Detassazione aumenti da rinnovi CCNL, a Lecco coinvolti tra i 17 e i 19mila lavoratori

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La Uil rivendica il risultato di una battaglia storica

“Il lavoro si valorizza con la contrattazione, non con interventi occasionali”

LECCO – “La detassazione degli aumenti salariali derivanti dai rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali introdotti con Legge di Bilancio 2026 – spiega il segretario confederale Uil Lombardia Salvatore Monteduro – sarà applicabile ai lavoratori dipendenti del settore privato con reddito da lavoro dipendente, riferito all’anno 2025, non superiore a 33.000 euro sottoscritti tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026″.

E’ questo il risultato di una battaglia storica della UIL, che da tempo rivendica il ruolo centrale della contrattazione collettiva nazionale come strumento fondamentale per dare valore al lavoro e tutelare il potere d’acquisto delle retribuzioni.

In coerenza con la relazione tecnica alla Legge di Bilancio 2026, che stima in circa 3,8 milioni i beneficiari a livello nazionale, una valutazione prudente colloca in Lombardia l’effettiva platea dei beneficiari della misura in una forbice compresa tra 750.000 e 850.000 lavoratrici e lavoratori, pari al 23% dei lavoratori del settore privato, che hanno visto rinnovato il CCNL tra il 2024-2025.

“La scelta inserita nella Legge di Bilancio 2026 – continua Salvatore Monteduro – riconosce finalmente il valore dei CCNL come leva principale per aumentare i salari netti dei lavoratori. Il lavoro si valorizza con la contrattazione, non con interventi occasionali. Il valore della misura non è statico: cresce ogni volta che un CCNL viene rinnovato. Più contrattazione nazionale di qualità significa più salari tutelati”.

Salvatore Monteduro (UIL)
Salvatore Monteduro (UIL)

Settori con CCNL rinnovati (1° gennaio 2024 – 31 dicembre 2025) (elaborazione UIL Lombardia su dati CNEL-privato)

Sulla base dei dati CNEL, i rinnovi contrattuali intervenuti nel periodo considerato hanno riguardato in particolare i seguenti macro-settori del lavoro privato, caratterizzati da elevata numerosità occupazionale: terziario, distribuzione e servizi (commercio, turismo, pubblici esercizi, servizi alle imprese); metalmeccanico e meccanica-industria; trasporti e logistica; edilizia e settori affini; servizi di pulizia, multiservizi e facility management; chimica e gomma-plastica; alimentare e agroindustria privata; servizi fiduciari e vigilanza privata.

In questi comparti la contrattazione collettiva nazionale ha riattivato una dinamica salariale dopo anni di incrementi insufficienti rispetto all’inflazione. Per i contratti scaduti o in scadenza nel 2025, potenzialmente rinnovabili nel 2026 si evidenzia come il rinnovo potrebbe ampliare ulteriormente la platea dei lavoratori potenzialmente beneficiari della detassazione prevista dalla Legge di Bilancio. Tra questi si collocano in particolare Sanità privata e sociosanitario privato, assistenza e servizi socio-educativi privati, altri settori del terziario privato.

Secondo la relazione tecnica allegata alla Legge di Bilancio 2026, il beneficio medio annuo stimato è pari a circa 680 euro per i lavoratori con redditi fino a 28.000 euro e di circa 750 euro per i lavoratori con redditi compresi tra 28.000 e 33.000 euro.

“Questo è il motivo – conclude Monteduro – per cui la Uil ha chiesto di estendere la misura almeno fino ai redditi da 40.000 euro, per rafforzare ulteriormente l’impatto della contrattazione sui salari reali. Aspetto che al momento non è stato preso in considerazione e che ci porta a proseguire la rivendicazione. Si tratta di una misura che per la Lombardia rafforza il ruolo dei CCNL e che deve accompagnarsi alla lotta ai CCNL pirata e al rilancio della contrattazione di secondo livello, aziendale e territoriale. Il messaggio è chiaro: contrattazione significa salario e tutele. Ora serve continuità, contrastando i CCNL pirata e rilanciando la contrattazione di secondo livello, aziendale e territoriale”.