Patrimonio musicale, Regione istituisce il titolo di Borgo custode

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Borgo custode del patrimonio musicale lombardo e dei lombardi 2026

Un bando da 60 mila euro per valorizzare il patrimonio immateriale

Zamperini: “Garantire un futuro concreto alla nostra identità culturale”

LECCO – Regione Lombardia ha attivato il riconoscimento “Borgo custode del patrimonio musicale lombardo e dei lombardi”, una nuova misura pensata per sostenere e valorizzare le comunità locali in cui la musica popolare e le pratiche musicali di tradizione rappresentano un elemento identitario radicato.

A promuovere l’iniziativa è stato il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Giacomo Zamperini, presidente della Commissione Montagna di Regione Lombardia, che durante l’iter di approvazione della Legge Regionale 5/2025 ha presentato un emendamento mirato a rafforzare il legame tra musica popolare, identità locale e sviluppo dei territori.

Nel presentare il riconoscimento, Zamperini ha ringraziato l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso per il sostegno al progetto. “Una tradizione è davvero viva solo se può rinnovarsi – ha dichiarato –. Non vogliamo trasformare la nostra storia identitaria in un semplice ricordo del passato, ma garantirle un futuro concreto e prospero”. Secondo il consigliere regionale, il patrimonio immateriale rappresentato da bande, cori e gruppi folk costituisce “un’eredità preziosa delle nostre comunità, fatta di suoni, voci e memoria condivisa”.

Borgo custode del patrimonio musicale lombardo e dei lombardi 2026
Giacomo Zamperini

Il riconoscimento è rivolto a Comuni, Unioni di Comuni e Comunità montane fino a 15.000 abitanti, oltre che a nuclei storici o frazioni, nei quali siano presenti pratiche musicali storicamente documentate e socialmente partecipate. Per accedere al titolo e al bando collegato, i soggetti proponenti dovranno dimostrare la presenza di gruppi musicali amatoriali con caratteristiche legate alla continuità della tradizione, alla tipicità delle espressioni musicali, al coinvolgimento della comunità o alla presenza negli archivi ufficiali del patrimonio immateriale.

Zamperini ha citato, tra gli esempi più significativi, i Cantà Promaan di Premana, definiti “autentici ambasciatori del canto popolare legato al mondo del lavoro e alle tradizioni montane”. L’iniziativa sarà sostenuta da un bando regionale da 60.000 euro, destinato – come sottolineato dallo stesso consigliere – a custodire, valorizzare e tramandare esperienze che raccontano l’identità e la storia delle comunità lombarde.