Testamento biologico. Una serata con il Centro culturale Manzoni

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Il dottor Giovanni Battista Guizzetti

LECCO – “Come posso io non celebrarti vita?”, canta Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, tirando le somme dei suoi primi cinquant’anni. Perché la vita val la pena d’essere vissuta, pur dentro il dramma della sofferenza, se ci sono un ideale e una speranza che la sorreggono, e un’amicizia che la sostiene. Di questo si parlerà nell’incontro promosso dal Centro culturale Alessandro Manzoni di Lecco (appuntamento giovedì 1 febbraio alle ore 21 presso la Sala Don Ticozzi – via Ongania, 4 a Lecco) a partire dalla recentissima approvazione della legge sulle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat), che introduce in Italia il testamento biologico.

 

La serata del Centro culturale Manzoni proporrà l’intervento del dottor Giovanni Battista Guizzetti, responsabile del reparto per pazienti in stato vegetativo permanente del Centro Don Orione di Bergamo, la cui lunghissima e appassionata esperienza sul campo lo pone tra i principali punti di riferimento in Italia per le cure e l’assistenza di queste persone; in questa direzione andrà ancora la straordinaria testimonianza di Anna Micheli, sempre a fianco del marito che da dieci anni vive in stato vegetativo. I contenuti della nuova legge sul testamento biologico e le sue conseguenze operative ma anche umane saranno invece affrontate da Claudio Galoppi, magistrato lecchese attualmente membro del Consiglio superiore della magistratura dopo aver operato alla procura della Repubblica di Como e, come giudice penale, in Tribunale a Milano.

Il magistrato Claudio Galoppi

 

“Con questo incontro – spiega Gianluca Bezzi, presidente del Centro culturale Alessandro Manzoni – vogliamo offrire il nostro positivo contributo su di un tema delicato e complesso, e su di una legge che per motivi strettamente politici e mediatici è stata approvata in fretta e furia, lasciando irrisolti le questioni etiche e gli aspetti più profondamente umani legati al fine vita. Su questi argomenti è rapidamente calato un silenzio fragoroso e preoccupante: ma sono troppo importanti perché il tutto venga semplicisticamente archiviato e dato per scontato”.