Confapi. Giovedì il convegno “Della trafileria non si butta via niente”

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In piedi Silvia Negri e Luigi Sabadini. Seduti da sinistra Elena Collina, Carlo Antonini e Lucia Gianola
In piedi Silvia Negri e Luigi Sabadini. Seduti da sinistra Elena Collina, Carlo Antonini e Lucia Gianola

Appuntamento alle ore 16, ultimo atto del progetto STAR (Stearato dai processi di trafilatura del filo di acciaio come risorsa) promosso da ApiTech e Università Bicocca

LECCO – Un rifiuto industriale che cambia natura e diventa risorsa. È questo il filo conduttore del convegno “Della trafileria non si butta via niente”, in programma giovedì 15 gennaio alle ore 16 nella sede di Confapi Lecco Sondrio. L’appuntamento segna la chiusura del progetto STAR (Stearato dai processi di trafilatura del filo di acciaio come risorsa), promosso da ApiTech in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca, e sviluppato con il coinvolgimento di alcune trafilerie del territorio lecchese.

Il progetto si è concentrato su una delle principali criticità del comparto della trafilatura del filo d’acciaio: la gestione degli stearati esausti. Si tratta di lubrificanti indispensabili nel ciclo produttivo ma onerosi da smaltire, il cui costo negli ultimi anni è cresciuto fino a incidere tra il 5 e il 10 per cento sul prezzo finale del prodotto. Un peso significativo per un settore strategico dell’industria italiana, che vede in Lombardia circa il 60 per cento delle aziende attive a livello nazionale.

Da questa pressione economica e ambientale è nata l’idea di ribaltare l’approccio, applicando i principi dell’economia circolare. Dopo una fase di caratterizzazione dei materiali, il progetto STAR ha individuato tre possibili percorsi di valorizzazione degli stearati esausti: l’impiego come additivi nei materiali da costruzione, l’utilizzo in polimeri ed elastomeri e la produzione di biogas attraverso processi di digestione anaerobica.

Il lavoro non si è fermato alla ricerca in laboratorio, ma ha integrato competenze tecniche, analisi economiche e valutazioni normative, con il coinvolgimento diretto delle imprese. I risultati sono stati concreti: è stato depositato un brevetto per la produzione di biogas da stearati esausti e sono state definite le condizioni in cui questi materiali possono essere riutilizzati in modo efficace nel cemento e nei polimeri.

Secondo le stime elaborate nell’ambito del progetto, l’applicazione del modello sviluppato potrebbe generare benefici economici fino a 5 milioni di euro all’anno per la sola Lombardia, trasformando un costo ambientale in una leva di competitività per le imprese del settore.

Il convegno di giovedì 15 gennaio rappresenterà l’occasione per presentare in modo organico i risultati raggiunti, dare voce alle esperienze delle aziende coinvolte e alimentare il confronto sul futuro della manifattura in chiave circolare. Il progetto è stato seguito da Silvia Negri e Carlo Antonini di ApiTech, divisione innovazione e sviluppo di Confapi Lecco Sondrio, dai trafilieri Luigi Sabadini e Lucia Gianola e dalla docente dell’Università di Milano-Bicocca Elena Collina.