato nell’amministratore delegato di Rfi Aldo Isi.
“Nelle conclusioni del dibattito pubblico viene ribadita la scelta politica di realizzare la nuova infrastruttura in stretto affiancamento all’attuale ponte, come “migliore collocazione possibile della nuova opera”. Tra i motivi vengono elencati la necessità di mantenere i servizi ferroviari per i Comuni direttamente collegati e di contenere i costi dell’opera, ribandendo di voler bandire un concorso internazionale di progettazione e implementare uno studio del traffico per valutare la sostenibilità della viabilità locale di accesso al ponte” spiegano i portavoce delle consulte.
Che aggiungono: “Tuttavia, lo stesso documento riconosce le forti criticità emerse durante il dibattito, riconoscendole come “questioni aperte”, rispetto alle quali si è chiesto alla Regione di prendere posizione, e sottolineando la richiesta diffusa di approfondire soluzioni alternative, più sostenibili dal punto di vista tecnico, paesaggistico e funzionale per la mobilità del territorio”.
Constatando come Regione (opinione di fatto condivisa anche dai sindaci di questi quattro Comuni) non abbia realmente preso in considerazione le osservazioni del territorio, i rappresentanti delle consulte manifestano preoccupazione sui dati emersi in maniera preliminare dall’analisi del traffico con un incremento dell’86% di flussi in attraversamento dell’Adda e del 135% sulla via comunale Festini di Paderno con un aumento della congestione sulle strade secondarie subito dopo l’attraversamento del ponte e un accumulo di veicoli nelle aree urbane. Senza reali benefici visto che la velocità media attuale è d 20 km/h e salirebbe a soli 21 km/h nello scenario del nuovo ponte affiancato all’attuale.
“Ne emerge con chiarezza che un ponte affiancato all’attuale non risolve i problemi del traffico e che ulteriori interventi viari minori non sarebbero sufficienti a migliorare la situazione”.
Da qui le richieste delle consulte che vanno innanzitutto ai Comuni e alla Provincia affinché completino e rendano pubblico lo studio sul traffico, includendo anche gli effetti sui centri abitati attraversati, in termini di inquinamento atmosferico, rumore, qualità della vita e frammentazione urbana nei centri abitati attraversati.
Proprio per queste ragioni le consulte chiedono a Regione Lombardia di prendere atto di queste conseguenze e di avviare la ricerca di soluzioni alternative, anche dal punto di vista paesaggistico: “Il nuovo ponte è necessario per il territorio del medio Adda, ma, oltre allo scempio ambientale dell’attuale proposta, non si possono ignorare i costi indiretti (tempi di percorrenza, inefficienze economiche), né si può accettare che un grande investimento non produca reali benefici e, anzi, comporti un peggioramento della qualità della vita. E’ quindi indispensabile uno studio ampio, esteso all’intera area nord-orientale della Regione Lombardia, per individuare la collocazione più efficace dell’opera, consapevoli del fatto che le conseguenze delle scelte attuate da Amministratori che decidano di ignorare tali istanze ricadranno sulle generazioni future”.
Le richieste vengono estese anche a Rfi a cui si chiedono chiarimenti per quel che riguarda il trasporto merci relativi alla frequenza dei convogli, agli orari di transito e agli impatti sul territorio.
Così come già chiesto da sindaci, si ribadisce l’importanza di coinvolgere direttamente tutti i Comuni interessati, di prima e seconda fascia, in ogni tavolo decisionale legato al progetto del ponte. “Abbiamo intenzione di alzare il livello di mobilitazione, promuovendo nuove assemblee pubbliche e una manifestazione sul territorio, per portare la Cittadinanza a prendere coscienza del problema e chiedere con forza alle Istituzioni competenti l’impegno a trovare soluzioni realmente condivise e sostenibili”.
Tutti concetti che verranno scandagliati giovedì prossimo durante l’assemblea pubblica, a cui sono invitati a partecipare i cittadini dei quattro Comuni maggiormente coinvolti dal progetto del nuovo ponte e anche quelli di seconda fascia.

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